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Giovanili

U15, U16 e U17 granata riprendono gli allenamenti: un test anti Covid a settimana

Mentre la Primavera ha già ripreso il campionato da due settimane, per la verità con risultati da dimenticare (due ko in altrettante gare con 2 reti fatte e 10 subite), le altre formazioni del settore giovanile della Salernitana sono ancora ferme dal punto di vista delle competizioni agonistiche, ma almeno hanno ripreso ad allenarsi da qualche giorno, in ossequio al particolare protocollo studiato dalla Figc per le categorie. Lo scrive il quotidiano La Città nell’edizione di oggi.

Dopo il secondo stop per l’emergenza Covid in meno di un anno, anche i più piccini sono pronti a ricominciare. La squadra U17 allenata da Gianluca Procopio, quella U16 guidata da Pasquale Cerrato e quella U15 di mister Dino Della Calce dovranno sfidare i pari età della Roma alla ripresa dei rispettivi tornei. Una data precisa ancora non c’è, ma non è lontanissima. Si parla dell’ultimo weekend di febbraio. Intanto la Figc ha disposto l’autorizzazione ad effettuare test match amichevoli per le su citate categorie: al momento la Salernitana non ha organizzato alcuna partita amichevole (in Campania lo faranno solo i baby di Paganese e Napoli, che hanno organizzato sfide plurime), ma nei prossimi fine settimana potrebbe pensarci.

Nel protocollo per le squadre del Settore Giovanile e Scolastico, la Figc prevede l’obbligo di test antigenici anti Covid 19 a cui deve sottoporsi l’intero gruppo squadra una volta a settimana entro le 48/72 ore antecedenti la disputa della gara. Sempre settimanalmente, i tesserati sono obbligati a presentare autocertificazione che comprovi il proprio stato di salute e il fatto di non aver avuto contatti con soggetti positivi al virus. In caso di contagio di un elemento del gruppo squadra, occorrerà ovviamente ricorrere all’isolamento e al mancato impiego in campo. I cardini della prevenzione del contagio nel gruppo squadra, all’interno del protocollo federale per i baby, sono i seguenti: il distanziamento obbligatorio di almeno due metri nel corso di riunioni all’aperto e la limitazione delle riunioni al chiuso anche di tipo tecnico, evitando l’uso degli spogliatoi o favorendone, ove consentito, l’uso in modo da evitare ogni assembramento o contatto stretto; il divieto di abbracci, e altri comportamenti a rischio (quali cantare, gridare, e avvicinarsi faccia a faccia tra calciatori/tecnici/dirigenti in occasione di gare e allenamenti; il divieto di attività sociali che comportino la presenza contemporanea di più componenti il gruppo squadra; l’utilizzo privilegiato dei mezzi di locomozione individuali; interdizione di ogni attività sociale al di fuori del gruppo squadra effettuata senza rispetto delle precauzioni generali suddette (lavoro, scuola, familiari non conviventi, conoscenti ecc.), che rappresenti un concreto pericolo di contagio da parte dei singoli componenti il gruppo squadra (ad esempio, cene tra atleti o con amici, feste, conferenze, riunioni di qualsiasi tipo, etc.).

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