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Ventura, è ancora amarcord: nell’85 l’esordio tra i professionisti con l’Entella. E quel pullover…

Ancora un tuffo nel passato per mister Ventura che dopo i ricordi di Pisa, ritroverà quelli degli albori di carriera. L’Entella è stata infatti la rampa di lancio per l’ex ct, quando trentaquattro anni fa la portò in C2 alla sua prima panchina professionistica. Correva la stagione 1985/86 e la società ligure era composta da un panettiere (il presidente), un gelataio (il vice) e il proprietario di un bar (terzo socio). Le riunioni si facevano nel retrobottega della panetteria. Da lì in poi un continuo crescendo, dalla panchina con il Toro a quella della Nazionale, fino a quella granata di oggi.

L’unica sfida contro la sua ex squadra ci fu l’anno successivo, quando Ventura ‘tradì’ i biancocelesti per i rivali dello Spezia portando con sé anche quattro calciatori (tra cui Luciano Spalletti). Il sorteggio di Coppa Italia fu spietato e dal doppio confronto Ventura ottenne ben due sconfitte. Quei primi anni a Chiavari sono stati però indimenticabili sia per il trainer che per la piazza, un’unione rinsaldata negli anni anche quando Ventura siedeva sulle panchine di Bari e Torino, organizzando le amichevole estive con la compagine ligure.

Alberto Mariani, capitano e bandiera di quell’Entella, lo ricorda così: “Aveva sempre un pullover di cachemire che indossava ad ogni partita come portafortuna, anche con trenta gradi. A Chiavari divenni un fedelissimo di Ventura, poi le strade si sono divise. Credo che l’ambiente Entella gli sia sempre rimasto amico e debitore di due anni stupendi, nonostante il brusco divorzio. Già ai tempi cominciava a portare le sue idee, sebbene si sia affinato successivamente. Ai tempi, giocavamo ancora col libero, che ero io. Prima il mister forse era più un ginnasiarca, perché nasceva come preparatore atletico. Aveva iniziato nella Sampdoria e faceva anche quello a fine anni Settanta, oltre che il secondo. Ventura sentirà questa partita, ne sono certo – ha proseguito Mariani – È rimasto affezionato all’Entella. Bisogna dargli atto, sì è rimesso in gioco e credo che i risultati arriveranno. Se messo in condizione di lavorare, sia dal punto di vista tecnico che da quello ambientale, sono certo che porterà la Salernitana in alto. La piazza vale tanto, ma lui deve essere supportato. Lo incontrai l’anno scorso a Genova, mi disse che vedeva la pensione lontana e che aveva ancora voglia di insegnare e fare calcio. Quanto ha fatto finora in granata dimostra che è così“.

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