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Rischio playout concreto: Salernitana, attenta a non imitare il Novara dell’anno scorso!

Una sosta per prendere coscienza che i bonus sono stati tutti giocati. L’ennesimo campionato al di sotto delle aspettative, rischia di trasformarsi in qualcosa di più preoccupante del semplice “galleggiamento”che tanto fa indispettire la piazza di Salerno. Domenica sera, intorno alle 23, col fischio finale di Cosenza-Crotone la Salernitana avrà certamente perso ulteriori posizioni in classifica, a vantaggio – come minimo – di una delle due formazioni calabresi. Occhio anche ai possibili allunghi di Cremonese e Ascoli, attualmente a quota 35 a pari punti con la Salernitana, che hanno impegni casalinghi – seppur difficili – contro rispettivamente Lecce e Pescara.

Con sei partite ancora da giocare, i granata riposeranno e rischiano seriamente di essere coinvolti nella lotta per non retrocedere. Al rientro, ci sarà il Cittadella in casa, squadra che ha davvero pochissimo da perdere ed è spensieratamente in lotta per i playoff. Lo è da tre anni a questa parte, spendendo 3 milioni a stagione per l’allestimento dell’intera rosa. Peraltro, i veneti hanno conquistato ben tre vittorie e un pareggio all’Arechi nelle loro ultime quattro apparizioni. Insomma, sono avversari da sempre ostici. La gara contro di loro precederà la difficilissima trasferta di Brescia e la seguente partita casalinga contro un Carpi assetato di punti salvezza. I biancorossi, ancor più del Cittadella, rappresentano un tabù finora davvero clamoroso per la Salernitana che – nell’intera storia dei precedenti contro i carpigiani su qualsiasi campo, ben 6 – ha il 100% di sconfitte. La partita sull’ostico campo del Foggia, altro sodalizio impelagato nella lotta per non retrocedere, poi il match interno col Cosenza e infine la trasferta di Pescara, pure quello campo difficile, chiuderanno la regular season dei granata.

Tutto ciò per chiarire, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che i calciatori sono chiamati alla sveglia. Battendo Cittadella e Carpi in casa, ad esempio, il cavalluccio potrebbe dirsi virtualmente salvo. Viceversa, si ritroverebbe invischiato in un finale di stagione thrilling, da evitare assolutamente, per non cadere in un’incontrollabile spirale discendente. Un fatto non impossibile. Hai voglia di dire o pensare (finanche ascoltare dagli addetti ai lavori di squadre avversarie) che “la rosa della Salernitana è comunque di livello e non avrà problemi a raggranellare i punti che servono per conquistare tranquillamente la salvezza”. L’atteggiamento mostrato dalla squadra granata nelle ultime gare, del resto, è eloquente: paure e timori fiaccano l’undici di Gregucci ai primi schiaffi, alle prime voci grosse degli avversari, e non consentono di amministrare anche le cose buone (vedi il primo tempo al cospetto dello Spezia) che vengono faticosamente create. C’è bisogno di cambiare registro, per davvero. Altro che frasi fatte, la Salernitana deve capire che rischia di affondare in… ben altri spareggi post-campionato e per evitare ciò deve prendere consapevolezza della situazione difficile in cui si trova. Potrebbe essere utile anche una maggiore apertura, uno sfogo a mezzo stampa, un aiuto da parte di una proprietà che anche solo facendosi vedere a bordo campo durante gli allenamenti e dando una pacca sulle spalle ai calciatori infonderebbe un minimo di convinzione in più. Altrimenti, sarà sempre solo colpa della pressione dei media, della piazza, o degli stessi tifosi che “si permettono il lusso” di disertare e “lasciare sola la squadra”. Virgolette, ovviamente, d’obbligo.

Gli interpreti granata, che abbiano gli scarpini, i fischietti e cronometri oppure giacca e cravatta, devono riflettere anche a quanto accaduto nella stagione scorsa al Novara. I piemontesi avevano iniziato il campionato con velleità di playoff e con una squadra – sulla carta – comunque non costata certo poco, al nono posto per monte ingaggi. La classifica, alla fine, ne ha decretato la terzultima posizione e addirittura la retrocessione diretta degli azzurri. Occhio alle similitudini con il corrente campionato della Salernitana: alla decima giornata dello scorso torneo, infatti, i novaresi riuscirono a raggiungere la terza posizione con una (sorprendete) vittoria esterna sul campo del Palermo. Un girone dopo, alla trentunesima, si ritrovavano appena fuori dalla soglia playout con 35 punti, gli stessi che hanno i granata oggi, a +6 sull’Ascoli terzultimo. Il finale di stagione è noto a tutti, con il Picchio che riuscì a recuperare terreno e a salvarsi vincendo i playout e il Novara direttamente in Serie C dopo aver conquistato 9 punti nelle ultime 12 partite. Le uniche differenze, stavolta, sono le 19 squadre contro le 22 dell’anno scorso, nonché il numero (per il momento) ancora maggiore di squadre e di punti che separano la Salernitana dalla soglia playout (il Novara era a +2. Nella sostanza, però, cambia poco, visto che i granata riposeranno alla prossima. Devono, dunque, sperare che Venezia e Livorno non trovino successi esterni rispettivamente sui campi di Brescia e Cittadella. Insomma, occhi da tenere molto, molto aperti.

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