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Pestrin ritorna dopo sei anni, sarà osservatore nel settore giovanile. Oggi al Volpe per il match della Primavera

Manolo Pestrin torna alla Salernitana, pronto per lui un ruolo come osservatore per il settore giovanile. Dopo la cena esplorativa di due giorni fa con il coordinatore del settore giovanile (nonché ex compagno di squadra ad Ascoli nel 2013/14) Bianchi e i confronti anche con il ds Fabiani, l’ex capitano dice basta col calcio giocato dopo l’ultima esperienza sammarinese con il Tre Fiori, con il quale ha esordito anche in Europa League. Il classe ’78 quindi ritorna a Salerno dopo quattro anni, dopo le voce già paventatesi in passato di un suo possibile inserimento nei ranghi del settore giovanile dell’ippocampo. Stamane prima uscita per l’ex centrocampista che è presente al Volpe, proprio con Alberto Bianchi e Angelo Fabiani, per osservare il match Primavera tra i granatini di mister Rizzolo e il Frosinone.

La prima apparizione in granata per il calciatore romano fu in cadetteria, nella stagione 2008/09 (1 gol in 33 presenze), era la Salernitana di Lombardi con ds Angelo Fabiani che lo volle dopo l’esperienza condivisa a Messina. Dopo la salvezza in quel campionato disputò anche sei mesi nella stagione successiva, quella del ritorno in Lega Pro, prima di salutare a gennaio per trasferirsi in prestito al Torino. A fine stagione Pestrin torna dal prestito e la terza parentesi con il cavalluccio non nacque sotto una buona stella. L’ex Palermo fu scaricato, contro il suo volere, dalla società, nella quale non figurava più Angelo Fabiani come direttore sportivo, e decise nel mercato invernale di cambiare di nuovo aria, scegliendo Frosinone. La Salernitana quell’anno fallì in finale playoff, persa con il Verona, la risalita in Serie B e Pestrin lasciò Salerno dopo un brutto episodio di tentata aggressione da parte di alcuni supporter. Dopo la stagione in ciociaria arrivano le parentesi con Cremonese, Carrarese e Ascoli prima del secondo ritorno al cavalluccio, nel gennaio 2014, fortemente voluto da Fabiani, tornato anche lui in granata sotto la gestione Lotito-Mezzaroma. Un ritorno non ben accolto dalla piazza: “Pestrin mercenario” così recitava uno striscione affisso all’esterno dell’Hotel Mediterranea. Il calciatore fu in grado di riconquistare la fiducia dei tifosi, a suon di prestazioni e guidando i compagni verso la cadetteria nella stagione 2014/15 con la fascia di capitano al braccio. Fascia indossata anche l’anno dopo in B, con apporto fondamentale alla salvezza agguantata ai playout. Un rapporto quindi di odio e amore tra Pestrin e la Salernitana che ritroverà, dopo più di 100 presenze e 3 reti in campo, con un ruolo diverso, archiviate le ultime esperienze con Paganese e a San Marino.

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