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Pagellone Salernitana-Venezia: magie Kiyine, Gyomber roccia. Djuric e Gondo, ingressi vitali

BELEC 6,5. Provvidenziale su una smanacciata al 14′, non può far nulla gol di Maleh. Salva sul possibile raddoppio di Johnsen con i piedi nella ripresa. Si tuffa su Forte a nove dalla fine.

CASASOLA 6,5. Di Mariano lo salta netto per dare il via all’azione del vantaggio ospite. Più impegnato a difendere nella prima mezzora, poi vien fuori nella metà campo avversaria, ma la mira è da registrare. Migliora nel secondo tempo sotto questo aspetto: suo il cross per Djuric che colpisce il palo. Lascia la sua prova difensiva su standard decisamente sufficienti. Ci prova con un insidiosissimo sinistro di controbalzo a 5′ dal termine.

GYOMBER 7. Forte è un brutto cliente, lui prova a fargli capire subito che non sarà giornata, un po’ con le buone, un po’ con le cattive. Il rimpallo-assist con il centravanti lo sfavorisce in occasione del gol veneziano, ma qualche minuto dopo è straordinario su due chiusure salvifiche. Molto concentrato anche nella seconda parte di gara. Forse troppo alla mezzora, quando spara in curva un pallone a distanza di mezzo metro dalla porta di Maenpaa sugli effetti di un calcio di punizione.

BOGDAN 6,5. Si perde Maleh sul gol lagunare. Vien fuori col passare dei minuti e prova ad essere pericoloso in zona offensiva sulle palle inattive. Uno spunto offensivo non da lui è simbolico: anche lui non molla mai.

VESELI 6. Ancora schierato terzino sinistro, tiene botta contro Johnsen. Partita sostanzialmente ordinata. Brividi per un liscio al 12′ della ripresa. (dal 28′ st JAROSZYNSKI 6,5. Entra bene, tosto. Si rende pericoloso con un calcio di punizione neutralizzato da Maenpaa).

KUPISZ 5,5. Deve dare una mano dalle sue parti, dove agisce il fastidioso Di Mariano. Lo fa con diligenza, però perde lucidità in fase offensiva. (dal 20′ st ANDERSON 6,5. Si presenta con un tentativo mal riuscito di tacco volante. Deve dare brio e imprevedibilità fra le linee. Guadagna un pericoloso calcio di punizione dal limite dell’area e si cala nel mood giusto nel finale).

SCHIAVONE 5,5. Un passo indietro rispetto a Chiavari. Soffre le geometrie e anche il dinamismo. del Venezia, poco pulito nei disimpegni. Perde un paio di palloni sanguinosi. (dall’1′ st CAPEZZI 6,5. Dà sostanza. Perde un brutto pallone in uscita, rimediano i colleghi difensori. Cerca una triangolazione al volo con Tutino, ma il suo esterno destro verso la porta avversaria è da dimenticare).

DI TACCHIO 6. L’estremo difensore finlandese gli nega la gioia del pareggio volando sul tuo tentativo con la testa a fine primo tempo. In affanno nella ripresa, però tiene botta.

CICERELLI 6. Castori gli dà ancora fiducia. Fa quel che può. Cerca il destro a giro a 10′ dall’intervallo, stile gol col Frosinone, ma il portiere lagunare è in giornata di grazia e vola. (dall’1 st DJURIC 7. Non è al meglio e si vede, ma i suoi centimetri sono troppo importanti per far salire la squadra, guadagnare metri, fare sponde. Ammonizione ingenua, salterà il Monza. Getta il cuore oltre l’ostacolo nei minuti finali: prima colpisce il palo, poi regala l’assist decisivo a Gondo).

KIYINE 7. Comincia al piccolo trotto, senza cambiare passo. Sale in cattedra al 35′ con un’azione solitaria molto bella, ma Maenpaa gli dice no. Chiude in crescendo la prima frazione e inizia con grande carica la seconda. Un paio di numeri su Mazzocchi, si rende pericoloso ogni volta che supera la linea dei sedici metri. Dai suoi piedi nasce il gol del raddoppio.

TUTINO 6. Un po’ troppo isolato nel primo tempo. Il sacrificio non gli manca, però per vedere palloni giocabili è costretto a retrocedere troppo, oppure ad allargarsi. Con Djuric accanto nella ripresa sembra essere un’altra storia. Sfiora il pareggio al 9′ della ripresa, ma si rivela un lampo isolato. (dal 36′ st GONDO 8. L’emblema di una squadra che non molla mai. Entra con pochissimi allenamenti in gruppo in settimana e realizza una doppietta storica, riuscendo a farsi trovare nel posto giusto al momento giusto).

ALL: CASTORI 6,5. “Squadra che stravince non si cambia”, avrà pensato. Il trainer premia gli autori della vittoria più larga in stagione (che fa il paio con il 4-1 ottenuto contro il Pisa all’andata) e sceglie di confermare il 4-4-1-1 proposto dal primo minuto a Chiavari, lasciando fuori Djuric e soprattutto Jaroszynski, rientrato dopo la squalifica. La scelta iniziale non si rivela utile. I suoi abbassano troppo il baricentro progressivamente, fino a subire il gol del Venezia. Si svegliano solo dopo lo schiaffo. Nell’intervallo opta per il doppio cambio: dentro Capezzi e Djuric con Kiyine allargato sull’ala sinistra. Leggeri miglioramenti, ma la situazione non si sblocca. A metà ripresa sceglie il 3-4-1-2 inserendo anche Anderson e tenendo in campo tanta qualità. Per gli sforzi prodotti e le occasioni create, la Salernitana avrebbe meritato almeno il pareggio, e invece arriva la vittoria. Zanetti si era castorizzato per l’occasione. Evidentemente non abbastanza.

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