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Il Cosenza spaventa, poi Lombardi rianima la Salernitana: remuntada granata, Ventura è quarto

TABELLINO SALERNITANA-COSENZA 2-1

SALERNITANA (3-5-2): Micai; Karo (1’ st Aya), Migliorini, Jaroszynski; Lombardi (38’ st Kalombo), Akpa Akpro, Di Tacchio, Dziczek, Kiyine; Gondo, Djuric. A disp. Vannucchi, Billong, Curcio, Jallow, Morrone, Maistro, Heurtaux, Giannetti. All. Ventura.

COSENZA (4-3-1-2): Perina; Corsi, Capela, Idda, Legittimo (33’ pt D’Orazio); Broh, Bruccini, Trovato (1’ st Monaco); Machach; Asencio (30’ st Baez), Riviere. A disp: Quintiero, Saracco, Pierini, Carretta, Schiavi, Sciaudone, Greco, Bittante. All.: Braglia

Arbitro: Daniel Amabile di Vicenza (Rossi/Scarpa). IV uomo: Giovanni Ayroldi di Molfetta

NOTE. Marcatori: 14’ pt Asencio (C), 31’ pt  Lombardi (S), 44’ pt Akpa Akpro (S); Ammoniti: Karo, Akpa Akpro (S), Riviere, Idda (C); Angoli: 3-5; Recupero: 1’ pt – 4’ st; Spettatori: 8175 di cui 665 da Cosenza. Ammonito Braglia (C)al 6’ pt per proteste

Prende uno schiaffo, cade ma si rialza subito. Poi si chiude, resiste e alza le braccia al cielo. Una Salernitana atipica batte il Cosenza in rimonta e si guadagna il quarto posto in classifica, in pienissima zona playoff. I granata giocano un gran primo tempo anche se subiscono il vantaggio calabrese. Nessun problema, ci pensa Lombardi a rianimare la squadra di Ventura che poi completa la rimonta con Akpa Akpro. Nel secondo tempo mancano le energie e allora tutti davanti a Micai. Il Cosenza ci prova ma non pareggia, la Salernitana ottiene la seconda vittoria consecutiva e vola in classifica. A pochi giorni dalla fine del calciomercato, i granata dimostrando di voler alzare l’asticella. E se da Milano arrivasse una sorpresa il 31…

LA CRONACA. Ventura conferma le impressioni della vigilia e ritorna al 3-5-2, ma con una novità tattica. Davanti alla difesa gioca (male) Di Tacchio, con Dziczek spostato sul centro sinistra. Il motivo? Semplice, Braglia cambia tutto e passa al 4-3-1-2, costringendo il capitano granata a prendere a uomo il trequartista Machach. Il tecnico cosentino aveva detto di volersi giocare la vittoria e la formazione certifica le sue intenzioni: Asencio appena arrivato va subito in attacco con Riviere, Trovato (che sarebbe una mezza punta) gioca a centrocampo. Tutti avanti, ma è la Salernitana a partire a mille: ci mette solo 75 secondi Lombardi a diventare protagonista, solita sgaloppata sulla destra e cross per Djuric anticipato però da Corsi. Sembra una Salernitana in palla, al 5’ i granata vanno di nuovo al tiro con Kiyine e poi un minuto dopo con Gondo. Arrembaggio e poi doccia gelata: all’improvviso il Cosenza supera il centrocampo e segna. Il gol è di Asencio di testa, le responsabilità sono di Di Tacchio che commette ingenuamente il fallo da cui scaturisce il gol ma soprattutto di Micai che non riesce a leggere la traiettoria del pallone.

Ventura si arrabbia e urla, ma la Salernitana si risistema subito. Dziczek riesce comunque a fare una regia pulita e ordinata, coniugando alla fase di possesso anche un encomiabile spirito di sacrificio. Di Tacchio invece è lento, mentre Akpa la solita spina. È il centrocampo l’arma in più della Salernitana, anche se Kiyine non riesce mai a entrare in partita. Ma dall’altra parte c’è Lombardi, che inizia a correre e non si ferma neanche quando è finita la gara. L’esterno granata risveglia i granata con un mancino (debole) che però fa animare la squadra di Ventura. Sempre Lombardi poi crea al 27’ l’azione che libera Djuric solo davanti a Perina: il bosniaco sbaglia, ma non c’è nessun problema. Al 31’ il giocatore più in forma della Salernitana si mette in proprio, ubriaca Legittimo e poi buca il colpevolissimo Perina.

La squadra di Ventura ritrova la tranquillità e si mette a palleggiare nella metà campo cosentina, anche grazie alle precise sponde di Gondo che gioca sempre di prima, non segna, ma disputa una delle migliori partite in granata. Proprio Gondo serve ad Akpa l’assist del 2-1, mancino dal limite sulla sirena che fa vincere, di fatto, la partita alla Salernitana. Prima rete in granata per l’ivoriano, alla quarantacinquesima partita. Gioia personale meritata. In mezzo ai due gol, il giallo: al 33’ Asencio colpisce con la mano in area granata, l’arbitro dà rigore e poi ritorna sui suoi passi. Sarebbe stato un errore clamoroso.

Nella ripresa la partita la fa il Cosenza che si ripresenta in campo con il 3-4-1-2. La Salernitana invece mette Aya al posto dell’infortunato Karo e si piazza tutta negli ultimi 30 metri. I granata si difendono con ordine e non concedono occasioni nitide ai calabresi, se non al 12’ quando Corsi salta Kiyine e si vede respingere dall’onnipresente Lombardi sulla linea il suo mancino a giro. Lo stesso Lombardi poi, in un’azione alla Lombardi, converge sul mancino e calcia alto sprecando l’opportunità di chiudere la partita. Poco importa, perché il destro di Riviere a lato è l’ultima occasione di un match che, un po’ a fatica, la Salernitana riesce comunque a portare a casa. Il tutto mentre la Curva Sud alterna applausi alla squadra a cori contro Lotito, assente ingiustificato.

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