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Pagellone Salernitana-Bologna: Lassana soldatino, errore Dragusin. Che impatto Mousset!

SEPE 6. Può poco sul gol, poi raramente impegnato.

MAZZOCCHI 6,5. Cavalca sulla destra che è una bellezza. Affonda e contiene. Un solo errore in disimpegno on il rischio di far ripartire il Bologna sugli effetti di una ribattuta difensiva. Gran cross per Djuric a inizio secondo tempo. Ci prova anche su calcio di punizione.

FAZIO 6. Al pronti-via buca l’anticipo su Arnautovic. Cerca di costruire dal basso e si incunea spesso centralmente, palla al piede, nella metà campo degli avversari che gli danno anche discreto spazio, attendendo arroccati.

DRAGUSIN 5. Fa subito capire ad Arnautovic che quando girerà dalle sue parti troverà un osso duro… per 43′: si affloscia in marcatura in occasione del gol, lasciandosi attrarre dal pallone e non seguendo l’austriaco a uomo. Ci mette il solito carattere, ma l’errore sul gol penalizza la sua squadra oltremodo.

RANIERI 5,5. Netto il giallo su Orsolini in avvio. Deve contenersi e nel primo quarto d’ora perde l’orientamento. Si riprende, ma Nicola lo lascia negli spogliatoi per non rischiare di restare con un uomo in meno. (dall’1′ st GAGLIOLO 5,5. Dentro da terzino. Non giocava dal derby di Napoli, poco più di un mese. Prova a battersi, ma Orsolini prima e Vignato poi hanno un altro passo).

KASTANOS 6. Subito aggressivo, intelligente. Si propone ma bada anche a contenere. Guadagna qualche calcio di punizione per respirare. Gran primo tempo, nella ripresa finisce invece la benzina e va in affanno. (dal 26′ st ZORTEA 7. Neanche il tempo di entrare e il suo sinistro si insacca nell’angolino per il primo gol in A).

EDERSON 6. Sfiora subito il gol, controllo e tiro dal limite. Un po’ leggerino in situazioni difensive potenzialmente pericolose. Carbura col passare dei minuti, esce poi stremato ma tra gli applausi.

L. COULIBALY 7. Copre sulle sortite di Mazzocchi, sradica palloni dai piedi avversari. Guadagna un importantissimo calcio di punizione che genera il giallo a Soriano. Solito uomo ovunque.

VERDI 6,5. Torna in campo contro la sua ex squadra. Subito volitivo, parte largo a sinistra e serve a Ribéry il pallone del possibile rigore, poi annullato da Ayroldi. Cerca sempre lo spunto. (dal 26′ st MOUSSET 6,5. Subito a suo agio nel duettare con Djuric; sua l’iniziativa dalla destra che dà vita al pareggio).

RIBÈRY 5,5. Cerca il dialogo nello stretto, si muove molto e guadagnerebbe un penalty poi tolto dal Var. Restio, troppo, a calciare in porta: sul finire di primo tempo avrebbe la chance di un tiro a giro da posizione favorevolissima, ma cerca sempre il servizio per i compagni, anche se non meglio posizionati. Rientra spesso tra le linee, va nel traffico e quando arriva al dunque un po’ indugia e un po’ non trova inserimenti in area. L’assenza di Bonazzoli è, in questo, penalizzante. (dal 26′ st PEROTTI 6. Djuric gli serve un cioccolatino in area, lui prova a rientrare sul destro e viene murato per l’occasione del possibile vantaggio. Ci mette tanta volontà, partecipa al gol del pari. Poco reattivo sul contropiede finale).

DJURIC 6,5. Ancor più a nozze su un campo pesante, da battaglia sportiva. Medel prova a limitarlo con mestiere. Le mezze punte cercano di combinare in piccolissimi fazzoletti di campo al limite dell’area e talvolta si ritrova a pestare loro i piedi. Paradossalmente, il brevilineo Medel gli “rompe le scatole”. In avvio di ripresa non riesce a trafiggere Skorupski in spaccata. Gran feeling con Mousset.

ALL: NICOLA 6,5. Il provino mattutino con esito negativo lo costringe a spedire in tribuna Bonazzoli per i problemi muscolari accusati giovedì. Rilancia Verdi seconda punta e non rinuncia a Ribéry: l’obiettivo è aggredire la partita, morderla con una sorta di 4-2-3-1 in fase offensiva. I suoi ragazzi lo assecondano e trovano un Bologna che chiude ogni linea di passaggio con grande compattezza tra centrocampo e difesa, in una linea a cinque quando aspetta. Il gol sul finire di tempo rischierebbe di fiaccare l’animo dei granata se non avesse un condottiero in panchina in grado di dare forza anche mentale: fa il triplo cambio e tutti e tre partecipano all’azione del pareggio. Spinge pure lui, finanche scatta in panchina per trascinare i suoi in contropiede, ma non riesce a trovare i tre punti.

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