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Cessione, -15 alla deadline: passi avanti sul bilancio, offerte la prossima settimana?

Mancano quindici giorni alla deadline per la presentazione di offerte irrevocabili per l’acquisto della Salernitana. La sensazione è che le notifiche di questo genere sulla casella pec del trust “Salernitana 2021” arriveranno la prossima settimana, dopo la gara con la Lazio. Chi le presenterà? Probabilmente gli stessi tre soggetti che avevano già alzato ufficialmente la mano entro il 30 settembre, con le offerte… rimandate perché contenenti paletti e condizioni che i trustee non volevano far porre agli acquirenti. Perché dopo il 7? Non per l’avversario che attende i ragazzi di Colantuono in sé (che pure potrebbe apparire coincidenza strana), ma perché i potenziali acquirenti hanno bisogno ancora di tempo per valutare la posizione di classifica all’atto della presentazione dell’offerta e soprattutto i numeri del bilancio al 30 giugno del club. Del resto, anche in occasione della precedente scadenza le offerte giunsero a ridosso del gong.

Conti chiusi, ma da… sigillare

La scorsa settimana, infatti, come ha svelato il quotidiano Il Mattino, è stato redatto il progetto di bilancio da parte dell’amministratore unico, Marchetti, e del direttore finanziario, Aiudi. “Progetto di bilancio” non è “bilancio approvato”, ma ci si avvicina molto: in sostanza, i conti necessitano ancora dell’approvazione ufficiale, ma sono stati chiusi ed inseriti nella data room, la stanza virtuale che gli interessati all’acquisto della Salernitana possono aprire per consultare i documenti che riguardano la società. L’accesso a questa stanza è – per ora – consentito solo ai tre soggetti che sono molto avanti nelle trattative, ovvero la finanziaria italiana e i due gruppi stranieri (uno con matrice italiana) già candidatisi ufficialmente nel precedente step. Ci sono ulteriori manifestazioni di interesse giunte dopo la proroga (un gruppo imprenditoriale con interessi nel cinema e un altro con interessi nell’università privata, a quanto filtra) ma i due sarebbero molto indietro e con i tempi che stringono è difficile che possano entrare realmente in gioco.

Le mosse

I trustee Isgrò e Bertoli continuano a tenere saldi i legami con i tre soggetti in vantaggio. Nell’ultima settimana i due fatti importanti in chiave cessione (la risoluzione in favore della Salernitana del caso Cerci, che chiedeva 2 mln di risarcimento, e la chiusura del progetto di bilancio) hanno dato un’accelerata ai dialoghi e allo scambio di documenti. I tre potenziali acquirenti più avanti nei discorsi ora devono solo terminare lo studio del bilancio che, nel frattempo, come detto dovrà essere approvato ufficialmente dai trustee. In queste settimane il collegio sindacale (presidente Ulderico Granata, sindaci Stefano Di Natale e Massimiliano Troiani) con i revisori contabili dovrà produrre le relazioni del caso, in vista dell’assemblea dei soci (rappresentati appunto da Melior Trust e Widar Trust) che dovrà approvare definitivamente il bilancio, presumibilmente entro fine mese. Ma i numeri, come detto, sarebbero già nelle disponibilità di chi vuol essere il nuovo proprietario della Salernitana.

Possibili e fisiologiche perdite

Cifre al momento top secret, ma una previsione può essere fatta, anche a giudicare i numeri dei bilanci di altri club già resi noti: un segno meno sul risultato finale, infatti, non dovrebbe far meravigliare nessuno, visto che anche l’ippocampo è reduce da un intero campionato senza ricavi da botteghino, peraltro in una stagione che ha portato la squadra in A, cosa che avrebbe certamente richiamato un buon numero di tifosi se non ci fossero state le restrizioni anti Covid. Considerando che nell’ultimo bilancio disponibile, quello al 30 giugno 2020, la Salernitana aveva incassato 1,17 milioni da biglietti e abbonamenti (con sei partite giocate a porte chiuse nella ripresa post lockdown) e che nel primo anno di B dell’era Lotito-Mezzaroma alla stessa voce le entrate erano state di ben 2,68 mln, è ipotizzabile che i mancati incassi per il club granata si aggirino tra gli 1,5 ei 2 milioni. Tutte cose che un imprenditore interessato mette in conto.

La fiducia

L’imperativo è non lasciarsi prendere dalla frenesia, dall’ansia, dalla preoccupazione. Chi ha ufficialmente presentato proposte il 30 settembre è realmente interessato all’investimento e non si scoraggia certo dopo la nota dei trustee datata 5 ottobre, con cui Isgrò e Bertoli hanno preso ulteriore tempo, ma anche fatto chiarezza in merito ad alcuni punti necessari da rispettare per poter avere il visto della congruità sulle offerte che arriveranno, prima ancora di un prezzo minimo (stabilito ma evidentemente non comunicato ai potenziali acquirenti) che in ogni caso non può essere fermo alle perizie super partes di luglio, visto che oggi la situazione sportiva della Salernitana ed anche il suo patrimonio sono cambiati. Dai 40-45 milioni immaginati è evidente che si andrà al ribasso. Entro il 15 novembre, insomma, sono attese almeno tre offerte, più qualche eventuale outsider dell’ultimo momento. L’irrevocabilità varrà fino al 15 dicembre, termine ultimo entro cui i trustee si riservano di accettare o rigettare le offerte. Chiaramente, se fosse gara tra privati (con più offerenti, base d’asta l’offerta più alta e rilancio minimo dell’1%) i tempi ragionevolmente dovranno essere abbreviati. E poi, quel 31 dicembre termine ultimo, prorogabile di 45 giorni solo se entro San Silvestro sarà venuto fuori il prescelto e sarà prossima la firma di un preliminare, con il tempo necessario al closing che la Figc – è scritto nell’atto di via libera al trust – concederà come extratime.

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