Connect with us

News

Pagellone Padova-Salernitana: Minala e Jallow disastrosi, Migliorini svetta su tutti

MICAI 6. Reattivo nelle uscite. Il sostegno dei familiari, come in tutte le gare al nord, non manca mai sugli spalti. Attento sull’infido rasoterra di Bonazzoli al 6′ della ripresa, poi il Padova non punge più e… la Salernitana resta a guardare.

PERTICONE 6. Gioca di esperienza e posizione ma in alcuni episodi va in difficoltà e si aggrappa agli interventi fallosi.

MIGLIORINI 7. Dirige le operazioni in retroguardia con maestria ed efficacia. L’area di rigore granata nel primo tempo è un vero e proprio pantano, non senza apprensioni per qualche retropassaggio Micai si ritrova a intervenire poco. Mbakogu è cliente scomodo, lo francobolla con mestiere quando si aggira dalle sue parti. Monumentale quando, su un pericolosissimo due contro due, erige un muro davanti a Bonazzoli lanciato a rete al limite dell’area. In difesa è ovunque, rattoppa anche quando i compagni vengono saltati.

GIGLIOTTI 6. Attento e concreto. Perfetto su un recupero in scivolata sul finire della prima frazione con Mbakogu involatosi verso la porta. Idem a inizio secondo tempo su Bonazzoli (dal 30′ st BERNARDINI 6. Di stima. Torna in campo dopo oltre un anno. Impatto subito positivo nel frenare Baraye).

CASASOLA 4,5. Si presenta in campo con un occhio nero per cause non ben identificate. Al pronti-via va a vuoto sullo spunto di Longhi che mette in mezzo un pallone non sfruttato a dovere da Bonazzoli. Poco preciso nella metà campo avversaria, evidentemente distratto dal suo recente passaggio alla Lazio. Sotto tono nel primo tempo, scompare nel secondo.

MINALA 4. Sbaglia tutto e anche di più, anche gli appoggi più semplici. Non ha i 90′ e si vede. L’ultima da titolare era datata addirittura 5 maggio 2018, prima di oggi ma non è sufficiente per giustificare una prova così brutta.

DI TACCHIO 5,5. Si era sentita la sua mancanza contro il Lecce. Se non altro, ha peso specifico in mediana. Battaglia – su un campo pesante – e taglia soprattutto, più che cucire. Costretto al giallo a inizio ripresa, cerca di tenere a galla la mediana come può.

PUCINO 5,5. Si sacrifica a sinistra come già fatto in altre occasioni con la casacca granata. Puntuale nelle chiusure, deciso al punto giusto nei tackle ma non riesce a incidere in fase di spinta. Matura un giallo evitabile a metà primo tempo che lo condiziona per il resto della gara (dal 40′ st ROSINA sv. Si piazza sulla trequarti, non ne tocca uno. Ingresso tardivo)

D. ANDERSON 4,5. Tanta buona volontà ma quello di rifinitore si riconferma un ruolo non suo. Mai pericoloso, non punge; sul suo lato, per un’ora, ha buon gioco perfino Trevisan, tutt’altro che un velocista. Alla prima accelerata, fa infortunare l’ex granata. Poi, torna nella mediocrità: si fa notare dalla Gialappa’s a dieci minuti dalla fine, lisciando in piena area di rigore. Termina la gara da esterno mancino dove fa leggermente meglio.

A. ANDERSON 5. Anche col campo pesante fa valere la sua classe. Tenta il corridoio geniale per Jallow al quarto d’ora ma Lollo intercetta all’ultimo. Rispetto al compagno olandese, in fase di possesso arretra spesso per cercare palloni giocabili e divincolarsi dalle marcature avversarie, con l’esterno di centrocampo chiamato a completare il tris di giocatori offensivi. Becca tante botte, come di consueto, poi si intestardisce e naufraga nel grigiore generale. Spreca malamente una punizione invitante nel recupero.

JALLOW 4. Chi nasce tondo, non muore quadrato. La sua fotografia dell’esperienza granata è perennemente con le mani nei capelli. Alla prima da calciatore tutto di proprietà della Salernitana resta quello già visto: testa sotto, palla al piede e troppo egoismo per il gambiano che gioca spesso defilato a sinistra. E poi, per non farsi mancar nulla, il solito giallo ingenuo per allontanamento della palla a gioco fermo. Sua la prima conclusione quantomeno vicina allo specchio – ma da 30 metri – a dieci minuti dall’intervallo. Unico lampo di una partita largamente insufficiente, condita da tiri forzati (e respinti) e ripartenze rovinate. A un quarto d’ora dalla fine sciupa una ghiotta palla gol. Male male (dal 37′ st DJURIC sv. Poco tempo per fare il suo lavoro, non lo aiutano gli esterni che tirano definitivamente i remi in barca prima del dovuto, senza fornirgli palle aeree giocabili).

ALL: GREGUCCI 4. “Serve più coraggio”, aveva detto dopo il ko col Lecce. Non dà il buon esempio all’Euganeo con le scelte iniziali e con i cambi, eccessivamente conservativi e poi tardivi. Basti pensare che il primo arriva alla mezzora della ripresa (Berna per Gigliotti, un difensore per un altro). Gioca deliberatamente per il pareggio. Contro un Padova tutt’altro che irreprensibile, più intraprendenza in formazione non avrebbe guastato: troppo leggero, l’attacco, fino al tardivo ingresso di Djuric, e poca qualità in mezzo al campo. Interessante il tentativo di confondere gli avversari quando i centrali difensivi granata sono in possesso di palla: spesso e volentieri, infatti, Andrè arretra per trovare palloni giocabili ed è l’esterno – a turno Pucino o Casasola, ad affiancare Jallow e Djavan nel tris offensivo. Mossa che tuttavia, per il campo allentato o per demerito dei suoi, non sortisce grossi effetti pratici. Troppo poco al cospetto di un avversario impaurito e poco dedito alla costruzione della manovra. Finisce la sua partita anzitempo, espulso per proteste.

3 Commenti

3 Commenti

Pubblicando il commento, dichiario di aver letto accuratamente il regolamento e di accettarlo per intero, assumendomi la piena responsabilità di ciò che scrivo. Presto il mio consenso al trattamento dei dati personali, ai sensi del d.lgs. N. 196/2003. La mia identificazione, in caso di violazione delle regole e di eventuali responsabilità civili e penali, avverrà tramite indirizzo IP e non tramite nick o indirizzo email sottoscritto.

La tua opinione conta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *







Advertisement

Seguici su Facebook

Advertisement

Altre news in News