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Sabatini attende il ‘suo’ Bologna: “Stavo sul ca*** a Saputo. A Salerno sfida incosciente, ci credo”

A Salerno sta da poco più di un mese e si sente già da Dio. “Adoro essere amato e qui mi sento amatissimo”. In una lunga intervista al Corriere dello Sport rilasciata a Giancarlo Dotto, Walter Sabatini si è aperto a trecentosessanta gradi, dal presente al recente passato con la separazione dal club felsineo.

Il divorzio con Saputo

“Sono stato dimesso da Saputo dopo una brutta sconfitta in casa. Gli avevo comunicato che ero a disposizione per qualunque decisione volesse prendere. La mattina dopo è venuto in ufficio: è meglio che le nostre strade si dividano. La spiegazione? L’unica è che gli stavo sul ca***. Perché complessivamente sono un uomo che sta sul ca*** alle persone, spesso ai presidenti. Avevo deciso di non andare allo stadio sabato, poi ho detto ai miei ragazzi che voglio bene ai giocatori del Bologna, ma di più a loro. Quindi, ci andrò. Sarà una tempesta emotiva, ma io vivo da sempre nella tempesta”, ha dichiarato il direttore sportivo granata, che si dice “terrorizzato all’idea di retrocedere”. Non lo ha mai fatto in carriera e non vuole farlo ora, nonostante la situazione difficile: A Salerno ha prevalso il senso della sfida. Di atti incoscienti ne ho fatti tanti in vita mia, perché non fare l’ultimo? Un’incoscienza simile non avrà eguali. Credo ciecamente nella salvezza”. Non dovesse essere così, potrebbe rimanere anche in B: “Ho dato la mia parola, poi dipenderà dal club”.

Il fenomeno Nicola

Tesse le lodi di Davide Nicola (“Uomo intelligente, colto, sensibile. Sa quello che dice e come dirlo. È schiavo del cliché che lo vuole specialista in salvezze miracolose. Una trappola. In effetti non si capisce che ci faccia a Salerno o a Crotone. Potrebbe allenare l’Inter”) perché lo ha stregato. “Sa quando lo ha fatto definitivamente? Quando ha urlato di rincorrere l’avversario ‘ferocemente con felicità’ a Kastanos. Ipotesi Pirlo? C’era, non è decollata e non per colpa sua. Pretendevo entusiasmo ed era difficile. I dubbi prevalenti di Andrea erano legittimi”.

I “suoi” ragazzi

Parole dolci per Ederson (“Andrà presto a fare la mezzala in un grande club”), Fazio, Perotti, Mikael, Verdi e Ribéry. Il francese, come è noto, voleva andare via da Salerno. Lo confermò il 31 gennaio Sabatini e tuttora svela un ulteriore retroscena: “Direttore, non ce la faccio più a stare a Salerno. La gente ride quando perdiamo, a me non viene da ridere”, gli disse il francese. “Dove ca*** vai Franck, te ne vai proprio ora che sono arrivato io?”, rispose Sabatini. Quando Ribéry ci ha ripensato, il diesse ha chiarito che avrebbe potuto non essere sicuro del posto, con lo scenario cambiato e i tanti nuovi acquisti: “Vorrà dire che mi batterò”, la replica di FR7 che Sabatini elogia (“Che umiltà, i grandi come lui odiano perdere”). Infine, una carezza a Bonazzoli. Sabatini parla di Ilicic e lo descrive come “un ragazzo tendente alla depressione, un solitario che fa fatica a ridere. Quando si mette un fattore esterno, nella sua testa scatena il peggio. È così anche Bonazzoli, un campione. Si nasconde la faccia sotto berretti e orpelli vari. ‘Ma che ca*** nascondi, sorridi alla vita: sei bello, sei bravo, sei ricco’, gli faccio. Un giocatore dai colpi sublimi”.

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