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Fusco ammette: “Mi aspettavo di più da Gregucci ma non capisco atteggiamento della squadra”

“Ora è davvero difficile, bisogna essere realisti”. A dichiararlo analizzando il momento della Salernitana è stato Luca Fusco, ex difensore e bandiera granata intervistato dal collega Enrico Vitolo per Il Mattino. L’allenatore salernitano ha fatto il punto sulla situazione vissuta dalla compagine granata dopo il ko col Cosenza ed il conseguente esonero di Gregucci: “È un momento decisamente delicato, non semplice da superare. Ci sono un paio di aspetti che si possono considerare: il primo è quello relativo al valore dell’organico, non così forte da poter pensare alla serie A; il secondo è quello legato alle consuete difficoltà che può offrire il campionato di B. Ma nonostante tutto questo non mi aspettavo un crollo così drastico”.

Eppure fino a qualche settimana fa la salvezza sembrava una formalità: “Vero, però nel corso dei mesi la Salernitana non mi ha mai dato l’impressione di essere una squadra capace di poter dominare l’avversario o di offrire un gioco piacevole. Personalmente non ho mai pensato che il traguardo dei playoff fosse davvero possibile. Non mi piace dare giudizi affrettati. Indubbiamente mi aspettavo qualcosa in più da Gregucci, ma credo che più che una vera e propria bocciatura la scelta dell’esonero sia stata presa per dare una scossa a una squadra che sembra spenta”.

Sui responsabili della situazione attuale: “Così come quando si vince i meriti sono di tutti, anche quando si perde le responsabilità sono di tutti. Ammetto di essere rimasto molto sorpreso, in negativo, dall’atteggiamento poco reattivo da parte di un gruppo che non ha saputo sfruttare neppure le gare interne con Carpi e Cosenza”. Nel mirino dei tifosi ci sono Lotito, Mezzaroma e Fabiani: “Se ti ritrovi in determinate situazioni vuol dire che ognuno ha le sue colpe. Mi dispiace, comunque, che la tifoseria si sia spaccata e che contro il Cosenza non si siano visti sugli spalti i famosi venticinquemila spettatori che in passato affollavano l’Arechi. Le partite non devono vincerle i tifosi, ma il loro apporto probabilmente sarebbe stato utile. Allo stesso modo, però, so molto bene che tutti amano la Salernitana”.

Sul finale di stagione: “A mio avviso la retrocessione diretta è paragonabile alla salvezza diretta, ciò vuol dire che entrambi gli scenari sono poco possibili. Credo,invece, che il pericolo sia nascosto dietro ai playout. Mi auguro che il cambio di allenatore possa servire a cambiare le sorti, credo che Menichini possa essere davvero l’uomo giusto al posto giusto”.

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