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Cremonese-Salernitana, la sfida del doppio ex Pirri: «Squadre di Ventura fastidiose, che ricordi quella gara ad Ancona…»

Domenica sarà la volta di Cremonese-Salernitana. Nativo della città devota a Sant’Omobono, precisamente originario del quartiere Cristo Re, ma anche legato ai colori granata Alessio Pirri, ruolo fantasista, ha giocato con entrambe le squadre, esordendo in massima serie con i grigiorossi e vivendo gli anni migliori, per certi versi, del Cavalluccio.

In una lunga intervista concessa all’edizione odierna de Il Mattino, firmata dal collega Pasquale Tallarino, Pirri afferma che non mancherà all’appuntamento di vedere le sue due ex squadre domenica: «Sarò allo stadio Zini con un paio di amici e sono curioso di vedere all’opera la mia Salernitana. La osserverò da cremonese: sono originario del quartiere Cristo Re e ho il cuore grigiorosso. Resto, però,molto legato ai colori granata e alla città che mi ha accolto giovanissimo».

Tante le emozioni che lo legano alla città di Salerno, dal coro dei tifosi “Sì, sempre così, poi va a “fini’” che segna Alessio Pirri” ad un paio di partite memorabili, come la trasferta di Ancona: «Vincemmo con un mio gol su calcio di punizione a pochi minuti dalla fine. Il pallone si insaccò all’incrocio e quasi restò impigliato. Chimenti fu mostruoso, perché parò due calci di rigore. Vincemmo anche con la Reggiana in casa – terza vittoria di fila – e mi sembrava di sognare ma facemmo stecca a Cesena. Tutto finì a Pescara, una partita nella quale ci ritrovammo anche per diverso tempo in Serie A, prima dei risultati contrari dagli altri campi. La Salernitana concluse al quinto posto alle spalle della Reggiana ed era un periodo particolare, perché la squadra era già reduce l’anno precedente dalla delusione di Bergamo e la gente attendeva la Serie A da un momento all’altro, ormai non più rimandabile».

Pirri prosegue nel suo racconto dell’avventura in granata: «Ventura ha di recente chiarito e ricalibrato l’obiettivo parlando di playoff e non di vertice. Probabilmente avremmo dovuto farlo anche noi l’anno successivo. Ci fu qualche promessa di troppo – riflette l’ex fantasista granata – arrivarono Jansen, Tiatto e Ferrier, dovevamo assestarci. Giocavo alternandomi con Ciccio Dell’Anno che ci diede una grossa mano. Fu un periodo difficile per me dopo la sconfitta di Reggio Calabria e l’esonero di Colomba che aveva saputo valorizzarmi tatticamente, utilizzandomi da trequartista con Breda e Tudisco o Logarzo alle mie spalle, a protezione della fantasia. Partimmo male e la salvezza fu una liberazione. Non sono riuscito a godermi fino in fondo, invece, l’annata magica della promozione in massima serie conquistata con Delio Rossi allenatore, perché fui ceduto a novembre».

Pirri non si sbilancia sul pronostico della prossima Cremonese-Salernitana ma osserva: «Le squadre di Ventura sono fastidiose e nel corso del match potrebbe venir fuori la maggiore freschezza della Salernitana, perché la Cremonese è reduce dal posticipo di Cosenza e avrà meno tempo per recuperare energie».

(l’intervista completa è disponibile nell’edizione odierna de Il Mattino)

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