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Tosto ricorda Masinga: “Salerno ’temeva’ nuovo Ferrier, ci salvò con i suoi gol. Una sera a Parco S. Matteo…”

La morte di Phil Masinga ha lasciato un grande vuoto, soprattutto per chi ha avuto possibilità di conoscerlo meglio non solo come calciatore. Vittorio Tosto, suo ex compagno di squadra alla Salernitana, lo ha ricordato con un lungo e toccante post sul proprio profilo Facebook che riproponiamo:

“Argentini, brasiliani, croati, svizzeri, australiani, slavi, uruguaiani, messicani, canadesi, rumeni, portoghesi e tanti altri ancora… ho visto arrivare nella squadra in cui militavo stranieri di ogni dove e per la prima volta arrivi tu un Africano del Sud.
Eravamo a Salerno e lui si presento’ con una giacca orribile e gli occhi rossi carichi di rabbia. Ero scettico perché da ragazzo quando dormivo nelle stazioni li temevo, avevo paura di loro.

Ne ho visti tanti di stranieri menefreghisti con lo stipendio facile, ma lui era diverso, aveva nel sangue la fame della sua famiglia e del suo paese, era un Bafana….
Era fisso a casa mia al parco San Matteo. Una sera divoro’ una teglia piena di polpette rosse con non si sa quanto pane e le mani unte che a vederlo mi faceva allegria e ancora oggi ne parliamo con Franca a distanza di anni.

Amicomi’ per me era il suo nome e non parlando Francese lui capiva.
Salerno era diffidente con lui dopo la sola Ferrier e glielo dicevo, tu gol io polpette e rideva con quella mascella enorme e denti così bianchi che non capivo come facesse visto che non conosceva i dentisti, semplice non sapeva cosa fossero le caramelle.
Era un calciatore normale con caratteristiche simile a tanti nelle categorie inferiori ma aveva cuore,testa,fame e soprattutto sangue negli occhi tipica dote della sua terra selvaggia.
Salerno si rivelò per lui la scelta migliore.

Ci salvammo in serie B grazie anche alla seconda parte ottima della sua stagione con gol decisivi, ricordo un 4 a 1 al Brescia con un mio cross e gol di testa suo sotto la curva sud con capriole infinite ed esultanza di uno che la sentiva, amava il sud e mai lo avrebbe tradito.
Phil approda al Bari e scrive un altra pagina bella.

Lo ritrovo da avversario e l’accoglienza ricevuta da lui come avversario e rimasta sulla bocca dei miei compagni. Diventa un perno della nazionale! Dio poi Io diceva sempre!
E’ Dio lo premia!
Il Sud Africa si guadagna la possibilità per la prima volta nella sua storia di giocarsi uno spareggio per qualificarsi al Mondiale,lui è il capitano e punto di riferimento di quella squadra di quella gente e cosa fa???? Segna il gol decisivo diventando l’eroe nazionale.

Rimpiango ancora non esser andato a Johannesburg nella sua dimora per il mondiale delle vuvuzela sai che spasso con lui….mannaggia i rimpianti! Amicomi come sempre poche parole ma per te le spendo volentieri. Credo che tutta l’Africa a gli occhi rossi come non mai grazie a te.
Ciao Phil”.

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