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Ventura è… connesso: “Vietato giocare per rosicchiare il punto! Se attacchiamo la spina…”

Inedita modalità di conferenza stampa per Gian Piero Ventura, che torna a parlare… urbi et orbi prima di una partita. Lo ha fatto in tarda mattinata sulla piattaforma Zoom, in videoconferenza con la stampa, per presentare la sfida contro il suo passato. Domani c’è il Pisa all’Arechi, con porte chiuse e a distanza di un mese e mezzo dall’ultimo incontro casalingo della sua Salernitana, il 3 marzo scorso contro il Venezia. Che rappresenta anche la sua ultima panchina, visto che a Perugia – quattro giorni dopo – rimase in albergo a causa dei un’indisposizione.

Non possiamo rosicchiare il punto ma dobbiamo giocare per vincere. Spero in una Salernitana più consapevole dei suoi mezzi, più convinta. Finora è stato fatto tanto ed esula dai risultati; parlo di ricostruzione interna nostra. Veniamo da tre mesi inaspettati, è evidente che c’è un punto di domanda che vale per tutte le squadre. – l’esordio del tecnico – Mi auguro che la squadra abbia la convinzione di poter aver intrapreso la strada per ritagliarsi un piccolo, grande spazio da protagonista in questo campionato. Ho avuto la percezione, in questi trenta giorni in cui ci siamo allenati insieme, che i ragazzi stiano bene. Prima la squadra andava a scuola, oggi vedo un altro grande passo avanti verso la ricostruzione totale e definitiva. Obiettivo Serie A? Sette mesi fa i discorsi di promozione nessuno li faceva, anzi c’erano grandi perplessità. Sappiamo di non essere i più forti del campionato. Sono estremamente curioso, ci sono presupposti per fare ancora meglio. All’inizio dovevamo costruire un modo di essere, mentalità, cultura del lavoro che era fatiscente. Nel 99% dei casi abbiamo ottenuto tutto”. Il calendario sembra in salita: “Le verifiche non saranno facili, non abbiamo neanche una partita normale, ma tutti scontri diretti. Non affrontiamo Trapani, Livorno o Cosenza che sono agli ultimi posti. Quando incontri le migliori della classe vedi davvero chi sei e quali progressi hai fatto. Spero di vedere un altro grande passo in avanti: se interpreteremo con maggiori conoscenze e personalità le partite, non saremo figli della speranza di fare risultato ma scenderemo in campo con la consapevolezza di farlo”.

Ventura deve però fare i conti con le tante assenze (clicca qui per leggere i convocati). Gondo e Jallow sono squalifcati, Micai, Cicerelli, Heurtaux e Mantovani infortunati. Cicerelli stava benissimo e ha avuto un fastidio ancora non chiaro, mi auguro non sia grave. Micai? Non era preventivato il suo stop ovviamente. Purtroppo per lui è nata male questa ripresa: prima ha avuto un problema al dito, poi una botta al torace in un’uscita in allenamento. – afferma il trainer – Giocherà Vannucchi: da un lato siamo dispiaciuti per Micai, ma sono estremamente sereno perché in porta va un ragazzo che gode della nostra totale fiducia; è sempre stato zitto, ha lavorato con grande professionalità e buone qualità. Ora è arrivato il suo momento. Sono convinto che ci darà una grossa mano, la sua voglia è di gran lunga superiore a quella di tutti gli altri. Non vede l’ora”.

Pubblico zero. “Un danno per il calcio in generale e in particolare per Salerno. Se viene considerata in B una delle migliori tifoserie, non averla è una perdita importante. Anche io avrei voluto essere all’Arechi a fare conferenza di persona e invece siamo a parlare online. Nei mesi precedenti è venuto a mancare un pizzico di riflessione, senza offendere nessuno. Piano piano il buon senso ha iniziato prevalere, ma all’inizio i vari comitati si sono un po’ sbizzarriti, prendendo alcune decisioni di difficile comprensione. Spero che il pubblico possa tornare presto”, afferma Ventura prima di tornare sull’aspetto fisico: “Importante ma non sufficiente. Anche l’aspetto mentale va verificato: dopo tre mesi c’è chi ha capacità di riaccendere direttamente la spina anche in partita e chi solo in allenamento. Chi avrà la capacità di accendersi anche a porte chiuse, potrà mettere a frutto le sue potenzialità. Chi avrà la spina staccata non potrà dare un contributo importante. Vale per tutti. Solo chi ha avuto grandi infortuni sta 3 mesi fermo. Ci sono calciatori che in vita loro non l’hanno mai fatto. Sta alla capacità di tutti noi affrontare queste partite senza voler strafare ma sapendo che le cose non vengono per caso, bensì con determinazione feroce di voler diventare tutti protagonisti”. Caldo, cinque cambi, gare ravvicinate. Per Ventura “un calcio diverso, nessuno ha mai affrontato queste condizioni, tranne chi ha fatto un Mondiale. Pensiamo a USA ’94 quanto il caldo abbia inciso sulle prestazioni e sui risultati. I ritmi erano molto più blandi. Vediamo se saremo capaci di gestire la disidratazione che ci sarà sicuramente, i muscoli che saranno completamente asciutti alla fine della partita. Ricordo l’amichevole che abbiamo fatto contro Bari e Reggina, la prima fatta a Salerno: alla fine del riscaldamento le maglie dei giocatori strizzavano acqua, sembravano immerse in mare. Sarà una situazione anomala, dobbiamo prenderne atto e faremo di necessità virtù”.

Ventura è un ex. A Pisa, nel biennio 2007/09, ha fatto bene. La Salernitana potrebbe schierarsi col 3-4-3 ma il modulo, a detta del mister, è ancora in forse: “Ho un ricordo bellissimo, avevo con me un Cerci giovanissimo. Il modulo sarà in base a come si schiera il Pisa: abbiamo provato un sacco di cose in funzione di questo. Appena vedrò formazione dei toscani, deciderò schieramento e l’aspetto tattico. I giocatori già lo sanno. Non posso andare al buio. Ce le vogliamo giocare, in questo mese abbiamo provato un po’ di cose, siamo in grado di poterle fare a seconda di come si schierano gli avversari”.

Nel giorno del compleanno granata, il tecnico fa gli auguri alla società (“Mi sento anche un fortunato, è motivo di orgoglio arrivare a Salerno, lasciamo stare come e perché, nell’anno del centenario e nell’anno successivo. Faccio augurio di altri cento anni, io non so se ci sarò”) e chiude con una battuta sulla rinuncia agli stipendi: “Io ho rinunciato quando sono venuto, dieci volte di più di quello che hanno dato i calciatori, non potevo dare più niente perché non ho più niente. Premio promozione? Erano talmente certi che non c’era possibilità… che lo hanno messo nel contratto, quello sì. Mai dire mai nella vita”.

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