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Un po’ di Salernitana nella finale di Europa League, Coscia: “D’Ambrosio prova che fu fatto qualcosa di buono”

C’era anche un pezzettino di Salernitana nella finale di Europa League persa dall’Inter contro il Siviglia. Il laterale destro nerazzurro Danilo D’Ambrosio infatti è un prodotto del settore giovanile della Salernitana di Aliberti. A scovarlo fu Enrico Coscia, all’epoca responsabile del vivaio granata. Il fallimento nell’estate del 2005 costrinse D’Ambrosio a cambiare squadra dopo una sola stagione e nonostante l’interesse del Chelsea optò per il passaggio alla Fiorentina.

In quella formazione Allievi guidata da Pasquale Viscido e nella quale militava anche Andrea Rispoli, il giovane D’Ambrosio dimostrò subito di avere le carte in regola per diventare un grande calciatore. “È un ragazzo che mi riempie d’orgoglio – ammette Enrico Coscia ai nostri microfoni – Ha fatto una carriera splendida ed è stato ad un passo dal realizzare il sogno di alzare un trofeo importante ma ha comunque fatto benissimo segnando due gol pesanti nella fase finale”.

Coscia ricorda nitidamente l’annata di D’Ambrosio con l’ippocampo sul petto: “Era un grande giocatore e si comportava in maniera eccellente. La sua crescita mi ha riempito d’orgoglio, è la dimostrazione che in passato abbiamo fatto qualcosa per Salerno. Mi auguro che a breve possa esserci uno sviluppo anche dell’attuale settore giovanile”.

A tal proposito, il dirigente salernitano prova a motivare gli scarsi risultati raccolti dalle giovanili nell’era Lotito-Mezzaroma: “È un discorso di priorità. La società non ha ancora deciso di puntare sul vivaio, quando lo farà i risultati si vedranno. Ora la priorità è rappresentata dalla prima squadra ma ricordiamo che la Salernitana ha una società solida, personalmente cerco di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno anche se capisco i tifosi che vogliono sempre una squadra da vertice. Le strutture? Oggi la situazione è sicuramente migliorata con il Volpe e il Mary Rosy”.

La ricetta di Coscia per un settore giovanile modello: “C’è bisogno di un lavoro certosino e di investimenti decisi. Se pensiamo a D’Ambrosio, parliamo di un ragazzo uscito dal nostro vivaio quindici anni fa e come lui tanti altri hanno fatto carriere importanti. In quel momento c’era un progetto supportato da investimenti giusti”.

Infine una battuta sul mercato della prima squadra: “Sarebbe già importante confermare lo zoccolo duro della scorsa stagione per dare continuità al progetto tecnico che ha dato i primi risultati. Vediamo cosa succede”.

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