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Calciomercato

“Sostenibilità e… pulizia”: nel mercato che verrà 2 riscatti pronti e orizzonti esteri

La Salernitana che verrà ripartirà dal 3-4-2-1. Ragionando con la rosa attuale in mano, i non riscattati saranno Troost-Ekong, Crnigoj, Nicolussi Caviglia, Vilhena e Piatek, mentre si eserciterà il diritto su Dia e Pirola. Rinnovato già anche il contratto di Ochoa, mentre Bonazzoli e Maggiore potrebbero essere ceduti, così come Valencia. In un secondo momento, scaduti i riscatti, la società potrebbe valutare di riallacciare i rapporti con Piatek e Vilhena a condizioni più favorevoli rispetto ai 7,5 milioni chiesti dall’Hertha per il polacco e i 3,5 dall’Espanyol per l’olandese.

La sostenibilità

Nella lunga conferenza stampa di questa mattina il direttore sportivo granata, Morgan De Sanctis, ha fatto un ampio punto della situazione, precisando in primis che “il mercato prossimo sarà indirizzato a due cose fondamentali. Dobbiamo rendere la Salernitana un progetto più virtuoso e sostenibile. La Serie A è un mondo diverso dalla B. Nella stagione 21/22, nella prima gestione con il trust e nella seconda parte, sono stati investiti per cartellini, prestiti e commissioni, circa 30 milioni di euro. Il monte ingaggi è stato di 36 milioni lordi per i calciatori. Nella seconda stagione per costi di cartellini, prestiti e commissioni sono stati investiti circa 41 milioni ai quali vanno detratti i 21 milioni per il trasferimento di Ederson. È vero anche che sono cresciuti gli stipendi, il tetto ingaggi si aggira intorno ai 47 milioni a cui aggiungere incentivi all’esodo e soldi utilizzati per fare 31 uscite. Tengo tanto a questo lavoro che è di portata enorme e voglio prendermene il merito: 17 uscite a titolo definitivo, 3 risoluzioni e 11 prestiti, continueremo anche la prossima stagione a ripulire la Salernitana, è un percorso necessario che non va sottovalutato. Non vanno trovate responsabilità negative. Nel giro di sei mesi il club si è ritrovato da un progetto di mantenimento della dignità e un progetto più ambizioso, questo ha creato una disparità tra i giocatori presi per un certo tipo di campionato e quelli che sono arrivati, necessariamente è iniziato un percorso di pulizia tecnica ed economica che grazie agli sforzi della proprietà la Salernitana è in grado di sostenere, durerà altri 12-24 mesi. Se saremo in grado di indovinare le scelte e sviluppare il tipo di progetto con giovani di prospettiva affiancati da giocatori di esperienza, nell’arco di due o tre anni porteremo la società ad avere l’autosostenibilità che è nella testa del presidente e nel futuro del calcio”.

“Facciamo pulizia”

Insomma, è evidente che in primis vadano aggiustate tante cose tra gli esuberi. Rientrano i vari Simy, Kristoffersen, Orlando, Mantovani, Mamadou Coulibaly, De Matteis, Motoc, Boultam, mentre i prestiti di Mikael, Iannoni e Jimenez Castillo sono di durata più lunga. “Il valore del lavoro fatto da chi mi ha preceduto ha da parte mia dei presupposti di positività assoluti. Bisogna contestualizzare come hanno dovuto lavorare. I predecessori hanno prodotto risultati importantissimi, la promozione in A e poi la gestione del campionato successivo con difficoltà enorme, fino allo sforzo di convincere rinforzi ad accettare una destinazione di una squadra quasi spacciata. Nel dettaglio ci sono giocatori che non rientrano minimamente nei progetti della Salernitana. Non farò nomi ma è facile immaginare quali siano. Tanti sono stati già esclusi l’anno scorso e continueranno ad essere esclusi, c’è piena disponibilità a trovare soluzioni. Ho acquisito tanti problemi, mi aspetto che dopo altri dodici mesi le controparti siano più collaborative. – precisa De Sanctis – Viceversa faremo cose più dure: sono stato sindacalista per dodici anni, per quattro sono stato vicepresidente Aic dietro Tommasi, vero che ci sono sacrosanti diritti ma ci sono anche dei doveri e oggi posso parlare di una sproporzione enorme. Non saremo teneri con chi ci sbatterà in faccia i propri diritti senza tener conto dei propri doveri e di quello che è stato il rendimento sul campo. Cercheremo di ripulire il più possibile questo gruppo di giocatori. Non potrà succedere subito perché il mercato è lungo. Dobbiamo recuperare risorse lì per non intaccare il valore della rosa”.

