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Balli, 23 anni dopo: “Salerno è tornata dove merita e speriamo ci resti a lungo…”

Dopo la Rossi band… la Castori band. Ventitré anni dopo un’altra Salernitana entra nella storia, nella memoria di un popolo intero. “È una gratificazione fantastica, come l’abbiamo vissuta noi. Riportare una città, una provincia, un popolo sparso nel mondo intero nella massima categoria è qualcosa di impareggiabile. La Serie A è pari alla passione della gente di Salerno. Alla Salernitana spettava questa categoria”. Parole di Daniele Balli, uno dei principali protagonisti di Rossilandia (25 gol subiti in 33 presenze, con 16 imbattibilità nella stagione 1997/98). La Salernitana di ventitré anni fa, quella del secondo salto in A della storia granata, aveva una filosofia diversa nel gioco rispetto a quella attuale, come spiega l’ex portiere ai nostri microfoni: “La Salernitana di ora è paragonabile al mio Empoli dal ’96 al ’98. Entrambe hanno raggiunto l’obiettivo con un calcio pragmatico. L’importante è vincere, non importa come. Con Delio Rossi, da portiere, gestivo gli ultimi 30 metri, poiché giocavamo con una difesa molto alta per staccare la squadra avversaria negli ultimi 50 metri. Il gioco era diverso, eravamo molto propositivi in fase offensiva. Gli schemi partivano da me verso gli esterni, i centrocampisti e gli attaccanti. Cercavamo di mettere pressione all’altra squadra e questo spesso ci portava a fare un gioco spettacolare che ci faceva vincere. I risultati danno sempre ragione, indipendentemente dalla filosofia di gioco. Ora c’è la moda del partire dal basso, ma molto dipende dalle caratteristiche dei giocatori. Ogni squadra fa il gioco in base ai calciatori a disposizione. Anche lo stesso portiere deve avere dei piedi buoni per giocare dal basso”.

Delio Rossi e Fabrizio Castori, due condottieri diversi, ma simili. Balli ci racconta l’ex tecnico, tra le altre, di Lazio e Fiorentina: “Con Delio Rossi portavamo i figli dallo stesso pediatria. La squadra lo viveva dentro e fuori dal campo. Personalmente l’ho vissuto prima a Salerno e anche dopo; ho visto il suo cambiamento da allenatore. Castori non lo conosco benissimo, sono accomunati certamente però dalla passione per il risultato. Hanno filosofie diverse, ma fanno rendere i calciatori al 110%, ciò significa attaccamento al lavoro e voglia di costruire qualcosa di importante. Come in tutte le aziende serve che ci siano rapporti tra proprietà, dirigenza, allenatore e calciatori. Il ‘padre’ calcistico è colui che ti fa rendere al massimo in qualsiasi ambiente. La psicologia di Delio Rossi è stata molto importante, fu bravo a reggere le pressioni dei tifosi e della stampa. Un lavoro complicato. Gestì in maniera intelligente anche le situazioni negative”. E poi i singoli. Balli ritiene che per compiere imprese del genere non siano importanti solo i calciatori più sponsorizzati, ma anche quelli da ‘low profile’: “Ci sono tante similitudini tra la mia Salernitana e quella di ora. Personalmente ho sempre apprezzato le persone che hanno dato un contributo silenzioso. Penso ai Giampaolo, ai Bolic, ai Rachini, ai Cudini, ai Kolousek, calciatori meno appariscenti, ma altrettanto determinanti. C’erano Luca Fusco, Ciro De Cesare, Ciro Ferrara, senza dimenticare Alessandro Del Grosso, Giacomo e Giovanni Tedesco. Tutino potrei paragonarlo a Di Vaio, Djuric ad Artistico. In queste imprese sono importantissimi i calciatori di qualità, ma anche chi fa il lavoro sporco. Della squadra attuale i miei preferiti sono Kupisz e Bogdan. Li ho visti a Livorno, dove li allenava Breda, sono calciatori generosi e di personalità. Il secondo è retrocesso lo scorso anno, non era semplice passare da una retrocessione a fare un campionato di vertice. È un premio importante per entrambi”.

