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Il pagellone di Salernitana-Sampdoria: sufficienza solo per Ranieri, tutti nel buio

BELEC 5,5. Attento e reattivo sull’occasionissima Thorsby-Caputo del 36′, può fare ben poco sui gol.

ZORTEA 4. Spinge poco. Costretto sempre alla difensiva dalle galoppate di Augello che… vola via in più di un’occasione. Frenetico nelle scelte, affretta più di una giocata. Pivello nella concessione dell’angolo che genera il vantaggio ospite. (dal 10′ st KECHRIDA 5. Non fa molto meglio del compagno. Almeno ci prova in mischia a 8′ dalla fine).

GYOMBER 5. Quando Caputo viaggia dalle sue parti, lo slovacco va in difficoltà ed è un po’ troppo permissivo nelle marcature; ci mette mestiere fin quando può, poi va in paura assieme agli altri. Quel liscio in area avversaria nel finale è emblematico.

GAGLIOLO 5. Molto concentrato nei primi minuti, con qualche buon anticipo. Alla prima da titolare col nuovo allenatore cerca di ricambiare la fiducia, ma Caputo è cliente ostico. Si avventura diverse volte in zona d’attacco scriteriatamente, dietro fa quel che può, ma naufraga.

RANIERI 6. Il migliore nella débacle, l’unico a salvarsi. Impatto di grandissima grinta. Tiene Bereszynski e, come può, Candreva, che però gli sfugge a dieci dall’intervallo pericolosamente. Chiude provvidenzialmente in una serie di occasioni. Qualche falcata con annesso cross interessante. In avvio di ripresa sfiora il gol e Audero si esalta sulla sua girata.

L. COULIBALY 5. Dai liguri ai liguri. L’ultima da titolare un mese e mezzo fa contro il Genoa: torna e si piazza mezzala destra. Deve coprire una grossa fetta di campo e non è semplice. Col piattone impegna Audero nella ripresa, unico lampo. Finale in debito d’ossigeno e con i crampi, ma Colantuono ha finito i cambi.

DI TACCHIO 4,5. Posizione sfortunatamente sbagliata in occasione dell’autogol che porta avanti la Samp. Che non sia un play è chiaro a tutti da tempo, non riesce a dettare i tempi e a dare velocità. Calcia una punizione golosa sulla barriera. Fischi ingenerosi all’uscita: avrà i suoi limiti, ma non ha mai lesinato impegno. (dal 22′ st SCHIAVONE 4,5. Non sembra rassegnato, suda, ma i ritmi non sono per lui. Palloni nel vuoto, sempre secondo).

KASTANOS 4,5. Dopo la squalifica rientra con le marce basse. Poca presenza in fase di copertura, qualche imprecisione di troppo nelle aperture e nei disimpegni, va a chiudersi sempre nel traffico e fa arrabbiare Colantuono. Provoca comunque la prima ammonizione doriana su Bereszynski, unico acuto. (dall’1′ st OBI 4,5. Entra e fa torello. Tocca – male – pochissimi palloni).

RIBÈRY 5,5. In avvio prova a trascinare ed arriva anche piuttosto facilmente in zona tiro, dove però mostra qualche titubanza. L’impegno non manca, ma a trentott’anni non si può pretendere che sia sempre al top. Nel primo tempo si spegne quasi subito, un po’ meglio nella ripresa quando conquista qualche angolo e qualche calcio di punizione. Si fa male al ginocchio sinistro, già toccato duro prima della sosta. (dal 22′ st SIMY 4. Ancora totalmente inesistente).

GONDO 5. Cerca di stare sempre sul pezzo. Svaria lungo tutto il fronte offensivo, guerreggia, rubacchia qualche pallone, però non è presente in fase di finalizzazione. (dal 10′ st BONAZZOLI 4,5. Si presenta con un appoggio sbagliato e un angolo battuto peggio. Con l’uscita di Ribéry va a fare il trequartista, ma l’atteggiamento non cambia: fa il solista e non va bene).

DJURIC 5,5. Quattro minuti e ci mette (male) la testa, prova a correggere la mira dopo poco. Stecca al 25′ da buonissima posizione, ma la presenza c’è ed è fondamentale per il reparto. Conquista falli, fa salire la squadra, è un appoggio per i compagni nel primo tempo. Col passare dei minuti però Colley gli prende le misure.

ALL: COLANTUONO 4. Si siede in panchina e non si muove nell’ultima mezzora di partita, replicando l’atteggiamento remissivo messo per gran parte della gara dalla sua squadra. Punta tutto sulla verve di Gondo lì davanti, ma Audero si sporca poco i guantoni. Pochissime idee offensive e le solite leggerezze difensive. La Salernitana dà l’idea di non sapere cosa fare in più di un’occasione, soprattutto sulle palle inattive che dovrebbero essere l’arma principale di chi ha Djuric in campo e, più in generale, un tasso tecnico inferiore. La squadra granata prende il secondo gol in contropiede dopo un calcio d’angolo a favore in cui resta scopertissima. In conferenza prepartita aveva anticipato che con questo modulo la sua squadra avrebbe sofferto il gioco in ampiezza e gli uomini di D’Aversa nel primo tempo ci vanno a nozze, trovando soprattutto Zortea inadeguato a fronteggiare le folate avversarie. Forse peggio dell’approccio horror avuto con l’Empoli. Rispetto a quella gara, la sua compagine becca meno gol ma non reagisce, in una partita assolutamente decisiva.

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