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Coscia critico: “Società sia umile, meno proclami più fatti. Alla squadra manca qualità”

Ex direttore sportivo della Salernitana e talent scout, Enrico Coscia, ospite ieri nel corso di Amici Granata, storica trasmissione dell’emittente TvOggi, ha criticato aspramente l’operato della società: “Quello di gennaio è un mercato di riparazione, per la Salernitana un po’ di confusione c’è. Più che tecnica la riparazione dovrebbe essere ambientale, per una società che negli anni non ha fatto breccia nel cuore dei tifosi. Essendoci un diffuso malcontento, fossi nella società mi porrei qualche domanda, provando a fare qualcosa con gli investimenti. Poi ci deve essere chiarezza nei ruoli. Il direttore sportivo deve fare il suo lavoro, l’allenatore deve ricoprire il suo ruolo, non avere pieno potere, così si insinua un dubbio sulle scelte. Tutto ricade sulla squadra, che non è fatta solo da uomini o calciatori, ma anche di situazioni positive che devono esserci attorno. Ci vuole un dirigente che conosca la città e le dinamiche per ricucire il rapporto società-tifosi, magari un ex giocatore. I proclami sono il problema. La società deve capire che dovrebbe parlare meno e fare i fatti, portare i risultati. I proclami creano aspettative che, se deluse, portano malumore e scollamento. I tifosi vanno rispettati, non vanno presi in giro e ci vuole umiltà. La maglia della Salernitana pesa, servono entusiasmo e personalità”.

Il dirigente analizza le dinamiche del calciomercato invernale e il gioco espresso finora dall’ippocampo: “Il mercato è difficile, i giocatori bravi non sono in vendita, il Benevento è già in Serie A e fa acquisti funzionali, guardando all’anno prossimo. Di Carmine è difficile che venga a Salerno, giocatori del genere vanno dove si vince. Vedi l’esempio dell’Empoli. I giocatori forti in C ci sono e ci vuole coraggio a prenderli. La Salernitana sta andando su giocatori normali, come Aya; Curcio è un brasiliano atipico, è equilibrato in entrambe le fasi, ha un buon piede, ma non attacca molto l’area. Credo che fosse il giocatore che voleva mister Ventura. Il difensore non pensavo fosse una priorità, il problema della difesa è il centrocampo che non fa filtro. Lopez a mio parere potrebbe essere adattato da terzo di difesa. Mantovani è stata una perdita importante, ha brillantezza, rapidità nell’attaccare l’avversario. Pinto deve crescere, tutto sommato ha fatto bene e su di lui si può puntare per il futuro. La stessa cosa con Maistro. Kiyine credo debba giocare mezzala, Dziczek è stata una piacevole scoperta, era quello che mancava in cabina di regia. Poi ci vogliono le basi per programmare, un po’ lo si sta facendo, lanciando i giovani, ma ci vuole fiducia. Purtroppo i giovani a Salerno hanno avuto storicamente problemi. I giocatori forti in C ci sono e ci vuole coraggio a prenderli. Non bisogna alzare il telefono, ma andare sui campi a visionarli. Ci vuole passione e responsabilità per trovare giovani che cercano un’opportunità. Questa squadra non ha gravi mancanze, ma non ha grandissime qualità. Servirebbe un giocatore di inventiva in attacco, uno propositivo, e ci vogliono anche gli esterni che facciano la differenza. Finora non ho visto l’effetto Ventura, mi auguro che la cosa cambi. Probabilmente manca una quadratura di gioco, il 3-5-2 è sicuramente più difensivo come modulo, la squadra aspetta sempre l’avversario. Non vedo ancora un’identità, non vedo ancora gioco, palleggio e finalizzazione, spesso si adegua agli avversari”. Pensiero finale sul ritorno in campo domenica: “Il campionato è lunghissimo, e il girone di ritorno può essere un nuovo torneo. Pensiamo al Cosenza lo scorso anno: in zona retrocessione alla fine del girone di andata, quasi ai playoff alla fine di quello di ritorno. La sosta è servita a resettare e ci vuole entusiasmo per ripartire”.

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