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Pillon: “Domenica un nuovo inizio, Pescara e Salernitana da primi posti. Ventura si è rimesso in gioco”

L’ultimo Pescara-Salernitana risale ad otto mesi fa, quando i granata del subentrato Menichini persero la quinta gara di fila e videro ad un passo l’inferno della Serie C. Alla fine al cavalluccio toccò il purgatorio dei playout nei quali riuscì a mantenere la categoria. Sulla panchina del delfino, che chiuse lo scorso campionato al quarto posto, in piena zona playoff, c’era Bepi Pillon. Il tecnico, al momento senza panchina, presenta la sfida in un’intervista a Il Mattino: “Un conto è perdere le partite nel girone di andata, quando hai la consapevolezza di avere tempo per recuperare; tutt’altro discorso nel girone di ritorno, quando i punti iniziano a pesare. Ora inizia un altro campionato e non è una frase fatta. Sarà una partita diversa dallo scorso anno quando riuscimmo a vincere e saltammo il primo turno playoff. Si mise bene per noi, meno per la Salernitana, ma alla fine si è salvata”. Squadre che arrivano al match a pari punti, in cerca di un salto di qualità che l’ex allenatore del Treviso lega direttamente alle ambizioni: “Dipende dagli obiettivi che le società hanno. Per ambire ad un traguardo importante, credo che entrambe abbiano bisogno di accorgimenti in qualche reparto. Gli allenatori vigilano ogni settimana, conoscono perfettamente le lacune e dove colmarle”.

Pillon vedrebbe Pescara e Salernitana nelle zone nobili di classifica: “Come società e bacino di utenza non possono che ambire ai massimi livelli. Non sono molto distanti dai vertici: se in Serie B centri due vittorie di fila, ti ritrovi nelle primissime posizioni. A parte il Benevento, avviato verso la promozione, il resto del campionato risulta molto equilibrato. Tutti possono giocarsela”. Il tecnico sessantatreenne conosce bene Gian Piero Ventura, avuto come allenatore nel 1986 allo Spezia in C1: “Sono passati tanti anni. Giocavo lì da due stagioni, eravamo reduci dalla vittoria del campionato e Ventura a quel tempo era un giovane tecnico emergente. Ebbe difficoltà, prese il posto di un tecnico che aveva fatto molto bene e fu esonerato a dicembre perché, in quel momento, la squadra non coglieva risultati, senza però nulla togliere al valore dell’allenatore che poi ha ampiamente dimostrato in seguito. Era innovativo per quegli anni. in un calcio molto diverso rispetto a oggi. Si praticava un gioco più fisico con molta marcatura a uomo, mentre la zona quasi non esisteva. Lui metteva già idee nuove in tal senso, ma non ebbe fortuna nel concretizzarle”.

Ventura, dopo le delusioni Nazionale e Chievo, si è rimesso in gioco a Salerno: “E’ una bella patata bollente. Non era e non è facile perché Salerno è una piazza bellissima che può gratificarti se le cose vanno bene, ma c’è il rovescio della medaglia se non ottieni risultati. La tifoseria è numerosa, c’è passione, lui ha tutto il tempo e le carte in regola per arrivare ai playoff”. Sul Pescara Pillon dice: “Era partito per fare un buon campionato, investe anche molto sui giovani e ha un potenziale importante. Se fa lo sforzo di prendere un attaccante di livello può dire la sua fino alla fine del torneo”. Panoramica finale sul torneo cadetto, in particolare sulla sorpresa Pordenone e su due squadre che lottano per non retrocedere: “Il Pordenone è figlio di un’organizzazione importante, costruita nel tempo. Lo si nota nel modo di fare mercato, nello spirito di gruppo, nel lavoro di tutta l’equipe guidata da un allenatore bravo come Tesser. Di contro per Livorno e Trapani penso ci voglia un mezzo miracolo: se vorranno salvarsi servirà un girone di ritorno con la media di due punti a partita”.

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