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Pagellone Verona-Salernitana: Di Tacchio ok, Minala ombra di sé stesso. Djavan non incide

MICAI 6,5. Ordinaria amministrazione per 40′, quando si distende e salva su Gustafson: prima di allora, il Verona non si era fatto vedere dalle sue parti. Incolpevole sul gol di Pazzini.

MANTOVANI 6. Torna titolare dopo quasi un mese, l’ultima gara l’aveva iniziata col Lecce in casa. Non male su Laribi, gli prende le misure col passare dei minuti dopo un inizio un po’ così. Nella ripresa scala sul centro-sinistra, dal suo corridoio arriva il cross di Faraoni che genera il vantaggio scaligero.

MIGLIORINI 6,5. Capitano di serata, pur non essendo il più anziano, né il più presente in granata (Minala, nda). Sente particolarmente la gara, essendo originario della provincia veronese (Desenzano sul Garda). Risponde presente: concentrato e roccioso per 90′, nell’unica disattenzione, Pazzini punisce.

GIGLIOTTI 5. Alla duecentesima presenza italiana, non inizia benissimo. In ritardissimo su Pazzini al 21′ al limite dell’area, corretto il giallo sul suo conto che non può non condizionarlo. A vuoto sul Pazzo anche in una seconda occasione nel primo tempo, resta (giustamente) negli spogliatoi nell’intervallo (dal 1′ st PUCINO 6. Si piazza sul centro-destra, dove si era già disimpegnato in passato. Un suo calcio piazzato – pur deviato – mette subito in difficoltà Silvestri. Sbaglia la lettura sull’inserimento di Gustafson che si incunea e mette incredibilmente fuori al 55′. Prova a immolarsi sulla linea sul gol di Pazzini ma la carambola favorisce l’avversario)

CASASOLA 6,5. Recupero lampo dopo la leggera contrattura rimediata ad Ascoli. Spinge il giusto nei primi 45′, preoccupandosi anche e soprattutto di difendere. Super salvataggio allo scadere del primo tempo in spaccata su Zaccagni a pochi passi dalla porta. Nella ripresa mostra un pizzico di stanchezza: Gregucci lo avanza nei tre dietro la punta e non riesce ad essere lucido fino in fondo nelle sue folate.

MINALA 4. Resta costante nell’insufficienza piena, da diverse settimane. Perde il confronto con Zaccagni e… una quantità industriale di palloni. Male anche quando gli tocca impostare. Unico “merito”, quello di non essere ammonito (dal 34′ st A. ANDERSON 6. Entra e conquista subito un interessante calcio di punizione, occasione in cui l’arbitro avrebbe potuto anche estrarre il giallo su Zaccagni. Poi, però, si getta nel traffico e non crea molto. Difficile fare meglio in svantaggio)

DI TACCHIO 6,5. Subito molto aggressiva la mediana, è lui a guidare – come sempre – gli assalti. Un muro importante in mezzo al campo. Una leggerezza del compagno di reparto camerunese lo costringe a spendere un’ammonizione per evitare la ripartenza. Nel complesso, uno dei migliori della sua squadra.

LOPEZ 6. Lee non è affatto un cliente facile, lo ferma in avvio con le cattive in un paio di occasioni e viene graziato dal direttore di gara. Il coreano è furbo e simula una manata dopo 7′ che costa il giallo all’uruguagio. Un cartellino che lo frena ma, paradossalmente, non gli impedisce di sbarrare la strada al coreano che progressivamente arretra. Gestisce la situazione disciplinare con intelligenza. Spinge, pure, mettendo cross interessanti. Peccato per la discesa di Faraoni che genera il gol veneto… dalle sue parti.

MAZZARANI 6,5. Una conferma meritata, dopo il buon primo tempo di Ascoli, dove si era nascosto fin troppo nella ripresa. Interpreta bene il ruolo di trequartista, il suo. Viene incontro, la smista, fa il regista offensivo. Rimedia un giallo evitabile, finisce generosamente da centrocampista.

JALLOW 6. La doppietta del Del Duca lo galvanizza, è il più pericoloso dei granata nel primo tempo, maggiormente con un insidioso destro a giro che esce di poco (18′). Ogni tanto qualche amnesia gli costa i rimbrotti dei compagni (dal 18′ st D. ANDERSON 5. Entra da mezzapunta… a sinistra, non la sua corsia. Non incide).

CALAIO’ 5,5. Tocca pochi palloni nel primo tempo ma fa sentire il fiato sul collo a Dawidowicz e Bianchetti. Un lavoro comunque prezioso per la squadra. Progressivamente cala, però, e non si rende pericoloso. Si sapeva che non avrebbe avuto i 90′ nelle gambe, finisce boccheggiando.

ALL: GREGUCCI 5,5. Sceglie la linea della continuità con un solo cambio – forzato – rispetto all’undici vittorioso ad Ascoli. L’undici tiene bene il campo nel primo tempo: compatto e aggressivo, sfrutta le indecisioni di un Verona impaurito e inibito, dinanzi al freddo pubblico amico. Corretta la sostituzione di Gigliotti nell’intervallo, inspiegabile l’inserimento di Djavan Anderson in luogo di un Lamin Jallow che sembrava piuttosto pimpante. Con l’olandese, ancora sullo 0-0, Gregucci cambia e dal 3-4-1-2 passa al 4-2-3-1: la dislocazione di Djavan a sinistra è elemento ulteriormente poco convincente.

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