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U15, Salernitana beffata dal Cosenza all’ultimo secondo. De Feo: “Sempre in partita, episodi decisivi”

TABELLINO Salernitana-Cosenza 2-3 (Under 15)

SALERNITANA: Palazzo, Maresca, Farina, Gorga (35′ Cerbone), D’Amore, Nunziata, Chietti (1′ st Zecca), Migliore, Cafaro (15′ st Noto), Flaminio (29′ st Trezza), Amirante (15′ st Farina). A disp. Cafarelli, Catuogno, Nobler, Masullo. All. De Feo.

COSENZA: Marano, Lanzillotta, D’Acri, Celebre (1′ st Costabile), Tenuta, Bonofiglio, Polimeni, Gabriele (17′ st Mazzullo), Marini (1′ st Crea), Musacchio, Marchese (28′ st Pellegrino). A disp. Calabrese, Fratticci, Amendola, Spingola, Martino. All. Garofalo. 

Arbitro: Sig.ra Cuozzo (Martinelli/Imperatore).

Marcatori: Migliore (S) al 1’ pt, Polimeni (C) al 9’ pt, Marchese (C) 12’ pt, Gorga (S) al 31’ pt, Musacchio (C) al 39’ st. Ammoniti: Gorga (S), Bonofiglio (C). Angoli: 0-2. Recupero: 1’ pt – 4’ st.

Non ha fine nemmeno oggi la maledizione per la Salernitana Under 15, ancora bloccata a zero punti in classifica dopo lo scontro tra ultime contro i pari categoria del Cosenza giocatosi oggi al Volpe e finito 3-2 per gli ospiti.
I granatini vanno in vantaggio dopo venti secondi dal fischio iniziale, con Migliore che scatta alle spalle della difesa e infila Marano. I padroni di casa però non riescono ad approfittare dei tanti errori in fase di impostazione dei calabresi, destabilizzati dal gol subito a freddo. Al 4′ la Salernitana ha subito la chance per il raddoppio, ma l’incornata di Amirante sul cross di Migliore è larga. Gli ospiti raddrizzano subito la partita al 9′, Tenuta esce bene palla al piede dalla difesa e con un filtrante centrale libera Polimeni che batte il portiere d’esterno. Al 12′ il Cosenza la ribalta addirittura: Cafaro rimane a terra in area avversaria, ma l’arbitro non interrompe il gioco, i lupi giustamente non si fermano e Marchese fa 2-1. Al 31′ è Gorga a ristabilire l’equilibrio, guadagnandosi una punizione dal limite che poi segna con l’aiuto di una deviazione. Prima dell’intervallo la Salernitana va vicinissima a tornare in vantaggio: Cafaro fa da torre per Flaminio, che si coordina perfettamente per il desto al volo, la palla però sfiora il palo. Nella ripresa la partita è molto meno frenetica e le due squadre non riescono ad affondare. L’unica occasione pericolosa è di marca granata, ma nessuno ha il guizzo vincente dopo un po’ di confusione nell’area cosentina. All’ultimo respiro arriva la beffa per la Salernitana: Palazzo legge male la traiettoria di una punizione, la palla non finisce fuori, sbatte sul palo e sulla linea di porta Musacchio segna il più facile dei gol, scatenando l’esultanza di tutta la squadra ospite, panchina compresa, mentre l’arbitro fischia tre volte decretando la fine della gara. Il Cosenza vince 3-2, per la Salernitana c’è solo nervosismo e un bruttissimo esempio per i ragazzi, con un parapiglia finale in cui è coinvolto un membro dello staff dirigenziale granata, stuzzicato dal gesto di un calciatore avversario. 

L’allenatore dei granatini, Cosimo De Feo, non si appella però alla sfortuna: “Non direi che siamo stati sfortunati, certe situazioni ce le creiamo noi. Abbiamo iniziato bene e quindi bisognava gestire il vantaggio iniziale e poi cercare poi di prendere in mano la partita, invece siamo stati ingenui sul primo gol e non voglio appellarmi a nulla sul secondo, perché sono ragazzi e la decisione di giocare ci sta anche se il loro allenatore gli aveva chiesto di mettere la palla fuori, abbiamo sbagliato noi. La partita è stata bella, giocata a viso aperto, il problema è che gli episodi ci condizionano. Come sta succedendo ultimamente le partite ce le giochiamo fino alla fine e poi degli episodi ci condizionano facendoci perdere delle partite che avremmo potuto anche vincere. Strano non aver ancora fatto punti? Questo è il dispiacere più grande, perché se analizziamo tutte le partite giocate finora sono sempre finite con scarto minimo, tranne che con la Roma, dove siamo riusciti a mantenere lo 0-0 fino al secondo tempo e poi abbiamo perso 4-0. Nelle altre gare ce la siamo sempre giocata, ma gli episodi ci hanno condannato“.
Forse anche questa situazione non ha aiutato a mantenere la lucidità dopo il triplice fischio: “Il nervosismo finale mi dispiace. Dobbiamo essere noi a dare l’esempio, ci può essere un po’ di nervosismo ma deve finire là. Non devono succedere queste cose che non appartengono al mio modo di pensare e di lavorare, perché altrimenti diamo indicazioni sbagliate. Qualcuno si è fatto trascinare da dei gesti che non dovrebbero essere fatti, ma che vengono da ragazzi di 14 anni. Ci deve servire da lezione, dobbiamo essere noi adulti a capire che le partite finiscono quando fischia l’arbitro e che quando fischia l’arbitro non si contesta perché mettiamo tutti in difficoltà“.

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