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Verso Genova, l’ex Magliocco: “Vendicare quei playoff! Campioni facciano la differenza”

Senti sfida decisiva a Marassi contro il Genoa e non puoi non pensare a quel 4 giugno 2006. Sono passati più di quindici anni, ma la delusione dei tifosi granata per quella sconfitta che estromise la Salernitana dalla corsa alla Serie B in semifinale playoff è ancora tanta. Insomma, con i rossoblu c’è ancora un conto aperto.

 

Fu Roberto Magliocco a segnare la rete dell’illusorio 1-1, appena entrato. All’andata un discutibile penalty concesso ai liguri consentì a Stellini di accorciare le distanze dopo la doppietta di Ferraro. Con la vittoria per 2-1, il Genoa si sarebbe qualificato per la finale, col miglior posizionamento in graduatoria. Così fu: prima Stellini, poi Magliocco e infine Dante Lopez. “Momenti indimenticabili, anche nella delusione. Fu una partita molto particolare. Quel giorno il mister scelse di giocare con Di Vicino a supporto di una sola punta: avevamo due risultati su tre, i tifosi del Genoa ci ‘accolsero’ e anche durante la notte in albergo non ci fecero dormire con lo scoppio di petardi – dice l’ex attaccante – Nel secondo tempo Cuoghi inserì me e De Cesare e rimettemmo in piedi la partita. Ebbi il piacere e la fortuna di fare gol, ma non bastò. Ricordo ancora l’azione del gol di Dante Lopez, viziata secondo me da un fuorigioco iniziale di Grabbi. Fu confusa, sappiamo poi come è andata a finire”.

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Lo scontro diretto di domenica, per certi aspetti e soprattutto per la pesantezza della posta in palio in maniera (quasi) definitiva, ricorda molto quella gara del 2006. “Senza dubbio è un match delicato, penso e mi auguro che Salernitana possa vendicare proprio quella partita. Il calcio è bello perché ci si rincontra sempre. Si gioca a Marassi in un clima molto difficile, ma confido nei giocatori della Salernitana e nella tifoseria che si presenterà in massa, perché a questi appuntamenti non manca mai. – aggiunge Magliocco – Sono il primo tifosissimo e mi auguro che in questa partita e poi alla lunga nell’ultimo scorcio di stagione i granata verranno fuori. Anzi, ne sono sicuro  Ho visto le due magie di Verdi contro lo Spezia. Al di là di tutto, la squadra mi pare rivitalizzata, per come è stata strutturata oggi varrebbe almeno la metà classifica; c’è nuova linfa, vedo i presupposti per risalire la china, anche se la Serie A è difficile”.

Sono 68 le presenze (con 14 gol) dell’attaccante siciliano con la casacca granata. Oggi è allenatore. “Ho letto dell’esclusione di Bonazzoli contro lo Spezia. Bisogna accantonare le incomprensioni che, per onestà va detto, capitano in ogni spogliatoio, non dobbiamo prenderci in giro. Il bisogno primario è adesso la salvezza: litigi, antipatie o nervosismi vari devono essere messi da parte da tutti, anteponendo il risultato. Sappiamo come funziona il calcio, i discorsi controproducenti fanno solo il male della squadra e Salerno non lo merita. Mi auguro che vada tutto per il verso giusto”, dichiara prima di appellarsi al talento dei fuoriclasse: “Quella contro il Genoa è la partita vera, la partita che conta. Da campioni come Perotti e Ribéry, soprattutto da quest’ultimo che non ha avuto una continuità di rendimento in stagione, mi aspetto che facciano la differenza come è giusto che sia. Hanno una carriera top alle spalle, hanno giustamente guadagnato tanto e ora devono farsi sentire”.

Chissà se, a distanza di sedici anni, una partita molto simile a quella semifinale playoff la preparerebbe con lo stesso stato d’animo. “Oggi sono allenatore, entrerei nello spogliatoio dicendo pochissime parole e guardando tutti negli occhirisponde – È in questo tipo di partite che esce fuori l’uomo e la voglia. Parlare tanto prima di una gara del genere rischia di essere controproducente. Ogni giocatore sa l’importanza della posta in palio e gli basta andare in campo a dare il massimo, poi i moduli se li porta via il vento. La Salernitana dovrà fare una guerra calcistica e ottenere un risultato che tutta Salerno spera”. E ancora: I calciatori non devono dimenticare che rappresentano una città che merita di stare in Serie A con continuità, non di affacciarsi e subito retrocedere. Quest’estate sono stato a Salerno e ho percepito il disagio della gente di Salerno che non sapeva, pur gioendo per la promozione, se realmente avrebbe potuto godersi la massima serie. I tifosi erano in preda all’ansia e con le mani legate, nonostante l’ottimo lavoro di Lotito fino alla promozione, che non va messo in dubbio perché parlano i risultati. L’avvento della nuova proprietà è stato vissuto come una liberazione, ora speriamo tutti nella salvezza”.

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