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Antonucci e Salerno: “Piazza importante, accetto le decisioni del mister. Quando vidi l’Arechi pieno…”

antonucci

“Mi chiamo Mirko Antonucci, sono un ragazzo di 21 anni, sono nato a Roma e cresciuto in giallorosso e quest’anno ho l’occasione di crescere nella Salernitana”. Inizia così l’intervista dell’attaccante in prestito al club granata ai microfoni di Dazn nell’ambito di un progetto che punta a presentare le start up di tutte le città del campionato di Serie B. Questa volta è il turno della Farzati Tech, società attiva nel settore tecnologico a trecentosessanta gradi.

Passeggiando tra i vicoli del centro storico, Antonucci ammette: “Sono ad un buon punto del mio percorso di crescita anche se devo migliorare ancora su tante cose. Ad aprile nascerà la mia bambina e questa cosa mi responsabilizzerà tanto. Vedo un bel futuro perché ho tante ambizioni, vedo una famiglia e spero nel meglio per me e per chi mi sta intorno”.

Diverse le figure fondamentali per la crescita di Antonucci: “C’è sicuramente mister Di Francesco che mi ha fatto esordire a 18 anni, a Ronam avevo un bel rapporto con Perotti, un amico anche fuori dal campo. Nella vita devo dire grazie a mia madre e mio nonno perché mi hanno reso quello che sono. Non ho avuto un padre e questa cosa ti segna ma ho avuto una madre stupenda che mi ha aiutato ad andare vanti. Vorrei essere per mia figlia quello che non ho mai avuto”.

Sull’esperienza in granata: “Sono venuto a Salerno con la consapevolezza di essere cresciuto, con la voglia di fare il meglio possibile. Nasco come esterno ma posso giocare come seconda punta e trequartista”. Fino ad ora però Antonucci ha raccolto pochissime presenze: “A decidere  è il mister, sono consapevole che quando si viene in una piazza così bisogna accettare le decisioni dell’allenatore”.

Il rapporto con la città e la partenza da Roma: “Io e la mia ragazza viviamo in centro, ci troviamo molto bene, la gente è molto calorosa. Questo alla squadra può fare solo bene.  Andando via da Roma sono cresciuto molto, qui sono arrivato con una testa diversa e poi c’è il mare che mi ha sempre messo tranquillità. Ho visto l’Arechi pieno quando giocavo col Pescara e mi mise una certa soggezione” ha confessato il talentino scuola Roma.

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