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Tosto nella terra di mezzo: “Domenica sarò neutrale. Vorrei vedere Empoli e Salernitana in A”

“In una partita normale avrei tifato per la Salernitana, ma per questa devo essere neutrale”. Domenica il cuore di Vittorio Tosto sarà diviso a metà. Lui che ha vestito l’azzurro dell’Empoli e il granata della Salernitana. “A Salerno ho fatto cose importanti, ho vinto due campionati, sono cresciuto calcisticamente, ho ancora tantissimi amici e ci vengo spesso – dice ai nostri microfoni – Sono legato però anche alla città di Empoli e alla società. Ho chiuso lì la carriera, ho mio figlio che gioca lì (Lorenzo, difensore dell’U15, nda) ho una scuola calcio e ci vado spesso per lavoro”. L’ex difensore analizza a trecentosessanta gradi la sfida in programma domenica sera al Castellani: “Sarà un bel match. La Salernitana è la vera rivelazione del torneo e non mi aspettavo potesse avere questo ruolino di marcia. È arrivato qualche ko, ma quello col Monza può starci perchè i brianzoli sono la vera favorita e risaliranno. Col Pordenone non meritava di perdere. La squadra può rimanere in alto e continuare a dire la sua. Le individualità sono ottime con due attaccanti forti come Djuric e Tutino e un gran portiere come Belec. Tra poco ritornerà un elemento di spessore come Lombardi, mentre Di Tacchio è una sicurezza. Sul mercato si sono già mossi, prendendo Coulibaly. Al momento è seconda con merito. L’Empoli è una certezza per la B, ha un grande attacco e sta facendo bene. Per l’organico che ha merita il primato. Sarà una partita aperta a qualsiasi risultato”.

Il big match potrebbe essere deciso dagli attaccanti e dalle diverse filosofie calcistiche dei due allenatori: “Il reparto offensivo dell’Empoli è una vera forza, si alternano tutti bene. La Mantia e Mancuso sono due grandi attaccanti, poi c’è la sorpresa Olivieri. Per la Salernitana Tutino sarà un fattore. Lui è un ex ed è un elemento importante per la categoria. Castori? Ha esperienza e praticità. È uno che bada al sodo e in B questo può essere determinante – spiega Tosto – Ti fa vincere partite difficili, massimo risultato col minimo sforzo. Non concede nulla agli avversari e si adegua anche alla squadra che affronta. Dionisi invece ha il suo gioco e le sue idee, è una bella rivelazione. È un allenatore moderno che sta dimostrando ad Empoli ciò che di buono ha fatto a Venezia e ad Imola. Anche sulle panchine sarà un bel confronto”. Mancherà solo il pubblico per Empoli-Salernitana. Le due torcide purtroppo non potranno animare gli spalti: “La mancanza del pubblico è un peccato. Entrambe le tifoserie non si stanno godendo le prestazioni delle proprie squadre. Con le porte chiuse ormai non c’è più il fattore casalingo. Ad Empoli la Curva Maratona piena è un qualcosa in più, a Salerno col pubblico si parte 1-0”.

A proposito di pubblico, Tosto dice la sua sul rapporto tra la piazza e la squadra e anche sulle incomprensioni con l’attuale proprietà: “Il pubblico di Salerno non contesta mai prima della partita, poi se non arrivano i risultati e le prestazioni allora fa sentire la sua voce. La maglia però viene sempre prima di tutto. Io ho vissuto anche le contestazioni, ma quando scendevamo in campo e facevamo il nostro dovere il pubblico era dalla nostra parte; al contrario ci beccavamo anche i fischi e le critiche. Il tifo granata non ha paragoni. Per gli avversari giocare nell’Arechi vuoto è un vantaggio. Quando scendevo io in campo a Salerno, la curva piena ti faceva andare a duemila. Ci incitavano fin dal riscaldamento, ci tremavano le gambe e non vedevamo l’ora di giocare. Avevamo una marcia in più, anche fuori casa. Non sentivamo la pressione, ma avevamo più motivazioni. Basterebbe poco per far riaccendere la miccia. In questo momento, con questa Salernitana, se lo stadio fosse stato aperto ci sarebbe stata una grande cornice. Salerno è malata di calcio, se si lotta per qualcosa di importante il pubblico risponde. La questione multiproprietà ovviamente incide quando non arrivano i risultati, quando si fanno campionati di metà classifica e quindi viene meno l’entusiasmo e si pensa che la piazza non possa sognare. Mi auguro, da tifoso, che la Salernitana non sia una ‘seconda scelta’. Quest’anno sono stati fatti anche investimenti importanti, tipo l’arrivo di Tutino, ci sono tanti giocatori di valore. Speriamo sia la volta buona, per smentire anche gli scettici Lotito potrebbe trovare una soluzione in caso di promozione della Salernitana. Spero che a fine stagione sia Empoli che Salernitana possano raggiungere la Serie A. Ad Empoli lo meriterebbe la società, per la città di Salerno sarebbe un grande traguardo. La storia va riscritta, anche per le nuove generazioni”. Poi, la battuta: “Basta parlare di Tosto, Breda e Pisano (ride, ndr). Speriamo che i calciatori di oggi possano rivivere ciò che abbiamo vissuto noi nel ’98”.

Una promozione in B (nel ’93/’94) e una in A (nel ’97/’98) con la Salernitana; una storica qualificazione alla Coppa Uefa e ai quarti di finale di Coppa Italia (nella stagione 2006/07) con l’Empoli. Tosto apre il cassetto dei ricordi: “Le cose migliori in carriera le ho fatte a Salerno e ad Empoli. Con la Salernitana ho vinto due campionati, dalla C1 alla B e dalla B alla A. Non dimentico quella finale al San Paolo con 40mila tifosi granata e non dimentico la festa per la promozione in massima serie. Una città che gioiva, piazza della Concordia strapiena. Ad Empoli siamo partiti dalla provincia e siamo arrivati a qualificarci in Coppa Uefa. Fu un risultato clamoroso. Ho fatto la storia in entrambe le piazze”. I traguardi raggiunti col cavalluccio sono stati condivisi con Delio Rossi. Il tecnico di Rimini è recentemente tornato in panchina, alla guida dell’Ascoli, venendo però esonerato dopo meno di un mese a causa di quattro sconfitte e un pareggio: “A mister Rossi posso solo fare un monumento. Mi ha voluto con lui e mi ha fatto diventare calciatore, abbiamo vinto insieme, siamo molto legati – conclude Tosto – Ha fatto cose importanti a Salerno, a Palermo, a Roma. Dopo trent’anni di calcio ovviamente la sua carriera si avvia verso il tramonto, può starci che sia alla fine del ciclo”.

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