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A Venezia vittoria e proposta di gioco maggiormente offensiva: i numeri del successo

La Salernitana ha modificato mentalità e proposta di gioco. Soprattutto offensiva. Non con l’avvento di Stefano Colantuono ma già da diverse settimane. Una mutazione che era iniziata sotto la guida di Fabrizio Castori e che sta proseguendo adesso, con il tecnico di Anzio in panchina. Lo si nota facilmente osservando giocare la squadra, con baricentro decisamente più alto rispetto alle prime uscite, ma soprattutto spulciando i dati statistici forniti dalla Lega Serie A relativi all’ultima gara disputata: la vittoria di Venezia.

La mutazione certificata dai dati

Al Penzo si è vista una Salernitana diversa rispetto a quella osservata nella precedente uscita, in casa con l’Empoli. Almeno per quanto riguarda i primi, tremendi, 45 minuti. In riva alla Laguna la verve offensiva è stata diversa, grazie anche al ritorno di Bonazzoli nello starting eleven e alla giornata di grazia di Franck Ribery. La Salernitana, che a Venezia ha corso 108,9 km complessivi, ha fatto registrare l’83% di passaggi riusciti: 11 quelli chiave, ovvero a saltare una linea di pressione avversaria. In questa classifica, da notare, è seconda solo all’Inter che ne ha fatti registrare 12 contro l’Empoli. Le occasioni limpide da gol sono state ben 9, grazie anche a 21 tiri totali. Anche qui seconda solo alla Roma, in condominio con l’Inter. Migliora anche il possesso palla, dove con quasi 26 minuti di gestione della sfera va a migliorare i dati generali di una classifica che, ad inizio stagione, non sorrideva affatto. Djuric ha calciato 2 volte in porta e toccato ben 12 palloni nell’area avversaria, mentre Di Tacchio è il calciatore che ha collezionato più occasioni da gol (3) e macinato più chilometri (11.881). Primo, in condominio con Cristante e Osimhen, Federico Bonazzoli nella classifica dei passaggi chiave. A testimonianza che il pieno recupero dell’ex Inter non porterà benefici soltanto nella finalizzazione ma anche nella rifinitura. 

Oltre i numeri

Andando oltre i numeri ed affiancando al dato statistico quello…visivo, il risultato è più o meno quanto scritto in apertura. La Salernitana sta, gradualmente, cambiando pelle e modo di approcciare alle gare. Senza spavalderia, sia chiaro, ma con la consapevolezza che le barricate servono a poco e che la fantasia e la tecnica dei propri interpreti non vanno soffocate. Lo aveva capito Fabrizio Castori, che aveva provato anche ad azzannare una big come l’Atalanta all’Arechi. Ma non è bastato a salvare la panchina. A Colantuono, ora, il delicato compito di portare avanti il lavoro. 

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