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Cessione Salernitana: due dialoghi aperti con l’estero (anche col Qatar)

Il concreto interessamento della Salernitana all’ingaggio di un campione come Franck Ribéry è spia di cambiamenti imminenti della proprietà? Per alcuni sì, per altri no. Il dato di fatto è che i trustee stanno lavorando per la cessione della società ed hanno un discorso molto ben avviato su tutti.

Il fondo estero

In primis ci sarebbero i dialoghi in stato avanzato con uno studio legale italiano che sta facendo da intermediario con un fondo di investimenti estero, la cui sede è tenuta al momento top secret. Entro fine mese, come riporta il quotidiano Il Mattino, se tutto andasse per il verso giusto, potrebbe arrivare l’offerta ufficiale da valutare. Che – giusto ricordarlo ancora una volta – non c’è ancora ed arriva solo alla fine del comprensibilmente lungo processo di studio delle carte. La due diligence che i rappresentanti del fondo straniero stanno effettuando sarebbe a buon punto, instradata verso la fine, con un interesse molto evidente all’acquisizione del sodalizio granata. Ma non si tratta della sola trattativa aperta.

La pista Qatar

Ma occhio anche alle sirene dal Qatar. C’è anche una holding riconducibile allo stato mediorientale interessata, immediatamente alle spalle. La presenza della principessa Al Thani in occasione di Salernitana-Roma domenica scorsa all’Arechi potrebbe non essere casuale. Non ci sono conferme che ci sia effettivamente la sua famiglia (quella regnante in Qatar, che detiene anche Psg in Francia e Malaga in Spagna) dietro questo interessamento qatariota. Anche in tal caso, discorsi avviati. Widar Trust e Melior Trust, rappresentati dai trustee Paolo Bertoli e Susanna Isgrò, erano stati chiari in una delle poche note ufficiali emesse all’inizio della vicenda: niente esclusive, si tratta con tutti coloro che hanno i requisiti.

Offerte e verifiche: i tempi

Di scrematura ne è stata fatta da luglio a oggi, anche piuttosto profonda. Dopo aver visionato i documenti contabili e ogni altro meandro della galassia Salernitana, gli interessati dovranno formulare l’offerta ufficiale d’acquisto, quella vincolante, da cui non si può più tornare indietro. Se i trustee la ritenessero congrua, oltre a verificare in primis la solvibilità degli acquirenti (operazioni, si suppone, già in corso se non concluse), girerebbero tutto alla Federcalcio, che a sua volta – in ossequio all’articolo 20 bis delle Noif – dovrebbe valutare il rispetto dei requisiti di solidità finanziaria e onorabilità del compratore o del rappresentante (valido anche al plurale) della persona giuridica che dovesse acquistare la Salernitana. Quest’ultimo caso potrebbe essere quello del fondo o della holding. Tutto ciò accadrebbe in non meno di quindici giorni. Se tutto andasse per il verso giusto, entro fine mese potrebbe arrivare (almeno) un’offerta ufficiale. se ne fossero di più, si prenderebbe in considerazione quella più alta e/o  con la miglior modalità di pagamento.

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