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Partite fantasma, Iervolino bacchetta il Venezia: “Non rispettano fair play, il calcio va rifondato”

Intervento a gamba tesa di patron Iervolino. Una voce che si fa sentire in Lega e fuori a difesa della “sua” Salernitana. E’ notizia di oggi la decisione del Venezia di ricorrere avverso la sentenza del Giudice Sportivo della Lega Serie A, che aveva dato ragione alla società granata sul caso del match fantasma dello scorso 6 gennaio. Il sodalizio del presidente Niederauer ha deciso di rivolgersi alla Corte Sportiva di Appello (clicca qui per approfondire). In serata, patron Iervolino si è concesso in una lunga intervista all’emittente locale LiraTV durante la trasmissione Goal su Goal: “Non fa onore a entrambe le società, perchè ricorrere avverso la sentenza che nulla ha deciso se non di far ripetere una gara che non si è giocata a causa di una crisi sanitaria mondiale”, è la stessa argomentazione che hanno fatto valere i legali del club, Sica e Fimmanò, dinanzi al Giudice Sportivo. “Voler resistere per avere una partita vinta quando la stessa non si è giocata non è il massimo del fair play. – ha continuato l’imprenditore di Palma Campania – Quando parlo di nuovo atteggiamento e di nuovo statuto comportamentale di presidenti e giocatori, anche su queste cose andrebbe rifondato il calcio, in ogni sua declinazione. Questo non fa onore al calcio in generale, non voler disputare una gara e di prendere dei punti quando, ahimè, non l’abbiamo disputata non per colpa nostra ma per cause di forza maggiore”.

Tanti i temi toccati dal neo presidente, tra cui la possibilità di introdurre dei ridotti anche nel settore popolare, ovvero la curva Sud, richiamando i tifosi granata al sostegno, anche in termini economici oltre che di decibel sugli spalti: “Abbiamo a lavoro dei professionisti eccezionali, che mi sottopongono ogni problematica. Sicuramente faranno tesoro di ogni istanza che proviene dai tifosi. Ne parleremo nei prossimi giorni. Quando possiamo intervenire su cose di buon senso che ritornano a tifosi e città, lo faremo. Chiediamo loro solo un po’ di pazienza, perchè le società calcistiche si alimentato con tre categorie di introiti: gli incassi al botteghino, i ricavi televisivi e le sponsorizzazioni a vario titolo, che per una squadra come la Salernitana non sono una voce importante in bilancio. Stiamo facendo tutto il possibile con grande equilibrio, perché noi siamo qui per durare a lungo. La società ha nel pagamento dei biglietti che danno una giusta considerazione. Bisogna cercare quel giusto costo per i tifosi e ricavo per noi che è un sacrificio equilibrato, che se da un lato non deve mortificare la società, dall’altro non deve comunque costituire peso per i tifosi”.

Sugli allenamenti a porte aperte: “Ci stiamo lavorando, anche con ausilio della tecnologia. Stiamo pensando a un’app, un’esperienza davvero immersiva, grazie alla quale il singolo tifoso può godersi l’allenamento del singolo calciatore, semmai anche quelli in palestra, allenandosi con la propria squadra del cuore”.

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