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Ventura e il nuovo inizio: “Possiamo vincere facendo calcio, dipende solo da noi. Stiamo costruendo”

Tornano a vincere i granata, torna finalmente a sorridere Gian Piero Ventura. Ieri il tecnico granata aveva posto un quesito: chi vuole essere la Salernitana? La risposta è positiva, il cavalluccio ha dominato e ha vinto meritatamente sul campo difficilissimo di Pescara. La classifica è di nuovo sorridente, ma in Serie B non bisogna mai sedersi sugli allori. Ma non c’è certamente bisogno di ricordarlo a Ventura, che resta con i piedi per terra ma non riesce comunque a nascondere la soddisfazione per aver visto, finalmente, la Salernitana che ha sempre desiderato: “Negli ultimi minuti abbiamo smesso di giocare per la troppa voglia di portare a casa il risultato, ma abbiamo giocato un’ottima partita – dice Ventura – Fuori casa abbiamo costruito 6-7 palle gol, ho visto grande applicazione dopo la sosta e sono contento di aver sfatato un piccolo tabù visto che al ritorno in campo abbiamo sempre perso. Ieri avevo detto che oggi iniziava il campionato in generale e il nostro in particolare, volevo una risposta non solo di risultato ma soprattutto di calcio e di gioco, di voglia e di umiltà: direi che tutte queste componenti ci sono state”.

Tre punti pesantissimi anche perché la Salernitana è arrivata a Pescara in piena emergenza: “C’è stato qualche cambiamento anche per via delle assenze, abbiamo cambiato con raziocinio e lucidità. Abbiamo giocato bene, mettendo l’uomo davanti al portiere senza che gli avversari toccassero la palla. Sono contento per i miei giocatori, ci hanno messo del loro e sono felice. Grazie ai tifosi che ci hanno dato ancora credito, io dal primo giorno sto dicendo che sto lavorando per loro cercando di costruire. Nel calcio si vince e si perde, oggi accetto la prestazione che è stata importante”.

La partita l’ha decisa Djuric, in dubbio fino alla vigilia: “Venerdì avevo perso le speranze di averlo, ha recuperato velocemente ed è stato bravo lui a voler esserci a tutti i costi. Oggi è stato fatto un passo, lo dico sottovoce perché voglio la conferma domenica altrimenti ritorniamo a dopo Pordenone visto che l’approccio di La Spezia mi ha sconvolto. Oggi è un nuovo inizio, se vogliamo possiamo fare calcio ma adesso dipende da noi. Di mercato non parlo, lo fa la società. Aspettiamo la fine del mercato perché tutto è ancora possibile. Il gruppo sta crescendo, non ho avuto problemi a far giocare Lopez o a far entrare Kalombo. Arriverà il momento di Odjer, sto aspettando Jallow che deve capire cosa è in grado di fare. Nel frattempo lavoriamo con gli altri, non sono stupito, i ragazzi lavorano con grande voglia. Il problema non è mai stato questo ma le cadute di tensione, la poca abitudine a essere protagonisti. Stiamo costruendo in tal senso, oggi abbiamo vinto con merito. Firenze? Scelta più sua che nostra, ha rallentato e quindi ne prendiamo atto, quando lo fai è perchè vuoi andar via. Dipende da lui, quando l’abbiamo preso, ci ho messo la faccia. Ha delle qualità che poi sono fini a se stesse se non hai ambizione, determinazione”. 

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