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Il 3-5-2 di Castori per rilanciare Jallow: “Lui e Djuric, coppia complementare”

La Salernitana di Fabrizio Castori giocherà con il 3-5-2. Stesso modulo di Gian Piero Ventura, ma caratteristiche decisamente diverse per il trainer di Tolentino, che negli anni ha spaziato tra diverse idee di calcio, proponendo spesso anche il 4-4-2 (e sue varianti) a Cesena, Carpi, ma anche nella stessa precedente esperienza con la Salernitana.

La scelta di Castori per la stagione 2020/21 sembra andare verso una direzione ben precisa: provare a non smantellare del tutto il parco giocatori attualmente di proprietà (diciotto, compresi i rientri dai prestiti) e rimpolparlo con alcune conferme di prestiti dalla Lazio e cinque-sei nuovi elementi. Castori, infatti, potrebbe rilanciare un elemento come Lamin Jallow, fino a poche settimane fa dato per sicuro partente, anche a causa delle incomprensioni con la piazza: il gambiano, per bocca del suo stesso agente, Sorrentino, avrebbe dovuto cambiare aria. Invece, dopo l’intervento chirurgico di meniscectomia dei giorni scorsi (clicca qui per leggere) dovrebbe tornare in auge per essere addirittura al centro del progetto. Castori lo allenò nel 2017/18 al Cesena: giocando da unico riferimento offensivo, il classe 1995 fu capace di mettere a segno 10 gol in 32 partite sotto la sua guida. Anche Milan Djuric conosce benissimo il nuovo trainer: proprio con lui in Romagna trovò l’esordio in B nel 2007/08, giovanissimo (13 presenze, un gol), tanto che Castori lo chiamò anche ad Ascoli nel 2010/11. Il trainer sembra intenzionato a ripartire proprio da questa coppia d’attacco formata dal bosniaco e dal gambiano. In particolare Djuric, reduce dalla stagione del personale record di 12 gol, potrebbe trovare ulteriori motivazioni.

“Hanno caratteristiche diametralmente opposte, Jallow è istintivo, mentre Djuric è il classico attaccante che fa giocare la squadra. Formano una coppia complementare. – diceva Castori due anni fa, da osservatore esterno, nel corso di un’intervista rilasciata prima del torneo 2018/19 – Jallow deve giocare in un attacco a due perché attacca molto gli spazi, copre molto campo. Ora non prendetemi per pazzo, faccio un paragone eclatante solo per rendere l’idea: Mbappè. Allo stesso modo del francese, giocare esterno lo limita, se sta invece al centro con possibilità di attaccare il campo in più zone ha più possibilità di far male. Lui inoltre non gioca molto con la squadra, il giocatore vicino a lui deve occuparsi più di giocare con i compagni”. Esattamente ciò che fa Djuric.

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