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Prima in casa, Castori: “Testa e umiltà. Con Mou è una tesi di laurea, amiamo stesso calcio”

La Salernitana è pronta all’esordio casalingo nel campionato di Serie A. Fabrizio Castori ha ritrovato lo scorso weekend la categoria lasciata col magone della retrocessione del Carpi nel 2016 e domani farà altrettanto anche con l’Arechi pieno. In Coppa Italia con la Reggina è stato solo un antipasto.

Niente lacrime

Tra assenti e grandi motivazioni, il mister affronta la vigilia con il solito spirito. “Non piango per chi non c’è, non è nel mio stile. Se si comincia a lamentarsi delle assenze si manca di rispetto a chi andrà in campo, che darà tutto per ottenere un risultato positivo. In relazione ai disponibili ci può anche stare che io possa modificare qualcosa per sfruttare al meglio le caratteristiche dei ragazzi che giocheranno”, dice in conferenza pre-gara Castori. Che non fa esplicito riferimento al 3-5-1-1, ma lo lascia intendere, vista l’assenza di Djuric e le non perfette condizioni di Simy. Il nigeriano “sta meglio, ha una settimana in più di lavoro. – dice ancora il mister – Ma ci vuole un po’ di pazienza, ha cominciato a metà settimana scorsa e non ha avuto molti giorni a disposizione. Dobbiamo essere bravi a gestirlo per quel poco che può dare, nella sosta poi lo rimetteremo in linea con gli altri”.

Davide contro Golia

Domani sarà Davide contro Golia. “Paragone realistico, sarà una giornata calda come poche, il pubblico di Salerno deve godersela. Noi giocheremo con lo spirito che ci contraddistingue, sperando che l’apporto del pubblico possa colmare un gap tecnico che oggettivamente c’è tra noi e loro. La formazione la darò domani. Bisogna vedere la condizione generale di tutti, perché bisognerà correre molto. – ancora il tecnico – Abraham? In questo torneo ci sono giocatori di grande qualità da sorvegliare con attenzione. Bisogna togliergli profondità: sappiamo che Mourinho ha questo tipo di gioco, che tra l’altro amo tantissimo e in cui mi rispecchio. Dobbiamo alzare la guardia anche con il giusto spirito, senza subire psicologicamente l’avversario. Dovremo fare la nostra partita: bisognerà dare anche il triplo per fare risultato contro le grandi squadre. Massima umiltà e obbligo di reclutare ogni risorsa tecnica, tattica e morale per poter esprimerci al massimo. Inserimenti mezzali giallorosse? Dobbiamo tenere corte le distanze, quando riusciamo a farlo siamo sufficientemente coperti e aggressivi”.

La stima verso Mou

Il normal one contro lo special one. Castori devia, ma non nasconde la stima nei confronti di Mourinho: “Io mi sento solo uno che ha grande ammirazione nei suoi confronti. Non giudico il personaggio, ma l’allenatore che ama il calcio verticale come piace a me; è molto pragmatico e non per niente ha vinto tanto. Per me affrontarlo sarà come sostenere una tesi di laurea. Anche lui è uno che verticalizza subito quando prende palla, non va di gioco orizzontale. Chiaramente ha giocatori di qualità diversa, ma le idee sono quelle. Sappiamo come fronteggiare questa corazzata. Ho avuto persone che hanno lavorato con me e con lui e mi parlano di una persona fantastica, è un tecnico di livello mondiale”.

Errori da non rifare

In settimana Castori è tornato sugli errori di Bologna: “I gol su palla inattiva possono capitare. Domenica su 5 gol totali, tre sono arrivati così. La palla inattiva è l’unica situazione di gioco che ti permette di stare con 6 giocatori di fronte alla porta avversaria, dunque il coefficiente di rischio è alto. E poi chi calcia lo fa bene, le palle lì in mezzo arrivano forti e precise, ma questo non giustifica gli errori: al Dall’Ara avevamo giocato una gran partita, meglio non potevamo fare e la concentrazione andava tenuta sempre. In settimana ci abbiamo lavorato, ma la concentrazione si deve migliorare con le partite. Alla prima giornata non c’è ancora l’abitudine mentale del calciatore, ha bisogno di rodaggio anche questo aspetto. Dobbiamo ripartire dalle convinzioni di Bologna e non depauperare tutto con momenti di rilassamento”.

Il mercato

Dopo la Roma, la sosta per le nazionali e ben 6 giocatori che partiranno. La Lega Serie A si è schierata al fianco dei club che non vorranno rischiare quarantene e contagi e che decideranno di non mandare i giocatori alle federazioni. “Se la Lega stabilisce che se uno non vuol mandarli non succede niente, egoisticamente io sono il più contento di tutti. Per i ragazzi io capisco che si tratti di una soddisfazione e di un’ambizione, ma da allenatore so che vanno via, fanno tre partite e ritornano il giovedì prima di Torino: non una cosa che si accetta gradevolmente”, dice il trainer prima di chiudere con le aspettative sul mercato: “C’è necessità di rinfoltire l’organico con 3-4 elementi, ma ora è inutile ripetere le stesse cose. Gagliolo o chi per lui, i giocatori che arriveranno dovranno avere i requisiti per applicare il mio calcio, che non è niente di speciale, però se i giocatori si adeguano prima acceleriamo il processo di inserimento”.

 

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