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Pagellone Salernitana-Chievo: metamorfosi totale nella ripresa. Maistro elegante, Djuric sottotono

MICAI 6,5 attento sul mancino di Meggiorini sporcato da Karo. Provvidenziale qualche istante più tardi a respingere col piedone la battuta dell’ex Bari. Intervento che tiene il risultato ancorato sul pari fino alla prodezza di Djordjevic su cui nulla può. Mai impegnato nella seconda metà di gara.

KARO 6,5 s’aggrappa a Meggiorini e si becca un sacrosanto giallo. In progressiva crescita di confidenza col calcio italiano e con la nuova realtà.

MIGLIORINI 6 avvio da incubo. Prima va soffice su un elementare giropalla e la regala ai calciatori del Chievo, poi sbaglia completamente la lettura della spizzata di Djordjevic e lascia Meggiorini libero di involarsi a tu per tu con Micai. In ritardo anche sulla battuta vincente dell’ex centravanti della Lazio. Reclama il rigore su incursione in area avversaria, il braccio di Meggiorini è effettivamente largo e staccato dal corpo. Mai in affanno dopo l’intervallo, scaccia via i fantasmi dell’anno scorso.

JAROSZYNSKI 6,5 spesso costretto ad uscire ed abbandonare la posizione per coprire spazi sulla trequarti lasciati sguarniti dalla mancata copertura degli interni. Fa tutto da solo a metà primo tempo quando recupera un pallone e s’invola come un forsennato verso l’area avversaria. Attento e concentrato, gara senza grosse sbavature.

CICERELLI 7 avvio da spettatore ben mimetizzato sul binario destro. Ha una buona chance sul finire di primo tempo ma centra il corpo di Cesar e non un compagno appostato a centro area. Accende il motore dopo il pit stop nell’intervallo. Al primo triangolo riuscito con Odjer induce Segre al fallo da giallo. Il Chievo si sfalda e negli spazi aperti sa essere devastante. Cade male dopo la cintura di Pina, si rialza e riprende a sprintare per tutto il campo.

ODJER 6 rincorre gli avversari ma è sempre fuori tempo ed in ritardo. Resta piantato a terra ad osservare il fraseggio di Meggiorini e Djordjevic da cui nasce il vantaggio ospite. Sussulto d’orgoglio nella ripresa, ingrana anche lui con i compagni. Scalda i guantoni di Semper con una staffilata di destro. Ci prende gusto e ci riprova altre tre volte da distanza proibitiva, seppur in maniera pretestuosa.

DI TACCHIO 5,5 altra serata a dir poco complicata. Resta nella morsa della ragnatela del fraseggio clivense. Fuori posizione nell’azione del gol di Djordjevic. L’azione offensiva non si sviluppa mai dai suoi piedi.

MAISTRO 6,5 gioca a nascondino per 45 minuti, metamorfosi totale nella ripresa. Duetta con Djuric che s’attarda, fa sospirare gli ottomila dell’Arechi con un esterno destro di controbalzo che sibila non di molto a lato dalla porta di Semper. Elegante, incisivo e scaltro, guadagna il secondo giallo di Pina che lascia i granata in momentanea superiorità numerica. Dal 44′ st FIRENZE s.v.

KIYINE 5,5 Marcolini gli cuce su misura un trattamento tutt’altro che di favore. Pina e Dickmann lo aggrediscono alto in pressing rosicchiandogli preziosi metri. Relegato nella metà campo difensiva, fatica ad uscire dal guscio. Prova la furbata sul dirimpettaio ma finisce per travolgere Henrique e rimedia il giallo. Implacabile la sua esecuzione dal dischetto. Gol a parte, non è giornata. Cocciuto nella ricerca ossessiva della giocata di fino, perde palla e sgambetta Dickmann rimediando anch’egli la doccia anticipata.

GIANNETTI 6 guadagna con furbizia e forse generosità dell’arbitro il penalty. Sia lui che Obi guardano la palla vagante in area di rigore, resta da stabilire chi si sia macchiato del fallo L’unico spunto di un match opaco.

DJURIC 5,5 fa a sportellate nella confusionaria azione da cui nasce il calcio di rigore poi trasformato da Kiyine. Ci prova di testa in avvitamento in pieno recupero della prima frazione ma Leverbe devia in angolo. Un paio di potenziali chance invitanti anche nella ripresa su cui non è reattivo. Sprecone nel finale su cross di Odjer, cerca un’improbabile sponda di testa anziché indirizzare verso la porta.

ALL. VENTURA 6 urge trovare soluzioni alternative. Come col Benevento, appena  l’avversario blocca le corsie esterne la Salernitana fatica tremendamente a trovare sbocchi. Il giropalla dalle retrovie resta stagnante e di rado arriva alla prima linea. Va meglio nella ripresa quando, complice la stanchezza, il Chievo inizia a perdere distanze e concedere più spazi. Cambia solo dopo il rosso a Kiyine passando ad uno spregiudicato 4-3-2. Una sola sostituzione e più d’un calciatore stremato a terra con i cambi. Necessità più che scelta.

 

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