Da ex portiere Balli non può che esprimere un giudizio sul parco portieri granata. Dai protagonisti, Belec e Adamonis, a Micai finito ai margini, ma non per questo meno importante: “Su Belec devo ricredermi, ero scettico all’inizio. Negli ultimi anni si era un po’ perso. Alla lunga ha dimostrato di avere grandi qualità, è pronto anche per la categoria superiore. Ha messo insieme grandissime prestazioni, crescendo tantissimo. Merita la chance nella categoria superiore, perché può ancora migliorarsi. Spero abbia questa opportunità a Salerno o magari in un’altra squadra medio-piccola. Si è meritato tutto, partendo da lontano. Anche Adamonis ha dato il suo prezioso contributo, si è dimostrato all’altezza di entrare in un meccanismo difensivo collaudato. Ora andranno pesati in una categoria superiore, con la pesante presenza del pubblico. Poi c’è anche Micai. Anche a me è capitato di fare il terzo, se lo fai con intelligenza hai solo da guadagnare. Il ragazzo ha fatto un percorso lungo, ma ultimamente ha patito le situazioni in casa Salernitana. Al posto suo rimarrei attaccato a questo ambiente, anche da terzo può avere delle soddisfazioni. Sono da capire le sue intenzioni, è un ragazzo intelligente e deciderà lui tranquillamente. Se dovesse scegliere di andare via, potrà togliersi certamente soddisfazioni altrove“.

Salernitana-Torino del 21 dicembre 1997 e Salernitana-Venezia del 17 aprile 2021, possono essere, a distanza di ventiquattro anni, messe a paragone: “La partita col Venezia, con la doppietta di Gondo nel finale di gara è stato il punto di svolta. Secondo me quel match ha racchiuso una intera stagione, portare a casa il risultato in quel mondo, ribaltandola con sofferenza, ha dato quella consapevolezza e quella carica per il rush finale – dice Balli – Sono quei segnali che ti fanno capire che può succedere qualcosa di importante. Mi ha ricordato un po’ la nostra vittoria in casa col Torino. Una partita resa difficile, per il nostro modo di giocare, da un terreno di gioco pessimo causa pioggia e dallo svantaggio. Vincemmo 2-1, gettammo il cuore oltre l’ostacolo, Di Vaio segnò di spalla, qualcosa di clamoroso come la doppietta in due minuti di Gondo“.

Equilibrio e armonia sono state le componenti principali, secondo l’ex portiere di Ternana e Pistoiese; l’assenza dei tifosi poi può essere stata un fattore determinante. La controprova ci sarà nel prossimo campionato: “Il segreto è stato l’equilibrio tra tutte le componenti, società, squadra e allenatore. Le situazioni sono state gestite al meglio, sia il Covid che l’assenza dei tifosi. Le partite sono state affrontate con serenità, come con serenità sono stati metabolizzati i risultati, positivi o negativi, che arrivavano. Vedendo il grande risultato raggiunto si potrebbe dire che l’assenza del pubblico ha fatto bene. L’anno prossimo però sarà la prova del nove. Ci sarà un campionato impegnativo e ci sarà il pubblico, sia in casa che in trasferta. Salerno ha una identità chiara e dovrà dimostrarlo in Serie A. Il famigerato equilibrio di quest’anno dovrà essere mantenuto anche con il pubblico sugli spalti. Spero di rivedere l’Arechi con 40 mila spettatori, quello che fa tremare le gambe a chiunque”. La Serie A sarà tutt’altro mondo rispetto alla serie cadetta. L’impressione è che si voglia proseguire nel segno della continuità. Castori e alcuni giocatori viaggiano verso la conferma, per mantenere uno zoccolo duro: “Ho giocato tanta Serie A e tanta Serie B e conosco le differenze. Per la massima serie servono giocatori pronti a fare il salto di qualità e a giocare in certi ambienti con la filosofia dell’allenatore. Servirà forza anche nel tenere botta a tifosi e media a Salerno – spiega Balli – La filosofia di Castori è giusta, andrà mantenuto un blocco della promozione e poi servirà qualche trascinatore. Il pragmatismo di Castori potrebbe essere produttivo anche in Serie A. Personalmente, non solo con la Salernitana, in massima serie ho pagato dazio, provando a giocare alto. La direzione è quella giusta e sono molto fiducioso. Mi auguro che i risultati e la fortuna siano dalla parte di Castori. La Serie B senza pubblico è una cosa, ma la Serie A col pubblico, mi auguro, sarà una bella montagna da scalare. La massima serie sarà un grande palcoscenico per tutti, sia a livello nazionale che mondiale. Speriamo che questa Salernitana avrà una continuità che noi non siamo riusciti ad avere. Città e provincia meritano questa categoria”. Balli conclude con un giudizio positivo sull’operato della proprietà e in particolare di Claudio Lotito: “Lotito ha fatto grandi cose anche alla Lazio. Sono sempre stato molto fiducioso, la strada intrapresa dalla proprietà era quella giusta. Serviva solo tempo. Adesso servirà però continuità e tanti sacrifici economici, bisognerà lavorare anche molto col settore giovanile. A Roma tanti calciatori, arrivati sconosciuti, sono diventati forti. Lo scouting sarà importante. Salerno e provincia hanno grande voglia di calcio. La traccia lasciata da questa proprietà è giusta. Io mi auguro che, in qualche modo, Lotito e Mezzaroma non lascino”.

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