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Ventura bastone e carota: “Un passo indietro per personalità e cattiveria, però padroni del campo”

CASTELLAMMARE DI STABIA (NA). Scuote la testa Gian Piero Ventura. Giustamente, perché questa non può essere la vera Salernitana. Il cavalluccio si è trasformato in gamberetto, i granata fanno un passo in avanti con l’Entella e due indietro con Cremonese e soprattutto Juve Stabia. Oggi la Salernitana ha giocato male e ha perso meritatamente un derby approcciato nel modo peggiore. Un gol all’inizio e uno alla fine, in mezzo il nulla: la Salernitana è di nuovo in crisi e fuori casa continua a perdere. Quarto ko consecutivo lontano dall’Arechi, la sensazione che i playoff sono un miraggio più che un sogno. E Ventura scuote la testa:Il primo tempo è stato positivo ma obiettivamente un gol come quello che abbiamo preso è difficile da vedere in qualsiasi categoria – lo sfogo del tecnico dei granata – Dobbiamo migliorare sotto quell’aspetto. È evidente che abbiamo avuto molte ingenuità soprattutto in occasione del primo gol. Anche l’espulsione è un’ingenuità, dobbiamo migliorare sotto questo aspetto perché sono errori grossolani Per lunghi tratti nel secondo tempo siamo stati padroni nel campo ma non concretizziamo”. E se non si segna non si può mai vincere. La Salernitana è in crisi, Ventura ne è consapevole: “Noi quando siamo partiti ho detto che c’era da costruire un gruppo e questo è stato fatto, poi c’era da costruire una squadra e anche questo è stato fatto velocemente. Il passaggio successivo era quello di una crescita sul piano della personalità tecnica e abbiamo avuto uno stop se non un passo indietro. Dobbiamo osare un passaggio, non avere paura. Inoltre serve un passo avanti sul piano agonistico, la Juve Stabia è stata superiore”.

La Salernitana continua a perdere lontano dall’Arechi, così è davvero difficile restare in lotta playoff: “Se analizziamo il risultato, è negativo ed era un derby: i tifosi giustamente si arrabbiano perché ci tengono. Il 90% dei giovani che abbiamo sono reduci da retrocessioni e situazioni di difficoltà psicologiche: serve tempo per crescere. C’è chi ha bisogno di dieci giorni, chi di un mese e chi non ce la fa proprio. Stiamo mettendo le fondamenta per qualcosa di duraturo e non per vivere alla giornata: faremo altre partite così. Abbiamo anche vinto giocando. Ovviamente i tifosi non possono essere contenti, i numeri non sono buoni: non ricordo di aver mai fatto quattro sconfitte di fila in trasferta. Se vuoi gente di personalità prendi calciatori che vengono da campionati vinti, altrimenti devi pagare pegno e questo ti mette in condizioni di capire cosa manca per diventare. Sono deluso per il risultato e per l’ingenuità, capisco i tifosi ma c’è un aspetto generale da tenere in considerazione”.

Siamo a novembre e come sempre la Salernitana è in crisi. E gennaio si avvicina: “Ma non voglio sentire la parola mercato, se ne parliamo andiamo contro natura. I rinforzi sono i benvenuti ma oggi devo parlare di come abbiamo subito gol, di come abbiamo l’uomo libero a cento metri e buttiamo la palla. Il mercato lo affronteremo a gennaio, non è un problema. Ogni partita ci ritroveremo a parlare di conferme e prove decisive, ci saranno vittorie e sconfitte. Il vero problema è capire di cosa sono figlie vittorie e sconfitte. Le soste? Sotto il profilo dei risultati le abbiamo pagate tutte”.

C’è ancora tanto da lavorare, questa Salernitana è un cantiere aperto. Come sempre Ventura parla per metafora e il simbolo è Cicerelli: “Un calciatore dalle grandi potenzialità, è arrivato che doveva giocare in categorie inferiori. Si è messo in discussione lavorando, nelle prime sette partite è stato il miglior giocatore per spessore e personalità. Gli è bastato fermarsi un mese per infortunio, oggi è di nuovo al punto di partenza. Devo prendere atto di questi fattori, vale per lui e per tanti altri. Micai? Ho chiesto anche io cosa fosse successo alla fine, Micai mi ha detto che il pallone era già in campo. Se era già fuori sarebbe stato di una scorrettezza mostruoso, se era già in campo doveva essere annullato il gol. Non ho mai visto assegnare un gol con due palloni in campo”.

Con 18 punti, in attesa del Chievo, la Salernitana resta in zona playoff ma per Ventura non conta: “Non so neanche che classifica abbiamo. Sono rimasto sorpreso della disponibilità iniziale che ci ha permesso di iniziare con grande convinzione, ma sono altrettanto sorpreso di un rallentamento che è un po’ esagerato. Io vivo questa realtà tutti i giorni, da un lato capisco i miei giocatori: è come quando un ragazzo subisce una violenza e quando ritorna sul posto della violenza le sensazioni sono negative. Nel momento in cui c’è una difficoltà a me non cambia nulla ma su alcuni di questi calciatori le sconfitte pesano. E il lavoro da fare aumenta. Credo che questo sia un momento estremamente importante per la Salernitana, se questo momento apre scenari negativi è un male. Ma se invece svoltiamo, probabilmente questo momento diventa il più importante della stagione”.

Nel finale spazio anche a un po’ di tattica e alcuni movimenti, soprattutto in fase di non possesso, sperimentati oggi per la prima volta: “Noi oggi volevamo uscire così, credo che Karo abbia faticato a capire questi nuovi movimenti e doveva prendere Canotto a uomo. Le uscite dopo cinque minuti mi avevano soddisfatto e così aumenta il rammarico perché quando prendevamo il pallone con quattro passaggi andavamo solo davanti al portiere: penso al colpo di testa di Giannetti. Purtroppo con un episodio negativo facciamo subito un passo indietro. Bisogna innaffiare e prima o poi la foglia esce, a volte velocemente a volte meno”.

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