I riscatti

“Dia è stato corteggiato enormemente l’anno scorso, oggi ci siamo resi conto che lo meritava. Siamo convinti di riscattarlo. – conferma il diesse – Purtroppo è intervenuto un problemino al menisco interno, al 100% sarà a disposizione in ritiro per la nuova stagione. Entro il 30 giugno investiremo sull’acquisizione dei cartellini di giocatori per 18 milioni. Non bisogna dare nulla per scontato, l’esercizio di riscatto di Dia e Pirola insieme al rinnovo di Ochoa non sono fatti secondari ma determinano una solidità riconosciuta. Mantenere i giocatori più importanti combacia anche col fatto che loro, qualora si dovessero creare presupposti con offerte concrete da club più importanti, non sarebbero strozzati da questa società. L’operazione Ederson lo dimostra. Oggi deve renderci più tranquilli che ad ogni uscita corrisponderà un’entrata. Prendiamo Vilhena che non sempre ha performato come avrebbe potuto ma credo abbia fatto una stagione importante. Difficile fare paragoni ma quantomeno non è stato inferiore all’Ederson che si è visto nell’Atalanta”.

Orizzonti oltre il confine italiano

La Salernitana guarderà ancora molto al mercato estero: “È difficile avere un rapporto di reciproca collaborazione con la maggior parte dei club italiani, fatto salvo per i più importanti, perché c’è legittimamente competizione. Io e il mio gruppo abbiamo sempre lavorato sui mercati internazionali, quello domestico è complicatissimo. Bisogna attingere fuori e noi siamo giovani e giriamo tanto. Abbiamo perfezionato anche nella due diligence dei calciatori una ricerca tattico e di performances fisiche per capire che tipo di giocatori ci troviamo. L’occhio umano, associato alle richieste del mister, ci porta ad andare su tutti i mercati. In alcuni non c’è bisogno di andare a vedere ma noi siamo andati dappertutto: Africa, nord e sud America, giriamo l’Europa settimanalmente. Abbiamo una lista che sta a me gestire. Non è solo l’individuazione del giocatore che conta ma c’è il resto della trattativa. Tante volte su Dia mi sono chiesto se stessi perdendo tempo, l’istinto mi ha detto di continuare a insistere. Altre volte ho fatto bene a rinunciare a obiettivi irraggiungibili. Il Mondiale U20? Abbiamo in testa ragazzi che lo stanno giocando, italiani e non. Li stiamo seguendo, siamo stati anche al Sudamericano in Colombia e all’U20 africano, abbiamo già una conoscenza molto dettagliata dei vari profili”.

In bilico

Su Fazio De Sanctis non ha fatto riferimento ad una possibile risoluzione contrattuale che potrebbe verificarsi solo se l’argentino non desse adeguate garanzie fisiche: “Federico Fazio deve stare bene il 9 luglio. Ha avuto un infortunio contro la Juve alla caviglia e da lì ha iniziato un calvario da cui non è ancora uscito, questa instabilità gli ha procurato altri stop. Deve investire la sua estate su se stesso, ha un programma di lavoro per rientrare bene ed essere al 100% disponibile. Da lì si riapproprierà dell’importanza della leadership e tecnica”. Appena 16 le presenze di Giulio Maggiore, anch’egli frenato dagli infortuni. La Salernitana ha fatto un bell’investimento (4,5 milioni) su di lui la scorsa estate. “È uno di quei giocatori al quale bisogna riconoscere più alibi concreti. È arrivato da mezzala in un 3-5-2, le prime partite di stagione le ha fatte da play – ha precisato De Sanctis -. Nessuno ha mai visto, quando stava bene, il giocatore intelligente, di inserimento, che sa fare la giocata. Era capitano dello Spezia. Col cambio modulo Sousa lo ha provato da centrocampista e da trequartista. Oggi è un giocatore al quale non rinunciamo, è stato fatto un investimento, è un professionista esemplare. Con lui e con gli agenti possiamo immaginare di pensare a un riutilizzo all’interno della Salernitana. Se avesse qualcos’altro tutti gli interessi convergeranno nella soddisfazione”.

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