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Rischio slittamento e storture del regolamento: il finale del torneo ostaggio delle Asl

Due anni fa il caso Palermo, i mille ricorsi del Foggia, lo slittamento dei playout di quasi un mese e la salvezza di giugno della Salernitana, che si allenò per molto tempo – assieme anche ad altre squadre – dopo la fine della stagione regolare, prima di conoscere il proprio destino tramite i… tribunali sportivi. C’era di mezzo un match contro il Venezia anche allora, ma quello di domani non è in discussione, ed anche nel 2019 l’ultima di stagione regolare era prevista a Pescara. Tuttavia, non c’erano Europei e impegni internazionali alle porte a mettere una data di scadenza ai verdetti del torneo. Stavolta sì e la Serie B piomba nel caos.

Il 13 ottobre era stato varato un regolamento, pare vidimato all’unanimità da tutti i club cadetti, con cui si provava a prevedere casi spinosi come questo attuale della quarantena in cui dovrà chiudersi il Pescara fino al 26 aprile, minando così la possibilità di giocare le ultime partite senza gare “appese” e con la dovuta contemporaneità: “Un solo bonus, poi ko a tavolino per eventuali altre assenze successive a causa del Covid, ma senza -1 in classifica”, si disse. Ci è “cascata” solo la Reggiana, unica squadra ad aver perso 3-0 a tavolino in questa stagione tra i professionisti, proprio contro la Salernitana. Il team allenato da Alvini aveva ben 29 componenti del gruppo squadra contagiati il 31 ottobre e non si presentarono all’Arechi. Vero è che rispetto ai casi di Empoli e Pescara (ma anche di Napoli e Torino in A) gli emiliani pare non fossero coperti da un’ordinanza Asl (bensì solo di un invito informale a non spostarsi tra Regioni per i “superstiti”), però nella sostanza la situazione era molto simile a quella che ha consentito all’Empoli di non perdere a tavolino contro il Chievo e di rigiocare. Non a caso il club reggiano è imbufalito. Va detto che il 3-0 in favore della Salernitana non è in alcun modo modificabile. La stortura sta nel regolamento, che considera l’esclusione dei casi figli di provvedimenti di autorità nazionali superiori, proprio come l’Asl. Bisognava prevederlo. I club hanno quindi spostato l’impossibilità sportiva all’impossibilità per cause di forza maggiore, invocando l’articolo 55 delle Noif e mettendo in crisi l’assetto anche della giustizia sportiva, che poco può fare dinanzi a queste cose. La solita minaccia di ricorsi, in questi casi, fa tremare gli organizzatori dei campionati, mai come quest’anno bisognosi di comprimere tutto entro il 30 maggio per poi liberare i giocatori da “consegnare” alle rispettive nazionali per amichevoli ed europei.

Lo slittamento del calendario sarebbe possibile ed accettabile a una sola condizione: quella di fermarsi nel weekend del primo maggio, in quanto farlo subito dopo la 34ma giornata significherebbe “perdere” due turni (35mo con l’infrasettimanale e poi 36mo) per le altre squadre non interessate dai contagi, con conseguente maggiore difficoltà nel risistemare il calendario, che giocoforza dovrebbe sforare ampiamente a giugno. Tante squadre, Salernitana compresa, si ritroverebbero a giocare partite decisive senza i propri uomini migliori. Fermarsi per lo stesso numero di giorni, ma una settimana più tardi, darebbe un minimo di respiro in più: si riuscirebbe comunque ad “aspettare” il Pescara, che recupererebbe tre partite in due settimane (27/28 aprile una, 1 maggio l’altra, 4 maggio l’altra ancora) e tornerebbe in carreggiata il 7 maggio per disputare la penultima giornata in contemporanea con tutte le altre squadre. Ovviamente, nel mentre, si rigiocherebbero anche Empoli-Chievo e Pordenone-Pisa. Ciò significherebbe portare la fine della regular season al 10/11 maggio e quindi far slittare gli spareggi promozione e retrocessione: ma con uno sforzo ulteriore di compressione del calendario, giocando ogni tre giorni e non ogni quattro, si potrebbe riuscire a terminare tutto entro il 28-29 maggio (attualmente l’ultimo atto è fissato il 27).

In tutto ciò Claudio Lotito ha continuato l’avanzata a colpi di carte bollate della sua Lazio, chiedendo il 3-0 a tavolino nella famigerata partita contro il Torino anche con un ricorso al Collegio di Garanzia del Coni, terzo e ultimo grado della giustizia sportiva. Facile intuire da che parte possa stare la Salernitana in questo delicato finale di stagione, con diverse squadre che potrebbero avere anche altri interessi a voler fermare tutto dopo la 34ma, come per esempio il recupero di qualche giocatore infortunato o in ritardo di condizione. Sia chiaro, anche i granata potrebbero pensare lo stesso nei confronti di Coulibaly, Aya o dello stesso Lombardi. Ma la sensazione è che uno slittamento di 35ma e 36ma giornata non possa che essere deleterio per tutti, dalla Lega B alla Federazione, senza contare la maggior parte delle società coinvolte.

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