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“Sì a restauro stadi storici con delibere Comuni”: Senato si mobilita, una chance per il Vestuti?

La volta buona per ripensare – e possibilmente realizzare – un efficace restyling dello stadio Donato Vestuti? Forse sì. Il vecchio impianto sportivo salernitano versa in condizioni sempre più disastrate, pur essendo rimasto punto di riferimento di numerose discipline, con l’atletica leggera in testa, ma anche scherma, boxe, arti marziali nei locali delle palestre, così come per quanto concerne la pallavolo. Sul manto erboso, lontano parente di quello che trent’anni fa ospitava le gesta di Agostino Di Bartolomei, si destreggiano comunque gli atleti dell’Arechi Rugby. Insomma, una struttura che potrebbe ritrovare nuova linfa dopo i tanti, troppi progetti di ristrutturazione presentati ed arrivati a un passo dalla realizzazione, ma mai davvero avviati.

L’assist può arrivare dalla proposta di legge presentata al Senato da Rosa Maria De Giorgi (Partito Democratico) che riguarda proprio il restyling degli stadi di interesse storico. A darne notizia è l’odierna edizione della Gazzetta dello Sport. “Gli stadi comunali, anche se tutelati come beni di interesse storico o riconosciuti come monumenti nazionali, potranno essere ristrutturati con la sola delibera delle amministrazioni comunali competenti. Il nuovo progetto autorizzato dalle Soprintendenze dovrà mantenere parti esterne del precedente stadio in grado di assicurare la memoria e la tradizione architettonica. Con la ristrutturazione scompare il consumo di nuovo suolo e si evita il decadimento di certi impianti”, si legge nella proposta, il cui iter legislativo è stato rallentato dall’epidemia di Covid-19. Ora potrebbe essere ripresa e passare al vaglio anche del ministro della cultura, Dario Franceschini. A bloccare più di un progetto presentato per il Vestuti, in un passato più o meno recente, sono infatti stati proprio i vincoli posti dalla soprintendenza ai beni culturali per quanto concerne soprattutto la tribuna centrale; altre zone dell’impianto invece, come la “curva nuova” furono invece salvate anche da petizioni e azioni dei tifosi della Salernitana, restii all’abbattimento di un vero e proprio simbolo del tifo cittadino. Ma vederlo sfiorire così, ogni giorno di più, fa paradossalmente più male a chi ne ha vissuto l’atmosfera e anche a chi avrebbe voluto farlo ma non ha potuto. E non è solo il Vestuti in Italia ad aver bisogno di interventi. Forse anche più urgentemente, infatti, balzano prepotentemente all’occhio le posizioni impianti come il Dall’Ara di Bologna e il Franchi di Firenze, che tutt’ora ospitano campionati professionistici.

Già nel 2005 fu bocciato un primo progetto. Per fare una digressione più vicina nel tempo, nel 2013 il Comune di Salerno approvò invece l’utilità pubblica di un project financing (foto al lato) presentato per ristrutturare il Vestuti. All’epoca il sindaco era Vincenzo De Luca e l’attuale assessore allo sport, Angelo Caramanno, presentò un emendamento secondo cui l’impresa aggiudicataria avrebbe dovuto assumere anche l’onere di risistemare anche le altre palestre per boxe, scherma e altre discipline. L’intervento all’epoca fu proposto dalla ditta Samoa Restauri e concerneva la realizzazione di parcheggi pubblici interrati con aliquota di box pertinenziali in piazza Casalbore, con la delocalizzazione delle aree mercatali di Via Piave, la rimozione delle cinte murarie di distinti e curva nord, la realizzazione di un poliambulatorio su cinque livelli con tanto di piccolo palazzetto dello sport nella zona della Curva Sud. Il tutto, lasciando inalterata la tribuna e creando un piccolo parco nella zona dei distinti. Totale, 19 milioni di euro. “Che noi non abbiamo”, si affrettò ad aggiungere De Luca. Ecco il perchè del “project financing”. Non se ne fece più nulla. E se oggi, dopo l’emergenza Covid-19 (e magari con la ripresa dei dialoghi tra Salernitana e amministrazione comunale per il rinnovo della convenzione per Arechi e campo Volpe) nascessero ulteriori idee?

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