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Ago vive, il ricordo di Somma: “Le telefonate ad Andreotti e il gol a Brindisi, un onore conoscerlo”

Agostino vive, sempre. Oggi la bandiera di Roma e Salernitana avrebbe compiuto 65 anni, il suo ricordo è sempre vivo. Ne sono passati 26 da quel terribile 30 maggio, un giorno che ha scosso il mondo del calcio. Ma il cuore di Ago continua a battere, nei ricordi di chi ha avuto la fortuna di poterlo conoscere: “Con lui mi lega naturalmente la stagione vincente con la Salernitana – racconta Mario Somma, compagno di squadra di Di Bartolomei nella stagione 89/90 in granata – Io condividevo la camera con lui: arrivavo dalla Cavese e dividere la stanza con una persona e un calciatore così importante e di così grande prestigio era un onore. Potevo carpire tanti segreti, non tanto tecnici perché era irraggiungibile, ma soprattutto ho imparato come preparare la partita dal punto di vista emotivo, come gestire le situazione, come rapportarmi con le altre persone. Agostino fu molto importante per me”.

Impossibile dimenticare il 30 maggio del ’94: “Nella mia camera, tra le foto dei parenti che non ci sono più, c’è anche quella di Bruno Carmando che per me fu di famiglia. Fu lui a telefonarmi per dirmi cosa era successo, che Agostino era scomparso. Fu un colpo tremendo: Ago era una persona di una solarità, di una gentilezza, di una cortesia nei confronti di tutto e tutti: un’umanità unica. Sono proprio le persone più sensibili ad avere a volte delle difficoltà”.

Da compagno di stanza sono tanti gli aneddoti che Somma può raccontare, uno lo fa ridere ancora oggi: “Ogni sera lui parlava a telefono, come me. Ma io chiamavo il portiere del mio palazzo, lui Andreotti e Berlusconi. Non sto scherzando, parlava per cinque-otto minuti. Non si arrivava mai a dieci: ricordo le conversazioni, semplici saluti cordiali, come va e come non va. Io gli chiedevo ma come è possibile? E lui mi diceva tu sei giovane, io sono stato capitano della Roma e quindi conosco alcune persone. Questo fa capire lo spessore dell’uomo, anche fuori dal calcio. Poi gli chiedevo sempre di Giannini e lui precisava, è Giannini che ha giocato con me e non viceversa”.

Con la Salernitana Somma e Di Bartolomei hanno vinto il campionato di C, permettendo al cavalluccio di tornare in Serie B dopo ventitré anni: “Due le partite che ricordo in particolare. Alla terzultima perdiamo in casa contro il Palermo, nonostante scendessimo in campo dando per scontato la vittoria. Il Vestuti era pieno e nessuno si aspettava la sconfitta, potevamo compromettere tutto. Quella partita ci mise apprensione, ci pensò Ago a farci superare il momento di difficoltà. Settimana successiva andammo a giocare a Brindisi una partita difficilissima, su un campo dove non si poteva giocare. Vincemmo 1-0, Ago fece gol. Poi chiudemmo con il Taranto, fu una festa immensa”.

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