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Salernitana, serve una media punti “europea” e ritrovare il feeling con la vittoria

Dal primo giorno del suo arrivo a Salerno, il DS Walter Sabatini lo ha messo subito in chiaro: “Non voglio sentir parlare di tabelle salvezza, mi tengo stretto il 7% di possibilità che ci danno alcuni media”.

E’ innegabile, però, che per recuperare il gap con la prima delle squadre momentaneamente salve, la Salernitana debba iniziare a riprendere confidenza con i tre punti, che mancano dalla trasferta di Verona del 9 gennaio, due mesi e 7 partite fa. Lo ha ribadito Nicola parlando a Milano della creazione di una mentalità vincente che servirà nel rush finale. Di certo è evidente la metamorfosi nell’atteggiamento dei granata nel corso della stagione: la squadra attendista e dal baricentro molto basso di Castori, mai avrebbe aggredito così alta l’Inter come nel primo tempo dell’anticipo di venerdì. La Salernitana non può più attendere, deve creare occasioni e avere un ruolino da marcia da compagine candidata alle Coppe Europee per evitare il ritorno in B.

Tabelle o no, se la Giustizia Sportiva confermerà la disputa delle sfide con Udinese e Venezia, la Salernitana deve giocare ancora 12 incontri per un totale di 36 punti a disposizione. Ne sono arrivati 15 nelle prime 26 giornate (media 0.57) con una quota salvezza che nel girone di ritorno pare essersi alzata in virtù delle rinascite di Cagliari e Spezia.

All’orizzonte ci sono sfide complicate perché contro squadre che stanno vivendo un buon momento di forma. Sabato all’Arechi verrà il Sassuolo di Dionisi, poi i granata faranno visita per la prima volta nella loro storia allo “Stadium” di Torino, casa della Juventus, prima di ospitare i cugini granata a Salerno. Poi trasferta capitolina contro la Roma di Mourinho, scontro salvezza a Genova con la Samp e match interno con la Fiorentina. A inizio maggio si va a Bergamo, poi Cagliari in casa, Empoli in trasferta e Udinese in casa, aspettando il posizionamento nel calendario della sfida a Udine e di Salernitana-Venezia, partite che sarebbe di vitale importanza riuscire a disputare regolarmente.  I pareggi, insomma, non bastano più. Bisogna vincere, in casa e fuori, con la mentalità delle grandi.

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