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Stadi aperti, la Serie A punta al 100%. Costa: “L’obiettivo è riavere il pubblico”

La Lega di Serie A vuole gli stadi aperti al 100%. Un pensiero comune emerso nell’assemblea di ieri (alla quale non ha partecipato la Salernitana) e che potrebbe mettere a rischio l’inizio del torneo. La partenza è prevista per il 21 agosto, e per quella data i club chiedono nuove regole che possano consentire le riaperture totale degli stadi, con via libera a chi ha già completato il ciclo di vaccinazione. Una linea portata avanti da De Laurentiis, Ferrero Preziosi e accolta anche dagli altri presidenti: l’idea è quella di sposare il progetto della Liga che ha deciso di riaprire gli stadi al 100%. I club inoltre chiedono di affrontare anche il tema dei ristori: ad ora infatti non sono stati ancora erogati contributi al calcio (tranne quelli dei tamponi) che a causa della pandemia ha perso un miliardo e 200 milioni di euro.

Nella nota ufficiale si legge: “Le società di Serie A lamentano uno stato di crisi non più sopportabile causato, in particolar modo, dalle perdite economiche subite per l’assenza degli spettatori negli stadi nelle ultime due stagioni sportive. Per far partire il prossimo campionato, e non disattendere il desiderio di 38 milioni di appassionati, i Club di A, all’unanimità, richiedono con la massima urgenza un incontro con il Presidente del Consiglio Mario Draghi, con il Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e con il Sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali. Tale incontro si rende necessario per trovare, di concerto con il Governo, idonee soluzioni per il danno da 1 miliardo e 200 milioni di euro subito finora dai Club a causa della pandemia e stabilire, al contempo, le modalità per favorire il totale ritorno del pubblico sugli spalti sin dalla prima giornata della prossima stagione, in piena sicurezza per i tifosi e contemplando l’utilizzo del passaporto vaccinale”. 

Sulla possibilità è arrivato il commento anche del sottosegretario alla Salute Antonio Costa, sulle frequenze di Radio24: “Se il quadro lo permetterà la presenza di pubblico negli stadi potrà anche essere superiore al 25% assolutamente. Sostanzialmente abbiamo riaperto quasi tutto, a parte le discoteche. L’obiettivo di tutti è il ritorno alla normalità e nella normalità c’è anche il ritorno del pubblico al 100% negli stadi. Noi siamo convinti che lo scenario migliorerà, tra l’altro nei confronti della variante delta i dati e le evidenze scientifiche mettono in evidenza come di fronte a cittadini vaccinati la variante aggredisce molto meno e produce effetti contenuti. Dobbiamo essere ottimisti. Comprendo le esigenze dei presidenti di calcio ma dobbiamo sempre coniugare gli effetti di una pandemia dalla quale non siamo usciti e le esigenze di tutti di ripartire. Capisco la preoccupazione della società perché hanno passato pure loro un anno difficile, senza pubblico, quindi c’è bisogno di un ritorno alla normalità, ma tornare alla capienza del 100% è l’obiettivo di tutti, è chiaro che dobbiamo farlo con gradualità. Io ho semplicemente detto, stante il grado attuale, considerato che il campionato comincia il 22 agosto, considerato che il nostro obiettivo è quello di arrivare all’immunità di gregge a fine settembre, io ho detto che sicuramente ci sono le condizioni per ripartire, con il pubblico in presenza, e sicuramente con una percentuale non inferiore al 25%, che è quella che stiamo garantendo anche per gli Europei. Poi da lì inizierà un percorso di crescita di riapertura in gradualità”. Intanto nell’assemblea di ieri è stato bocciato lo spezzatino con la possibilità di dieci partite in dieci fasce orarie diverse, le fasce rimarranno otto.

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