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Moviolone Pordenone-Salernitana: poche leggerezze per Marini, rigore netto su Tutino

Novantasei minuti ricchi di decisioni per l’arbitro Valerio Marini di Roma 1, per un match dal finale al cardiopalma che vede trionfare i granata all’ultimo secondo; è la seconda vittoria per il cavalluccio con il romano a dirigere, in 9 precedenti (entrambe arrivate in questo campionato). È stata una partita piena anche di proteste da parte degli elementi sulle panchine: quattro gli ammoniti all’esterno del campo, oltre ai cinque sul rettangolo verde. Nulla da ridire invece sul rigore assegnato allo scadere agli ospiti: fallo netto di Barison su Tutino.

Riavvolgiamo il nastro. Al 9’ Falasco lamenta una trattenuta in area da parte di Di Tacchio. La maglia si allunga appena ed il calciatore neroverde accenna la caduta. Per l’arbitro il contatto è troppo lieve per concedere il penalty. In seguito alla decisone arbitrale, arriva il giallo per proteste ad un componente della panchina del Pordenone, in particolare al fisioterapista. Al 30’ Bogdan interviene su Mallamo nei pressi dell’area di rigore sul lato destro difendente, colpendo in primis il pallone. L’arbitro però fischia fallo, generando la perplessità del calciatore stesso; la punizione sembrava non esserci. Dopo 5’ altro giallo, questa volta per Adamonis. Il secondo portiere della Salernitana, seduto in panchina, reclamava una rimessa laterale a favore (assegnata poi al Pordenone) sbattendo un pugno sulla copertura della panchina. Marini non ha gradito.
Al minuto 40 Ciurria e Bogdan vanno giù in seguito ad un contrasto aereo. I padroni di casa chiedono, seppur timidamente, il penalty. In realtà è l’attaccante che cerca il contatto facendo perdere l’equilibrio al difensore della Salernitana. Marini giudica tutto regolare facendo scorrere il gioco.
Nella ripresa il primo episodio degno di nota lo si ha al 58’, quando viene sanzionato un altro componente della panchina del Pordenone. Toffolo (vice di Domizzi), colpevole di aver detto qualcosa di troppo al direttore di gara in seguito ad un intervento dubbio su Ciurria non ravvisato dal direttore di gara.
Al 64’ arriva il primo cartellino sul terreno di gioco: Kiyine sgambetta Zammarini nella metà campo dei ramarri, venendo giustamente ammonito. Sanzione pesante in quanto il marocchino, diffidato, sarà costretto a saltare la gara interna con l’Empoli di venerdì. Dopo tre giri di lancette Camporese interrompe la ripartenza di Gondo ostruendogli la corsa. L’arbitro estrae immediatamente ed inevitabilmente il giallo per il difensore ramarro. Al 74’ ancora Camporese tira la maglia a Djuric in area di rigore. La trattenuta è molto lieve anche se si vede la maglietta allungarsi. Anche in questa circostanza il direttore di gara decide di non intervenire ma ciò non toglie il rischio preso dal calciatore in maglia neroverde. In questi casi spesso gli arbitri sembrano essere molto permissivi nei confronti dei difensori costretti a vedersela con un gigante come Djuric.
A 10’ dal termine Cicerelli stoppa la palla che gli rimbalza davanti e prova a ripartire, ma viene fermato dall’arbitro per un presunto fallo di mano. Rivedendo il replay, il calciatore granata sembra toccarla più con la spalla che col braccio; svista dunque da parte di Marini che regala di fatto il possesso palla ai padroni di casa.
Intorno all’84’ Casasola entra in scivolata su Falasco: l’intervento non è diretto sull’uomo che però viene interrotto nella sua corsa. L’arbitro inizialmente applica il vantaggio; al termine della azione, estrae il giallo per il calciatore argentino. Tutto corretto. In concomitanza con la segnalazione del recupero, viene ammonito Belec per aver battuto col pallone in movimento e più avanti rispetto al punto indicato dall’arbitro.
Al 94’ vengono sanzionati sia Magnino che Anderson: il primo per la trattenuta ai danni dell’italo-brasiliano. Il secondo per aver reagito sbracciando e colpendo l’avversario in seguito al fallo subito. Praticamente all’ultimo secondo dei minuti di recupero ecco l’episodio chiave che decide la partita: Tutino anticipa Barison e va giù in area. Il difensore ramarro gli frana letteralmente addosso, incrociando le gambe dell’avversario e spingendolo col braccio sinistro sulla schiena. Per Marini non ci sono dubbi: è calcio di rigore (realizzato poi dallo stesso Tutino); fra l’altro, nessuna protesta da parte dei padroni di casa, consapevoli dell’ingenuità commessa dal compagno.

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