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Cambio proprietà, settembre può essere importante (ma i piedi restino per terra)

Può essere il mese decisivo per il cambio di proprietà in casa Salernitana? Chissà. Detto dei dialoghi avviati dai trustee con i rappresentanti del fondo estero e della holding qatariota (clicca qui per leggere l’articolo) c’è solo da attendere sviluppi.

L’ingaggio di Franck Ribéry non può che essere punto a favore per il futuro acquirente, anche a livello mediatico. Trustee al lavoro e sempre in silenzio, ma con due trattative molto ben avviate, le cui due diligence sono in fase conclusiva. La sensazione è che la prossima nota ufficiale ci sarà quando l’offerta preferita sarà accettata e si avvieranno le procedure di closing. Di certo il prossimo passo resta la ricezione dell’offerta vincolante, che potrebbe anche non essere unica. Se più soggetti offrono, si valuta il migliore in termini economici e di modalità di pagamento. Niente esclusive per la trattativa, chances a tutti. Con chi si chiuderà? Bella domanda.

Qatar Sports Investment sembra essere il riferimento mediorientale interessato, anche se non ci sono conferme in tal senso, ma solo spifferi tutti ancora da accertare, provenienti anche dalla presenza della principessa Hessa Al Thani per Salernitana-Roma. L’interesse dal Qatar c’è, ma non la conferma che si tratti di QSI, fondo di riferimento della locale famiglia reale, detentrice peraltro – attraverso diversi soggetti – di Paris Saint Germain e Malaga. Il web ovviamente impazzisce e non riesce a stare con i piedi per terra. E così tutto può diventare indizio, tutto può essere letto in un certo modo se certe convinzioni sono nella testa di chi sogna. Legittimo farlo da semplici tifosi, un po’ meno se si ricoprono ruoli più o meno legittimati di comunicatori. Ma oggi, ormai, vale tutto e il contrario di tutto per colpa di… nessuno.

Momento onestà intellettuale. Ricordate quando fu presentato – a sorpresa – Joseph Cala come nuovo proprietario della Salernitana? La folla al Grand Hotel, i cavallucci marini a stelle e strisce che sostituirono le foto profilo di Facebook di tantissimi tifosi granata, i sogni ad occhi aperti anche di qualcuno che di professione-missione avrebbe dovuto fare altro. Sforzandosi, non pensando a quel che si è rivelato essere dopo pochissimo tempo l’italo-americano, alzi la mano il tifoso che anche solo per un attimo non si è lasciato prendere dall’entusiasmo, dalla voglia di diverso per riemergere dalle paludi della scellerata gestione Lombardi. Parentesi precisazione: non ci sarà nessun nuovo Cala a rilevare il club, la cui vendita deve rispettare canoni precisi ed è gestita da professionisti che non possono permettersi scivoloni; non è un paragone con i possibili acquirenti, ma soltanto con lo stato d’animo degli appassionati. Che oltre dieci anni dopo è lo stesso, se non amplificato: è serie A, c’è Ribéry, stavolta l’albergo sottomarino non serve per creare aspettative strane. Basta veramente poco per infiammare Salerno, ma prima di infiammarsi occorre annullare la malsana frenesia, prepararsi e armarsi di una corazza di lucidità.

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