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Fondi e banche nel calcio, riparte il dialogo: e quel confronto Iervolino-Galliani…

Appuntamento a lunedì 13 marzo (la Salernitana sarà impegnato a Milano nel match contro i rossoneri Campioni d’Italia) per il confronto sui diritti del calcio tra i club di Serie A.

Fondi e banche per finanziare il calcio italiano

Il tema principale sarà incentrato sui fondi e sulle banche interessate a finanziare il calcio italiano. Nella sede in via Rosellini, verrà espresso un primo giudizio sulle proposte arrivate dove, per fine mese, è attesa una nuova convocazione per ulteriori approfondimenti. Per finanziare la Serie A in termini di diritti tv e media company si sono mosse per prime JP Morgan (la prima ad interessarsi alla SuperLega), Goldman Sachs (a cui l’Inter si è affidata per una eventuale cessione) e Deutsche Bank (che recentemente ha acquistato i diritti per la nomina dello stadio dell’Eintracht Francoforte). Oltre al finanziamento del calcio italiano c’è da risolvere anche la questione diritti tv con la pubblicazione del bando 2024-27 tra accordi di messa in trasmissione della massima serie italiana e quella delle competizioni europee.

Iervolino e Galliani “alleati”

E la Salernitana? Presente in città in occasione del match tra il suo Monza e la compagine granata di Iervolino, Adriano Galliani che proprio in un pranzo col patron dell’ippocampo potrebbe trovare un importante alleato, extra campo. La Salernitana è da tempo vigile sulla questione con il presidente granata che proprio il mese scorso puntò il dito contro una “vecchia” idea di gestione del calcio italiano che non rispecchia l’innovazione: «Siamo vicinissimi nell’idea che la Lega si debba trasformare radicalmente in un market company vero e proprio. Non solo nella gestione dei diritti televisivi in autonomia rispetto ai Fondi così come vuole Aurelio, perché anche io non credo nell’azione salvifica promessa dagli investitori finanziari. Penso a un sistema che debba essere in grado di cedere i diritti nazionali e internazionali attraverso una piattaforma di intrattenimento, con produzione proprie, che possano essere collegate anche a società di scommesse. In questo modo si darebbe una grossa mano ai club per aumentare ricavi e i fatturati. Ma non basta». Lo stesso ad dei brianzoli ha più volte replicato: «Si deve arrivare a un sistema di rilevamento più completo, che tenga conto dei locali pubblici e delle seconde case. Inoltre, è necessario ampliare l’offerta a più piattaforme, il calcio deve essere fruibile da tutti i device. In Premier una neopromossa prende 160 milioni di diritti tv, noi invece 33».

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