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Mea culpa Vitale, errori grossolani che pesano: la fascia sinistra torna senza padrone

L’ammissione di colpa post gara gli fa onore ma serve a poco perché i punti in classifica li porta a casa il Cittadella. Gigi Vitale ricasca nel solito campionario di errori che penalizzano oltremodo una Salernitana che pure aveva approcciato bene alla partita. Il mancino di Castellammare di Stabia ha grossissime responsabilità su due dei tre gol del Cittadella, il primo ed il terzo. Vale a dire le due marcature che hanno incanalato la partita sui binari favorevoli alla squadra di Venturato. Il primo, con la Salernitana padrona del campo fino a quel momento, è un clamoroso errore in marcatura di Vitale su Strizzolo, lasciato colpevolmente solo di incornare a rete. Il terzo, poi, è una leggerezza ancor più grave: perdere palla con la squadra protesa in avanti e subire gol sul ribaltamento ha definitivamente messo al tappeto una Salernitana già tramortita dal repentino 2-1. Errori pesantissimi che già erano costati caro a Lecce quando i granata ebbero comunque la forza di tornare in partita. In mezzo una serie di prestazioni tutt’altro che esaltanti

Lungi da noi voler fare di Vitale il capro espiatorio della sconfitta dei granata a Cittadella, ma l’ennesima prova deludente dell’ex Ternana apre una serie di interrogativi. E non solo di mercato, in quanto la Salernitana sta già sondando sottotraccia la disponibilità di un mancino per rinforzare la corsia sinistra pur avendo allungato il contratto di Vitale (accordo, però, ancora non depositato). Da inizio campionato, infatti, Colantuono non è riuscito a trovare una soluzione convincente a uno dei talloni d’Achille della squadra. Il tecnico granata ha alternato Pucino e Vitale, con un breve intermezzo di Casasola ed addirittura Gigliotti contro l’Ascoli. I risultati mai sono stati propriamente esaltanti, ma in casi analoghi forse vale la pena scegliere il minore dei mali. Vale a dire un esterno che quantomeno assicuri solidità ed attenzione in fase difensiva.

L’unico a non essere stato mai sperimentato sulla corsia mancina è stato Djavan Anderson, il cui accantonamento farà da preludio ad un prematuro addio già a gennaio. Eppure l’esterno olandese, per caratteristiche tecniche e per la sua attitudine a dribblare l’avversario in velocità convergendo verso il centro del campo, forse meritava una chance su quel binario. Tantomeno per levarsi lo sfizio e poter dire sì, le ho davvero provate tutte.

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