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Due binari per via Roma: stadio e centro sportivo, stretta Comune-club. Sulla curva nord…

La Salernitana intende accelerare sui due binari che portano a via Roma. Da un lato lo stadio Arechi, dall’altro il centro sportivo: il club di Danilo Iervolino vuole chiudere la prima pratica quanto prima, magari già dalla settimana prossima, quando è in programma un incontro tra le parti a Palazzo di Città. Per quanto riguarda il centro sportivo di proprietà, “la casa della Salernitana” come l’ha chiamata Maurizio Milan nei suoi frequenti interventi al riguardo, si proverà a stringere nei prossimi due mesi. Ieri il Comune ha ricevuto una mail firmata dall’amministratore delegato granata, garbata ma perentoria: “Vogliamo costruire il nostro centro sportivo, preferibilmente nel territorio di Salerno città. Quali aree ci offrite?”, è stata – grosso modo – la richiesta.

Niente Capitolo San Matteo?

C’è un’apposita commissione istituita tempo fa dal primo cittadino, Enzo Napoli, che si è occupata di catalogare le aree destinabili immediatamente all’uso che vuol farne la Salernitana, rispondenti alle caratteristiche indicate in tempi non sospetti dalla stessa società granata: almeno 15-20 ettari per poter costruire dagli otto ai dieci campi regolamentari, una foresteria, palestre e tutto ciò che può essere funzionale all’interno di una cittadella granata da impiegare per le attività del settore giovanile, ma anche della prima squadra. La zona di Capitolo San Matteo, che aveva originariamente colpito tanto i consulenti di Iervolino, è destinata a Pip nautico e il cambio di destinazione comporterebbe contrattempi burocratici; per giunta, vi sarebbero altri paletti e problematiche non di poco conto che, nelle ultime settimane, avrebbero indotto la Salernitana a far scivolare indietro la soluzione nelle proprie gerarchie. Anche una parte del Consiglio Comunale, soprattutto dai banchi dell’opposizione, si era detta contraria al cambio di destinazione d’uso della zona, su cui c’è già un progetto di delocalizzazione dei cantieri navali.

Una manciata di aree a disposizione

Alla Salernitana sarà prospettato un album di cinque o sei soluzioni alternative nel territorio comunale di Salerno: un paio all’interno dell’area Asi in Zona Industriale, poi quella dell’ex D’Agostino a Brignano, infine altre due o tre al momento top secret. I consulenti tecnici dell’ippocampo, guidati da Maurizio Milan, saranno chiamati ad analizzare e valutare il tutto anche dal punto di vista economico, oltre che logistico e di sostenibilità. L’obiettivo della Salernitana è quello di non cementificare indiscriminatamente, bensì di realizzare un centro sportivo “green”, che possa parzialmente anche autoalimentarsi. La società sta conducendo una vera e propria indagine di mercato che coinvolge anche il territorio provinciale: diversi contatti ci sono stati anche con le amministrazioni di Pontecagnano Faiano, Giffoni Valle Piana, Montecorvino Pugliano e Montecorvino Rovella, che offrono terreni, ospitalità, collaborazione. In primis c’è Salerno, ma se non dovesse concretizzarsi nulla di conveniente, la proprietà del cavalluccio si sposterebbe in provincia, bisognosa di accelerare la costruzione del centro sportivo soprattutto dopo la salvezza, con le prospettive rosee di permanenza in massima serie.

Stadio e concessione

Il discorso che riguarda l’Arechi è diverso. La Salernitana, in quel caso, non ha certo alternative in provincia. Si procederà spediti e l’accordo di massima sembrerebbe esserci già. Occorrerà limare i dettagli nell’incontro della prossima settimana sull’asse Napoli-Milan. L’autostrada è libera: Iervolino ha voglia di iniziare a capitalizzare i forti investimenti prodotti in questo periodo e il tema stadio è di fondamentale importanza (ma genererà inevitabilmente altri investimenti per il corposo restyling, parzialmente coperti forse dai naming rights), se c’è una concessione ultradecennale che possa consentire di ristrutturarlo e posizionarvi esercizi commerciali, uffici, museo, eccetera. Il cruccio di Iervolino, inoltre, è la copertura. Tempo al tempo.

La curva nord

Ci sono cose più urgenti, come la situazione della curva nord: è un pugno nell’occhio vederla chiusa ed il Comune – tramite i fondi non spesi per le Universiadi 2019 – può investire fino a 1,3 milioni già stanziati per potenziare la sicurezza tra telecamere di videosorveglianza e tornelli, anche in altri settori. Con questi fondi occorrerà poi effettuare interventi strutturali per la divisione superiore del settore, oltre che nel perimetro dello stadio (ingressi e percorsi separati, si punta a far entrare i tifosi granata in curva nord da cancelli Distinti). Si diceva della necessità di rafforzare le misure di sorveglianza anche in altri settori. Entro la fine del mese corrente saranno installate altre due videocamere nella parte inferiore della Curva Sud e una in tribuna, mentre il software di lettura ottica dei biglietti ai tornelli sarà aggiornato, unitamente alla risoluzione delle telecamere agli accessi, che passeranno da 2K al 4K per poter meglio riconoscere le violazioni e combattere i furbetti dei tornelli. Fondamentale continuerà ad essere l’ausilio delle Forze dell’Ordine in carne ed ossa per bloccare e denunciare chi dovesse ancora tentare di accedere allo stadio con biglietti contraffatti.

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