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Parola d’ordine “staffetta”: Colantuono dosa inserimento dei nuovi, idea albero di Natale

Si va di staffette. D’accordo con l’entusiasmo per i tanti colpi di mercato, per la loro qualità, per i curriculum e per le prospettive. Ora però c’è il campo e una partita subito da vincere lunedì contro lo Spezia. Non può permettersi altro la Salernitana di Colantuono, che ieri è stata caricata a dovere anche dallo stesso presidente Iervolino, che prima dell’allenamento al Mary Rosy ha fatto visita ai calciatori e allo staff insieme al nuovo amministratore delegato, Maurizio Milan, per infondere sicurezza e fiducia al rinnovatissimo gruppo.

Più scelta, ma minutaggi da dosare

Innalzato il tasso tecnico, per non parlare dell’esperienza in una rosa che difettava soprattutto in questi termini. Ma è chiaro che bisogna anche essere lucidi, fare i conti con la realtà e non lasciarsi trasportare dall’entusiasmo del “tutti dentro subito”. Occorre fare i conti con le condizioni fisiche dei nuovi, molti dei quali non scendono in campo in partite ufficiali da diversi mesi come Verdi (3 presenze nel girone d’andata, l’ultima il 30 ottobre, non sono mancati i contrattempi fisici). In ogni caso, è di Perotti l’inattività più lunga (ultimo match giocato a novembre 2020), seguito a ruota da Fazio (aprile 2021), Sepe e Radovanovic (maggio 2021). Soprattutto questi ultimi tre non hanno avuto infortuni e si sono allenati da soli negli ultimi sei mesi. Tuttavia, la partita è un’altra cosa. Per l’ex trequartista di Siviglia e Fenerbahce ci vorrà del tempo prima di vederlo in campo. Gli sarà dato minutaggio a piccolissime dosi. Stesso discorso – anche per una questione di lingua e ambientamento – pure per Ederson (ultima partita il 10 dicembre), Bohinen (ultima presenza 11 dicembre) e Mousset (ultima presenza il 6 novembre). Insomma, l’allenatore non può gettare tutti nella mischia subito, col rischio che qualcuno si faccia male.

salernitana genoa kastanos

Staffette in vista

Serve il giusto compromesso, ora la condizione si troverà giocando. Almeno in partenza, per una partita già decisiva come quella contro lo Spezia, la sensazione è che il trainer non rinuncerà all’esperienza di Fazio e Radovanovic per la sua spina dorsale. Il “Comandante” guiderà la difesa (potrebbe essere Gyomber a far coppia con lui in mezzo), il serbo si piazzerà come diga mediana nel 4-3-1-2 immaginato dal mister. Soprattutto quest’ultimo potrebbe non avere i 90′ nelle gambe ed essere rimpiazzato da Bohinen a partita in corso. Il norvegese ha struttura e visione di gioco. Ederson è prospetto interessantissimo, ma si allenerà solo oggi con i nuovi compagni ed è ragionevole ritenere che possa essere della gara solo in corso d’opera. Dunque, le mezzali potrebbero essere Lassana Coulibaly e Kastanos, tenendo conto dell’indisponibilità per infortunio di Mamadou Coulibaly, con Obi altra alternativa. Sulle corsie laterali c’è Mazzocchi che scalpita, perché fisicamente sta bene: ha totalizzato 18 presenze nel girone d’andata con il Venezia; il terzino sinistro sarà Ranieri.

ribery

L’attacco

Simone Verdi potrebbe partire dal primo minuto e dividersi la partita con Franck Ribéry. Il francese viene dal Covid, non gioca dal 17 dicembre e deve sempre gestire i suoi acciacchi dovuti all’età. Se Colantuono sceglierà un unico trequartista, potrebbe optare per l’ex del Toro dietro a Bonazzoli e Djuric, con Mousset prima alternativa (anch’egli a gara in corso, deve ritrovare lo smalto giusto). E Mikael? Tra i nuovi arrivati, certamente è tra i più “freschi”: in questo 2022 ha già giocato 3 partite (segnando 5 gol, una tripletta e una doppietta), però non parla la lingua e inizierà solo oggi ad allenarsi con i nuovi compagni. Potrebbe quindi partire dalla panchina. Attenzione però anche all’ipotesi dell’albero di Natale, con la presenza di Ribéry e Verdi insieme dal primo minuto dietro ad un’unica punta, per provare subito a imprimere un certo indirizzo alla partita. Colantuono è stuzzicato e fino all’ultimo si porterà questo dubbio.

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