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Il Consiglio Federale ha detto “no alla multiproprietà”. Ma i casi già esistenti restano

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AGGIORNAMENTO ORE 15:15. Ecco lo stralcio della nota Figc che aggiorna sulla volontà di abolire le multiproprietà, salvando però i casi già esistenti (come quello di Lazio e Salernitana, che dunque non potranno coesistere soltanto se dovessero militare nella medesima categoria): “Il Consiglio ha approvato le modifiche alla disciplina relativa alle acquisizioni nelle partecipazioni di società professionistiche. Tali modifiche sono ispirate all’esigenze di maggiore celerità negli adempimenti e ad un sistema ben definito di precetti e sanzioni. Su proposta del presidente federale, il Consiglio ha deliberato di vietare le plurime partecipazioni di controllo da parte di un medesimo soggetto in ambito professionistico, anche nell’ipotesi in cui una società dilettantistica, controllata da un soggetto impegnato come socio di controllo nel professionismo, salga in Serie C. In ossequio di quanto stabilito dall’art. 1 comma 5 lettera C e dell’art. 2 comma 1 dello Statuto Federale, su proposta del presidente federale, è stato votato l’inserimento del testo che segue all’interno del sistema delle Licenze Nazionali, nonché la modifica dell’articolo 16. delle NOIF : “Ai fini della iscrizione al campionato la società si impegna a non partecipare a competizioni organizzate da associazioni private non riconosciute dalla FIFA, dalla UEFA e dalla FIGC. La partecipazione a competizioni organizzate da associazioni private non riconosciute dalla FIFA, dalla UEFA e dalla FIGC comporta la decadenza della affiliazione. La disputa di gare e tornei amichevoli non riconosciuti dalla FIGC è soggetta alla autorizzazione della federazione medesima. La disputa di gare e tornei amichevoli senza la autorizzazione della FIGC comporta la decadenza della affiliazione”. Quest’ultima parte, con la modifica dell’articolo 16 delle Noif, è relativa al “pericolo” SuperLega: chi dovesse accettare di partecipare ad altre competizioni, sarebbe escluso dai campionati nazionali.

ARTICOLO ORE 14:15. La Figc ha detto “no alla multiproprietà. Non c’è ancora un comunicato stampa della Federcalcio, a margine del Consiglio Federale svoltosi in mattinata in videoconferenza, ma in una nota ufficiale diffusa nel primissimo pomeriggio dalla Lega Pro emerge che oggi è stato toccato uno degli argomenti che più ha fatto discutere la piazza di Salerno (e non solo) negli ultimi mesi, con risvolti decisivi in merito all’obiettivo sportivo assolutamente alla portata dell’ippocampo, ossia la promozione in massima serie. Che, come è noto, in forza dell’articolo 16 bis delle Noif costringerebbe l’attuale proprietà a passare la mano. Le discussioni e le modifiche regolamentari fatte oggi, però, non andrebbero a incidere sulle multiproprietà già esistenti, bensì su possibili nuove manifestazioni. Insomma, “condonate” le vecchie e niente più nuove espressioni. Ma gli interrogativi restano.

“Abbiamo voluto una modifica regolamentare importante, non sarà più consentita la multiproprietà nel mondo del calcio, nel mondo professionistico o nel mondo dilettantistico, salvaguardando i diritti già acquisiti”, ha commentato Gabriele Gravina. Il Consiglio ha deliberato di vietare le plurime partecipazioni di controllo da parte di un medesimo soggetto in ambito professionistico, anche nell’ipotesi in cui una società dilettantistica, controllata da un soggetto impegnato come socio di controllo nel professionismo, salga in Serie C. Ma cosa accadrà di veramente nuovo se la Salernitana dovesse essere promossa in massima serie, oltre alla certezza che Lotito e Mezzaroma dovranno cedere la proprietà della società?

Stamani, fra l’altro, Lotito era assente perché inibito per sette mesi dopo il caso tamponi della Lazio, stamani era connesso Mauro Balata, numero uno della Lega B con cui Mezzaroma e Lotito sono in conflitto (pende ancora un ricorso al Coni relativo alle modalità di rielezione del presidente di Lega). “È stato stabilito un passaggio decisivo per chiarire che, da oggi in avanti, non saranno più accettate tali situazioni di conflitto. Da tempo Lega Pro aveva sollecitato la situazione, denunciando più volte la necessità di vietare e interrompere un vulnus pericolosissimo per il calcio italiano”, le parole di Francesco Ghirelli, numero uno della terza lega professionistica italiana, anch’egli membro del Consiglio. Nella Serie C al momento sono Bari e Mantova – con Napoli e Verona – i club che fanno capo a realtà di massima serie. C’è ovviamente anche il caso della Salernitana con la Lazio. Ma si tratta di casi già acquisiti che, per il momento, vengono salvaguardati.

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