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Stadi aperti e ristori, la A si rivolge a Draghi

I club di Serie A institono per la riapertura degli stadi. Circa dieci giorni fa le società si erano riunite per discutere su quanto fosse importante riavere il pubblico negli impianti per quanto riguarda la sostenibilità economica. Un tema portato anche nel Consiglio Federale dello scorso 7 luglio, con il presidente della FIGC che ha interpellato formalmente sulla questione il Sottosegretario allo Sport della Presidenza del Consiglio Vezzali. L’argomento resta di stretta attualità, ieri le società si sono incontrate nuovamente in un hotel in centro a Milano. Alla presenza di Inter, Milan, Genoa, Udinese, Verona, Cagliari, Napoli, Torino, Lazio e Sampdoria è stato predisposto un documento, condiviso dai restanti club (e quindi anche dalla Salernitana), da inviare al premier Mario Draghi. Le richieste sono sempre quelle di andare oltre il 25% della capienza, con accesso allo stadio solo per chi possiede il green pass, e interventi di ristoro da parte del governo, ovvero la dilazione di versamenti fiscali e contributi del biennio 2021-2022 nell’arco dei prossimi cinque anni. Il documento sarà affidato a Gravina e Dal Pino che avranno il compito di consegnarlo al governo.

Come detto anche la Salernitana ha sottoscritto il documento ed è particolarmente interessata all’argomento. In caso di riapertura dello stadio Arechi i ricavi da botteghino darebbe un grande aiuto economico al club granata, visti i limiti di spesa imposti dal trust. Nell’area amministrativa si è iniziato già a lavorare ad una eventuale campagna abbonamenti, ma si resta in attesa di lumi. Sarebbe auspicabile la totale riapertura, come avverrà in Francia, Spagna e Inghilterra; in caso di capienza parziale sarebbe impossibile l’inizio delle vendite dei carnet stagionali.

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