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Pagellone Napoli-Salernitana: lampo Bonazzoli, Veseli determinante… in negativo

BELEC 6. Supera l’indisposizione e va in campo. Becca 4 gol ed è paradossalmente il migliore nella débacle generale. Risponde presente in avvio su una insidiosa punizione. Vola provvidenzialmente su Fabian Ruiz all’11’. Poco dopo, si avventa anche sul pallone calciato da Lozano. Non può nulla sui gol. Nega la cinquina a Zielinski prima e ad Insigne poi.

VESELI 4. Attentissimo, forse il migliore per 46′, poi cucina la multifrittata del raddoppio napoletano: erroraccio nel controllo in uscita, invece di gettare il pallone lontano cerca la giocata a testa alta, poi perde il contrasto e infine spinge Elmas in area per il rigore del 2-1. Inizia il secondo tempo, causa (suo malgrado, la palla tocca prima nettamente il fianco, ma il braccio largo è comunque galeotto) il rigore del 4-1 e viene espulso. Due decisioni arbitrali molto discutibili, ma che trovano l’albanese protagonista determinante… in negativo.

BOGDAN 5,5. Torna in campo dopo oltre un mese, anche lui con pochi allenamenti nelle gambe dopo il Covid. Cerca di tenersi in piedi come può, vista l’emergenza. Leggera trattenuta su Elmas in occasione del rigore per il Napoli. Sul 4-1 il Napoli praticamente si ferma e concede un minimo di respiro.

GAGLIOLO 5,5. Neppure un allenamento e subito in campo. Si deve fare di necessità virtù e si mostra disponibile alla lotta. Elmas al pronti-via gli fa capire che sarà un pomeriggio molto difficile, lui accetta la sfida e, tutto sommato, tiene bene nella prima frazione, mettendo più di una toppa. In apertura di ripresa perde Rrahmani sul tris partenopeo, poi naufraga con gli altri.

DELLI CARRI 5,5. Colantuono lo propone terzino bloccato a sinistra. In difficoltà su Lozano, che ha un passo più rapido. In un paio di occasioni se la cava con mestiere, in altre viene saltato senza appello. Dopo l’1-0 va a fare il quinto a sinistra; esce Schiavone e passa dalla parte opposta. Col passare del tempo guadagna sicurezza fino all’intervallo. Volenteroso, ma nel secondo tempo le energie fisiche e mentali vengono meno a tutti, anche a lui.

VERGANI 4,5. Prima da titolare in massima serie per lui. Inizia largo a destra nel 4-5-1 con licenza ovviamente di inserirsi in zona offensiva. Agli albori di partita, sugli effetti di una palla inattiva a sfavore, esce palla al piede… dimenticando la palla che finisce ad Elmas, per fortuna dei granata in fuorigioco. Si sacrifica in copertura, poi dopo lo svantaggio torna in attacco in coppia con Bonazzoli: dovrebbe dare freschezza, ma combina pochissimo. (dal 62′ AL. RUSSO 6. Il primo a dargli il cinque per battezzare l’esordio in A è un campione come Insigne. Si dà da fare. Nonostante tutto, è un pomeriggio che non dimenticherà).

OBI 5,5. Morde Lobotka, spende un giallo. Si affaccia due volte in zona pericolosa: la prima serve un buon pallone a Bonazzoli che spreca, la seconda illumina col tacco Kechrida che fa l’assist del pareggio. Cala col passare dei minuti.

DI TACCHIO 5,5. Capitano nello stadio che porta il nome di uno dei più grandi. Qualche uscita palla al piede difettosa. Cerca di spezzare il gioco d’astuzia, ma Pairetto non ci casca. Porta a termine il match tra mille difficoltà collettive. Impossibile davvero chiedere di più.

SCHIAVONE 5,5. Tanto impegno in contenimento e un infortunio muscolare. (dal 36′ JAROSZYNSKI 5,5. Entra a freddo, ma il cuore è caldo: paletta, cemento e mattoni, alza il muro alla sua maniera e non disdegna uscite pericolose nei dieci minuti di fuoco che lo separano dall’intervallo. Nel secondo tempo un filo più distratto).

KECHRIDA 5,5. Cambia tre ruoli in un solo tempo, il primo. Trasloca inizialmente a sinistra per necessità, viste le indisponibilità di Ranieri e Ruggeri e le condizioni non perfette di Jaroszynski. Subito un fallo in zona pericolosissima ai danni di Zielinski. Dopo 20′ torna a destra nel 5-3-2. Scavalla alla grande nell’azione del pareggio: servizio assistenza perfetto. Con l’uscita anzitempo di Schiavone va a fare la mezzala, chiude ancora largo a destra in un 5-3-1.

BONAZZOLI 6. Sufficienza per il gol. Il mercato impazza e le voci di una sua partenza pure. Isolato lì davanti all’inizio, supera due volte la linea di metà campo: nella prima occasione potrebbe tirare in porta e invece si addormenta, nella seconda ha il merito di bucare Meret con potenza e precisione. È l’unico lampo della partita, inutile ai fini del pesante passivo finale. (dal 77′ SIMY sv. Ultimi minuti in maglia granata, tutt’altro che memorabili).

ALL: COLANTUONO 5. “Abbiamo zero possibilità” aveva detto all’antivigilia, partendo con un atteggiamento già dimesso. Senza tutti i torti, peraltro, ma comunque non con il massimo dell’efficacia comunicativa. E dire che senza l’ingenuità di Veseli in chiusura di primo tempo, la sua squadra poteva andare all’intervallo in parità. Dopo quella contro la Lazio, era un’altra partita da giocare senza grande possibilità di incidere dalla panchina. Schiera l’unico undici possibile, preferendo Gagliolo a Jaroszynski, entrambi reduci dal Covid. Sorprende un po’ tutti sul modulo, presentandosi con un 4-5-1 abbottonatissimo: Veseli e Delli Carri terzini, Vergani largo a destra e Kechrida dalla parte opposta. Il Napoli palleggia, è più forte e in avvio buca spesso le linee di protezione granata con grossa facilità. Dopo neppure 20′ gli azzurri passano in vantaggio e il tecnico granata passa al 5-3-2. L’atteggiamento della squadra non cambia: granata estremamente rinunciatari e mai nella metà campo avversaria fino alla mezzora. Appena si distendono, i granata riescono a trovare pareggio e coraggio. Non bastassero le assenze, si fa male pure Schiavone. Cola è costretto a cambiare più volte la posizione a diversi uomini, il bunker regge fino al recupero del primo tempo. Con il rigore trasformato da Mertens, finisce la partita dei granata. Decide di non sfruttare i cinque cambi e tiene sul terreno di gioco fino alla fine anche qualche elemento con poco ossigeno e a rischio infortunio come Bogdan, che chiude zoppicando.

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