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Ventura, soliti problemi: “Tanti non stanno bene, ma mi aspetto reazioni. Di Tacchio-Dziczek possono coesistere”

Un esame importante, per rendere più roseo il suo presente e guardare al futuro… contro il proprio passato. Prima il 1982/83, poi i tornei 1984/85 e 1985/86. A Chiavari, trentaquattro anni fa, Gian Piero Ventura vinse il primo campionato della sua carriera, portando l’Entella in Serie C2. “Ma scaramanticamente non voglio parlarne. Quando ho affrontato le mie ex squadre tutti piangevano quando mi hanno rivisto, poi però ho perso. Allora, vediamo di invertire questo trend: dell’Entella avrei tantissime cose da dire, ma preferisco glissare”, l’esordio in conferenza stampa del tecnico che prova ad appigliarsi anche alla scaramanzia in preparazione dell’ennesima partita difficile, per le condizioni in cui la sua Salernitana ci arriva.

“Jaroszynski, Lopez e altri sono da verificare. – confessa Ventura – Non stanno benissimo, hanno degli affaticamenti, dobbiamo fare delle verifiche domattina. La formazione resta un rebus, purtroppo. Abbiamo un po’ di problemi, se confermerò il 3-5-2 dipenderà da chi giocherà. A differenza delle altre volte in cui tutto era chiaro, devo capire quanta differenza c’è tra quello che voglio fare io e quello che posso fare. Giocheremo a tre dietro, per il resto non so. Ci sono problematiche una dietro l’altra. Tra perdere un giocatore per una partita e rischiare di perderlo per un mese, devo scegliere bene. Se non ce la dovesse fare Jaro, giocherebbe Pinto”.

Situazione chiara, insomma. Ennesima emergenza. Potrebbe scoccare finalmente il momento di Dziczek. “Non vedo l’ora che giochi. Così avrete visto tutti e le domande avranno altra natura. Turnover? Quel che posso fare, lo faccio. Ne hanno bisogno. Ci sono giocatori che hanno giocato due mesi e mezzo ininterrottamente. Patryk può coesistere con Di Tacchio che siamo noi ad aver adibito a playmaker. – aggiunge il tecnico – Cerci? Sta lavorando. Quando ha fatto due apparizioni brevissime, qualcuno ha usato il termine “imbarazzante”. Sta vivendo la squadra e deve lavorare, non può essere un comprimario: o è Cerci, o è inutile averlo, mi auguro che prima o poi torni il vero Cerci, però questo dipende da lui e non da me. Se avessi avuti tutti a disposizione avrei fatto anche scelte diverse in queste settimane, ma non avendo tutti abili e arruolabili sono stato costretto a fare determinate formazioni”.

L’Entella è avversario ostico e ha gli stessi punti dell’ippocampo. “Ho visto un po’ di partite, sta giocando bene e fa risultati meritati. Sulla carta la gara era già non semplicissima, adesso è anche in un momento positivo. Sarebbe stato fantastico poter incontrare l’Entella stando benissimo anche noi, purtroppo non è così, è un ulteriore banco di prova. Dobbiamo dare delle risposte dopo il primo tempo di Pisa che è stato non preventivato, una sorpresa negativa dopo tante sorprese positive. Di fronte a ciò ci si aspetta una reazione. – il monito di Ventura – Se l’anno scorso a un certo punto è iniziata una débacle, vuol dire che a livello di mentalità ci sono state delle defaillances. Per modificarla e migliorarla, non puoi essere legato a una partita. Bisogna creare fondamenta solide per il futuro, prendere coscienza di pregi e difetti, lavorarci e non avere ansia da prestazione. In base alle risposte che ci saranno, prenderemo coscienza di quello che ancora ci sarà da fare. Preoccupato? Beh, è una parola grossa. Certamente abbiamo margini di miglioramento mostruosi. Non segniamo su azione all’Arechi da tempo, è vero. C’è da migliorare sulla qualità e sui tempi che in alcuni casi sono non perfetti. C’è un sacco di lavoro da fare”.

La tenuta del gruppo è sempre precaria: “Siamo rientrati mercoledì dopo un viaggio non facilissimo, abbiamo lavorato pochissimo. Non c’è mai paraculaggine in quello che dico: il primo tempo di Pisa doveva farci fare una riflessione. Chi è permaloso deve togliersi la permalosità, chi è presuntuoso deve abbassare il grado e capire quale strada da seguire. Il campo dirà che risposta c’è”.

Infine, la previsione sui rientri degli acciaccati: “Sotto voce… dico che Firenze, Giannetti e Cicerelli martedì rientreranno in gruppo, emozione che non provo dal giorno del ritiro, non so neanche se sarò in grado di gestire tutti questi giocatori (ride, ndr), perché sono abituato ad averne 12-13. Dopo la sosta, se non mette il piede in un’altra buca, avrò anche Billong. Se Conte sll’Inter si lamenta della sua rosa, io dovrei essere portato in processione dopo San Matteo, vista la situazione”.

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