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Fava e le missioni impossibili: “Situazione diversa da 10 anni fa, peccato non giocarsela per la salvezza”

Non mollare e lottare fino all’ultimo istante. È questo il messaggio che Dino Fava manda alla Salernitana di cui ha vestito la maglia tra il 2008 ed il 2011. L’attaccante di Formia ha fatto parte di quella squadra che dieci anni fa sfiorò l’impresa della promozione in Serie B nonostante la crisi della società capeggiata da Antonio Lombardi, tra punti di penalizzazione e stipendi non pagati. In quell’occasione – anche grazie all’operato dell’allora ds Nicola Salerno – il gruppo fece quadrato, superando le difficoltà del caso e sfiorando una vera impresa sportiva.

“Ora invece la situazione è differente, ma se la squadra non è all’altezza della situazione io non capisco come si possa continuare” ha dichiarato l’ex attaccante granata ai microfoni di SalernitanaNews, auspicandosi un immediato cambio di rotta: “Non so quali siano le intenzioni della dirigenza, ma acquistando qualche calciatore la Salernitana può giocarsela fino alla fine. Leggo tante notizie che creano confusione, forse questo è il lato peggiore di tutta la vicenda. Perdere contro l’Inter ci sta, è una squadra fortissima. In certi momenti poi gira tutto male, ma sotto alcuni aspetti si potrebbe migliorare. Quella di Udine è una gara importante, non si deve perdere. Bisogna chiedersi se c’è la voglia di salvarsi”.

È questo il punto cruciale per Fava, secondo cui la squadra non ha mollato, al di là delle evidenti difficoltà tecniche: “Non credo che la squadra abbia staccato la spina, quando sei in campo pensi a vincere. In settimana ci possono essere i malumori, ma quando giochi lo fai fino alla fine. Anche per te stesso, perché vuoi dimostrare il tuo valore”. Inevitabile, però, il rischio di un fuggi fuggi generale a gennaio: In queste situazioni di poca chiarezza i calciatori si guardano intorno, magari si possono accontentare di vincere un campionato di Serie B, del resto retrocedere non fa piacere a nessuno. Mi dispiace perché il campionato non è difficilissimo”.

Tra i più contestati c’è Simy, attaccante in crisi: “I centravanti pagano il prezzo più alto quando non si creano le occasioni. Ha sprecato qualcosa, ma non è facile far bene per un attaccante se ha un’occasione a partita, non penso che meriti i fischi in questo momento”. Fava, inoltre, non ha condiviso la scelta del cambio tecnico: “In certe situazioni a pagare è sempre l’allenatore, ma c’è poco da fare. In alcuni casi anche uno come Guardiola non può incidere, io avrei confermato Castori e preso qualche calciatore. Lo farei tornare, anche perché questa è la ‘sua’ squadra”. Infine un passaggio sull’umore della piazza: “Non farei il tifo per l’esclusione, se c’è speranza non bisogna mollare. I tifosi vedono i risultati e non vorrebbero andare incontro ad un epilogo sportivamente drammatico. Se c’è la possibilità di avere una nuova proprietà non bisogna arrendersi, altrimenti capisco lo stato d’animo della gente”.

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