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Ventura sui tagli: “Non possiamo più fare rieducazione, al resto pensa il club”. E sul rinnovo…

Alessio Cerci era una sua scelta, una sua scommessa che ha poi di riflesso portato anche all’ingaggio di Thomas Heurtaux la scorsa estate. L’ex Toro ha totalizzato il misero bottino di 8 presenze in 272 minuti, il francese ancora meno, poco più di 90′ in due gettoni, con una miriade di problemi fisici (anche se non sono mancati i suoi tentativi di  venire incontro alla società dapprima riducendosi lo stipendio, poi disputando tre partite con la Primavera per recuperare la condizione). Entrambi sono sotto la lente d’ingrandimento della società con il 30 giugno che è dietro l’angolo: il contratto di Cerci, annunciato come biennale, conterrebbe al suo interno clausole che consentirebbero un divorzio anticipato, mentre quello di Heurtaux è in scadenza proprio tra cinque giorni.

“Io posso dire la mia, ma ci sono altri fattori che determinano le scelte. Se ho portato avanti per dieci mesi cose impensabili da portare avanti, come allenamenti individuali e tanti sacrifici per tenere compatto un gruppo che in partenza non aveva questa caratteristica, è evidente che a meno di due mesi dalla fine dobbiamo pensare a mandare in campo chi può dare qualcosa, non possiamo più fare rieducazione. – le parole chiare, anche se politiche, di Gian Piero Ventura al riguardo – Io fornisco un’opinione e provo a tutelare tecnicamente i giocatori, poi c’è un discorso di società e non posso controbattere. Sono club e giocatore che decidono il da farsi, io non posso mettermi in mezzo. Mancata convocazione di Cerci? Non c’entra il contratto: se gioca sul sintetico, si ferma di nuovo con le noie al ginocchio che ha”. Poi, su Heurtaux e Mantovani aggiunge: “Valerio ha avuto un problema gigantesco, ogni volta che forza ha difficoltà. Il suo corpo deve riadattarsi e non è facile, speravo potesse darci una mano in questo finale. Heurtaux si è fermato, ha ripreso, poi si è fermato di nuovo: fin quando ho potuto, ho coinvolto tutti. Adesso serve chi mangia l’erba, anche se a Chiavari non si potrà fare per davvero perché è artificiale”. 

Infine, il suo rinnovo contrattuale: “Se mi allungano di due mesi il contratto e non vengo ucciso… vado fino alla fine, sperando di giocarmi qualcosa di importante. Rinnoverò, tutti vogliono che lo faccia. Materialmente, però, non l’ho ancora fatto”.

 

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